Il mondo del wrestling piange Antonio Inoki, scomparso il 1 ottobre all’età di 79 anni. Inoki, 190cm per 102kg, è stato una delle leggende del wrestling, disciplina che deve molto al giapponese. È stato spesso definito “eroe moderno” arrivando da un Paese, appunto il Giappone, dove le arti marziali sono molto considerate e Inoki, sfruttando il suo fisico ha portato in alto il Sol Levante in un mondo pieno di atleti statunitensi, inglesi e francesi.
WWE Hall of famer, fondatore della la New Japan Pro-Wrestling nel 1972, federazione di sua proprietà è sempre stato considerato uno dei migliori wrestler del mondo e la sua popolarità è cresciuta nel 1976 qundo al Nippon Budokan di Tokyo (che è anche stato teatro delle Olimpiadi 2020) sfidò Muhammad Ali in un’evento di caratura mondiale. 12 anni dopo quel giorno, si ritira ma non esce dai riflettori: nel 1989 è eletto al Parlamento Giapponese nel partito “Sport e Pace” e tra le sue attività spicca quella in Iraq nel 1990, una delle sue attività diplomatiche.
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Non si sarebbe mai fermato probabilmente, ma nel 2020 le sue condizioni di salute legate a problemi di cuore, lo costringono a farlo. Oggi lo piange tutto il mondo.
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