Nonostante il WTCR − FIA World Touring Car Cup stia affrontando la pausa invernale, Norbert Michelisz rimane ugualmente molto impegnato.
Il Campione 2019 ha lanciato l'iniziativa #NextMichelisz in Ungheria per trovare un suo erede, dopo che il titolo Esports WTCR è stato vinto dal suo connazionale Gergő Báldi, al quale il magiaro ha dato diversi consigli.

Norbi, che cos'è #NextMichelisz?
"E' iniziato l'anno scorso. Ci sono tanti giovani ungheresi molto bravi che meritano la possibilità di fare qualche gara, ma pochissimi di loro hanno possibilità. Ci pensavo da un po', ma non ho mai avuto forze e capacità di lavorare su un progetto come questo. Dopo aver vinto il titolo WTCR alla fine del 2019, mi sono detto che se non lo avessi fatto ora, allora non l'avrei mai fatto. Ed è una cosa troppo importante".

Cosa è successo dopo?
"Volevamo dare una possibilità a tutti coloro che erano interessati a diventare un pilota in Ungheria. Abbiamo deciso che avremmo fatto un campionato online dal costo molto abbordabile per vedere quanti piloti giovani, talentuosi e interessati ci sono. Sono molto orgoglioso perché abbiamo avuto un po' più di 5000 partecipanti. Il campionato online era lo stesso concetto di Esports WTCR. Abbiamo usato RaceRoom e fatto cinque eventi virtuali. E alla fine della stagione virtuale, i primi cinque piloti sono stati portati al secondo passo, che era una sorta di prova in laboratorio".

Sembra scientifico, vero?
"Si sono fatti fare un sacco di analisi fisiche e psicologiche. In pratica volevamo raccogliere dati da questi cinque. Poi il passo successivo è stato affittare l'Hungaroring per due giorni. Abbiamo quasi chiuso le porte e abbiamo dato loro la possibilità di mostrare di cosa erano capaci sull'Hungaroring in una vera macchina da corsa".

Incredibile! Cosa hanno potuto guidare?
"La Hyundai i30 N TCR. Hanno iniziato con un'auto più semplice, ma il secondo giorno e passo è stato quello di guidare l'auto TCR del team M1RA. Alla fine è stato Gergő Báldi a vincere questa gara. Non direi che è stato sorprendente, ma Gergő ci ha convinti, non solo guidando una Hyundai virtuale, ma pure quando ha avuto la possibilità di mettersi alla prova sull'Hungaroring".

Qual è il suo premio?
"Farà una stagione completa con M1RA. Non è ancora deciso quale campionato e quali gare farà, ma naturalmente vorremmo dargli le migliori possibilità. Stiamo valutando".

Un'apparizione come wildcard alla WTCR Race of Hungary è una possibilità?
"Dávid Bari, capo del team M1RA, è responsabile di ciò che accadrà con Gergő, ma so che lui pensa lo stesso e pensa che meriti la migliore opportunità possibile nel miglior livello di competizione. Si tratta anche di ottenere un budget perché non è un compito facile, ma c'è la possibilità che possa fare alcune gare internazionali".

Quanto tempo avrà Gergő per dimostrare quanto vale?
"Il piano è di sostenerlo per alcuni anni. Se dimostra qualcosa nel primo anno, il lavoro che dobbiamo fare è quello di trovare i fondi per lui per continuare. Non avrebbe senso dargli solo un anno, quindi sarà mio dovere cercare di trovare il budget per le sue corse. Con un titolo mondiale sul mio curriculum, ho anche la responsabilità di aiutare persone come Gergő a crescere e ad avere la possibilità di dimostrare quanto valgono".

Tu hai iniziato con un test all'Hungaroring dopo aver corso online, alcuni vecchi ricordi saranno tornati a galla...
"Tanti! Solo guardando le facce di loro la mattina quando hanno capito che avrebbero guidato un'auto turismo mi ricordava me stesso 15 anni fa. È stata anche una bella esperienza per me e il team M1RA per rendersi conto della pressione che questi giovani hanno prima di salire in macchina, quindi è stato molto difficile per loro. Ma l'obiettivo era quello di trovare i veri talenti e quelli che possono dimostrarsi sotto un'enorme quantità di pressione. E i migliori si distinguono dando il massimo in queste situazioni".

Vedi qualcosa di te in Gergő?
"Mi ricorda me stesso 15 anni fa e ci sono alcune somiglianze con Gergő. Anche lui è un po' introverso, è un gran lavoratore ma gli piace anche stare un po' in disparte. Ma quando si tratta di guidare, lo sguardo e gli occhi cambiano, tutta la sua personalità cambia. E anch'io ero un po' così. Gergő ha tutti gli attributi necessari per diventare un pilota di successo. Ora il compito è quello di dargli la possibilità e trovare i fondi per lui per dimostrare se stesso".

Cosa può ottenere?
"Se avesse la possibilità di mettersi alla prova per tre, quattro o cinque anni, penso che sarebbe un pilota molto, molto bravo. A livello WTCR si può essere molto bravi, ma si può ancora perdere tutto a causa della sfortuna, perché le circostanze non sono giuste. Ma se potesse avere la possibilità, penso che in un paio d'anni arriverebbe ad un livello molto simile al mio".

Parlando della nuova stagione, hai detto che speri che la WTCR Race of Hungary possa svolgersi davanti ai fan in agosto. Perché è così importante per te?
"La scorsa stagione è stata tutta una questione di sopravvivenza, come tutto. La pandemia ha reso tutto durissimo, ma siamo stati fortunati a poter correre, anche se erano solo sei eventi; c'era competizione ad alto livello, ma correre davanti alle tribune vuote all'Hungaroring era troppo diverso".

Quanto avresti voluto avere la possibilità di difendere il tuo titolo su una stagione completa?
"Non è proprio così, ad essere onesti. Tutti noi dobbiamo capire che siamo stati fortunati l'anno scorso. Se vedi quello che sta succedendo nel mondo, anche ora, e quello che è successo l'anno scorso, è chiaro che fare anche solo qualche gara è stato un successo. Facciamo quello che amiamo, quello che abbiamo sempre voluto fare, ma a volte non tutto gira per il verso giusto. E se si considera la situazione della pandemia, l'anno scorso non mi è mancato nulla, ero in una posizione molto fortunata".

Infine, che consiglio daresti ad Yann Ehrlacher per difendere il titolo?
"Beh, ha già suo zio Yvan Muller a dargli consigli! Per me non è diventato tutto diverso dopo aver vinto il titolo. Avevo il numero '1' sulla macchina, ma la mia vita non è stata stravolta. Ti godi il momento ed è buono per il tuo curriculum, ma la cosa più importante è che tutto diventa più facile. Si guadagna la fiducia di credere in quello che si fa e che si stanno prendendo le decisioni giuste. Tutto ciò serve".

Il documentario in lingua ungherese per scoprire come Báldi è diventato il #NextMichelisz è disponibilecliccando qui.
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