Chi si aspettava e prevedeva un maggior equilibrio in pista deve, almeno per il momento, ricredersi e non fare altro che leggere i tremendi distacchi rifilati da Yvan Muller nel tempio della velocità a Monza, primo appuntamento del mondiale Turismo. Il team RML sembra proprio poter fare a meno dell’appoggio ufficiale della Chevrolet e si aggiudica la prima battaglia dell’anno contro Honda e Seat. Muller in pole, e che pole, con il tempo di 1:56.486 e davanti al suo nuovo collega di squadra, Tom Chilton sopra l’1:57 e l’altra Chevrolet di Alex McDowall. Confermato quindi il dominio delle Cruze, già protagoniste nelle sessioni di libere della mattina brianzola.
Staccato e nervoso Gabriele Tarquini al volante della sua Honda. L’abruzzese non riesce a prendere il ritmo con la sua nuova vettura e si rende protagonista di qualche manovra al limite per poi risolvere la situazione, da grandissimo campione, con il quinto tempo alle spalle dello spagnolo della Seat Pepe Oriola. Una qualifica comunque positiva per la Honda di Tarquini, capace di restare sull’1:57 e mettersi alle spalle le altre due Chevrolet di James Nash e Michel Nykjaer.
Primo appuntamento di qualifiche da dimenticare per il campione in carica Robert Huff, subito fuori in partenza per un incidente, abbastanza ingenuo, con Fredy Barth. Nel contatto è proprio l’ex Chevrolet, ora alla Seat, ad avere la peggio con la sospensione anteriore destra completamente distrutta. Huff che domani dovrà quindi partire dal fondo dimostrando tutto il suo valore su un circuito che non permette errori e che non favorisce certo la sua vettura, apparsa eccessivamente lenta soprattutto nei tratti più veloci (e a Monza è un gran bel problema).
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Ottimo il recupero di James Thompson, rimasto coinvolto in un incidente con il compagno di squadra Lada Aleksei Dudukalo, ma capace di portare la sua vettura in top ten, in nona posizione davanti alla Seat di Fernando Monje e la BMW dell’italiano Stefano D’Aste. Bocciati già in Q1 invece alcuni nomi importanti come Tiago Monteiro su Honda (a conferma della buona prestazione di Gabriele Tarquini), Tom Coronel, Medhi Bennani e Norbert Michelisz.
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