Corre nel FIA World Touring Car Championship dal 1987 ed era in pista anche dalla prima rifondazione nella serie del 2005, poi ha vinto il primo titolo WTCR nel 2018.
“Era importante fare un'altra stagione nel WTCR, specialmente con una macchina nuova. Penso che sarà l'ultimo accordo con una Casa, ma voglio vincere"

A quasi 60 anni, Gabriele Tarquini si sta preparando per affrontare la stagione 2021 nel WTCR − FIA World Touring Car Cup con Hyundai Motorsport Customer Racing, assieme a Luca Engstler, Norbert Michelisz e Jean-Karl Vernay, tutti armati della nuova Hyundai Elantra N TCR.

Altro anno nel Mondiale Turismo, cosa significa per te?
"È fantastico, ogni anno è una sorpresa per me pensare di poter continuare a fare quello che ho fatto da quando ero quasi un bambino. È un piacere, ma è quasi incredibile quando si pensa che sono vicino ai 60 anni. Non ho mai immaginato di correre fino a questa età, professionalmente parlando, quindi è davvero sorprendente".

Però ogni anno un Tarquini al via della serie c'è ed è competitivo...
"La velocità c'è sempre, ma probabilmente non sono più veloce come 20 anni fa in qualifica. Ad essere onesti ho perso qualcosa. Ma il mio passo gara, la mia esperienza e la grinta le ho ancora. Sicuramente la scorsa stagione non è stata molto buona per noi. Non siamo stati competitivi per tutto l'anno, ma solo in alcuni weekend. Mi ricordo che allo Slovakia Ring la macchina non era così male, così come nella prima gara di Aragón. Ma il resto è stata una stagione da dimenticare. Sappiamo che la i30 era una grande macchina, ma non si può essere al top ogni stagione. Abbiamo vinto il titolo nel 2018, abbiamo vinto nel 2019 ed è normale che il 2020 non sia stata la nostra stagione".

Quindi quanto sei eccitato alla prospettiva di passare alla nuovissima Elantra N TCR per il 2021?
"Ho iniziato a sviluppare questa nuova auto subito dopo la fine del primo lockdown a giugno. La Elantra utilizza la base dalla i30 anche se l'auto è completamente diversa. È più grande, più lunga, più larga, l'aerodinamica, la forma e il profilo sono completamente diversi. Ma abbiamo un riferimento. Quando iniziammo con la i30, per la Hyundai era la prima auto da pista, quindi non avevamo alcuna esperienza. Ora partiamo dalla i30, quindi sicuramente è un grande vantaggio".

Dopo aver ottenuto la prima vittoria con la i30 N TCR alla WTCR Race of Morocco nel 2018 hai detto di "conoscere la tua figlia". Con la Elantra N TCR è uguale?
"Non è esattamente lo stesso perché la i30 l'ho sviluppata da solo, mentre per la Elantra N TCR ero solo nella prima parte del lavoro, poi abbiamo voluto concentrarci sui clienti, per costruire un'auto facile da guidare con diversi pneumatici. In seguito, l'attenzione si è spostata sulle Goodyear e abbiamo condiviso lo sviluppo con gli altri piloti. Ero con Norbi, con Luca e più tardi anche JK ha guidato l'auto. Abbiamo condiviso il feeling, fatto riunioni lunghe perché tutti devono essere d'accordo sul piano di sviluppo e sul feeling di guida dell'auto".

Secondo te perché sei stato scelto per correre con la Elantra N TCR nel WTCR?
"Probabilmente sono il miglior pilota per iniziare a sviluppare una vettura a causa della mia lunga esperienza e so tutto intorno alla macchina. Con Andrea [Adamo, Team Principal di Hyundai Motorsport] ci siamo seduti ad un tavolo, ma l'accordo era solo per sviluppare la Elantra N TCR. Poi è finita la stagione, che non è stata buona ed è stato un anno difficile per tutti, per Hyundai, per il motorsport in generale. Non erano chiari i piani, ma quando Andrea e Hyundai hanno deciso tutto, si è iniziato a parlare di questa stagione e in 20 minuti abbiamo concordato di continuare per il 2021!"

È giusto dire che non avresti accettato che il 2020 fosse la tua ultima stagione con il team?
"Sì, non è stata la mia migliore stagione e, per me, era importante farne un'altra, soprattutto con una nuova macchina. Questa la conosco molto bene ora e possiamo usarla su piste diverse. La forma è totalmente diversa dalla i30 e sono più che felice di continuare con Hyundai, soprattutto perché posso dare una mano nel programma di sviluppo durante la stagione, è ancora una macchina giovane. Ci siamo concentrati sul WTCR solo nell'ultimo test, perché prima tutti erano rivolti ai clienti. Dall'ultimo test in poi abbiamo puntato sul 2021, sull'uso dei pneumatici Goodyear, e sul sapere qual è il piano migliore, il miglior set-up per sviluppare questa vettura. Sono sicuro che inizieremo la stagione con un ritmo molto buono, ma anche che nel corso dell'anno possiamo migliorare perché l'auto è nuova".

La stagione 2021 inizia in Germania a giugno, ma una prima WTCR Race of Italy è prevista per l'estate. Sei contento?
"Finalmente torneremo in Italia! Il piano era di correre lì l'anno scorso ma, purtroppo, la pista non era pronta. Ma Adria è una buona opportunità e spero che possa essere piena di persone che mi sostengono. Ci manca la gente e ci manca la folla intorno alla pista. Fanno parte dei weekend di gara del WTCR, non è come la Formula Uno dove i piloti sono lontani dal pubblico. Ci manca molto questa parte importante del motorsport".

Cosa puoi fare nel 2021?
"L'obiettivo, come sempre, è quello di vincere. La mia esperienza mi ha aiutato nelle ultime stagioni e posso essere anche un uomo squadra, quindi se sono fuori dalla lotta per il titolo posso dare una mano al mio compagno. Nel 2019 ero molto contento della stagione e della vittoria di Norbi. Ovviamente sarò più felice se combatterò per il Mondiale, ma mi va bene giocare anche di squadra".

WTCR Fast Talk presented by Goodyear: Tarquini e il fuoco dentro
“Quando ero piccolo mio padre aveva un distributore di benzina e di fianco c’era una piccola pista di go-kart, dunque a 5-6 anni ho cominciato lì e si è accesa quella fiammella della passione che ancora oggi brucia. Parlai con la mia famiglia prima di Macao dicendo che probabilmente avrei chiuso lì la mia carriera, anche se avessi vinto il titolo, visto che non avevo contratto per l’anno dopo. Ci avevo provato a lungo e non avrei potuto chiedere di meglio. Le gare furono durissime, finii anche in ospedale dopo un incidente e successe di tutto, ma divenni Campione. La SEAT si stava ritirando come costruttore e io ero a piedi, ma ancora competitivo e in pieno divertimento. Fu una fantastica stagione e non volevo fermarmi a quel punto, per cui non dissi nulla in conferenza stampa”.

Parte 1:https://www.youtube.com/watch?v=TONmQ43XA3c
Parte 2:https://www.youtube.com/watch?v=wU6oKBBikhk
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