Nel 2020 ha debuttato nel WTCR − FIA World Touring Car Cup e proprio all'ultimo round Santiago Urrutia è riuscito a centrare il suo primo successo nella serie con la Lynk & Co 03 TCR della Cyan Performance.
Il 24enne dell'Uruguay oggi ripensa alla stagione appena trascorsa e a quanto ha imparato da mettere in pratica nella prossima.

Dopo la tua prima stagione da rookie nel WTCR con una vittoria, non avevi la conferma che avresti avuto il posto per quest'anno. Fortunatamente l'inverno è andato bene e sei tornato con Cyan Racing e Lynk & Co. Come si è risolto tutto?
"Fondamentalmente, è stato un anno per imparare, sia per me che per Cyan. Dovevano vincere il titolo e quando mi hanno firmato, non credo che mi conoscessero davvero al 100%. Stavano pensando che forse era buona cosa vedere come andavo per un anno e poi vedere se tenermi ancora. Per quanto mi riguarda mi sono sempre concentrato sul dare il 100 per cento in tutto. Alla fine della stagione, quando abbiamo vinto entrambi i titoli, per me era una missione compiuta. Ci sono voluti alcuni giorni a Cyan per ri-firmare il contratto, ma hanno una visione chiara, sanno che posso provare a vincere il titolo e anche dare una mano al team; questo è fantastico".

Quanto è stato importante finire il 2020 con una doppia DHL Pole Position e la tua prima vittoria nel WTCR?
"È stato fantastico. Durante la stagione sono stato veloce, ma ho fatto errori come al Nürburgring, quindi in realtà ha complicato un po' la rincorsa al titolo. Quando ho fatto la pole position è stato davvero bello, dando il 100%. Vincere la gara ha confermato quello che ho fatto in qualifica e, ovviamente, mi ha dato la possibilità di dire che con il rinnovo avrò modo di fare di più. Sono veloce, ho solo bisogno di capire un po' di più la serie, le gare turismo. A volte è tutto molto aggressivo, ma penso di essere sulla strada giusta per capire come gli altri piloti approcciano le gare; non vedo l'ora di cominciare quest'anno".

Attribuisci questi errori all'inesperienza o è stata la pressione del non sprecare l'opportunità che Cyan ti ha dato?
"Non ho mai sentito pressione da Cyan e ho sempre saputo che se avessi dato il 100 per cento sarei andato bene. Le corse sono corse e a volte puoi avere buoni risultati, a volte no. Penso che sia stata solo l'inesperienza. Non conoscevo il Nürburgring, non è una pista facile e ho spinto un po' troppo nelle prove e quando era bagnato in gara, sono finito fuori. È stato solo un errore da principiante, ma stavo cercando di fare più di quello che ero in grado di fare quel fine settimana, probabilmente, ma non perché ho sentito la pressione di Cyan sui risultati".

A Zolder eri senza esperienza e ad Aragón hai vinto; quanto hai imparato in un solo anno?
"Tutto era nuovo per me, per la prima volta ero in una grande serie perché una cosa è correre in campionati junior o qualcosa del genere, ma questo sei nel WTCR sai che è il massimo. Era il mio primo anno come pilota professionista ed ero con la migliore squadra sulla griglia, con Cyan e con Yvan Muller come compagno di squadra. Se vuoi imparare da qualcuno, Yvan Muller è la persona giusta. Avendo Thed [Björk] che era già campione del mondo e Yann [Ehrlacher], che avrebbe conquistato il titolo 2020, è stato facile mettersi al passo. Ho imparato tante cose l'anno scorso e quando ho finito la stagione vincendo ho detto, 'ok, anche se sono qui, sono capace di vincere gare e fare pole position'. Ma quello che ho imparato l'anno scorso ora devo metterlo in pratica quest'anno. Sicuramente è stata la stagione in cui ho imparato di più e tante cose buone insieme la rendono speciale".

Ti sei mai sentito intimidito dal livello dei tuoi compagni di squadra?
"No, no, li vedo sempre come miei insegnanti, quindi quando avevo domande andavo da loro. Quando ho qualcosa da capire sui dati chiedo, perché condividiamo tutto in Cyan. Ovviamente siamo piloti, io voglio essere più veloce di loro, loro vogliono essere più veloci di me ma stiamo lavorando per Lynk & Co e Cyan, e condividiamo tutto. Ma un giorno, come dico sempre, voglio essere come loro perché voglio vincere il titolo mondiale. Lo sanno che ad un certo punto saremo rivali in pista, ma questa è un'altra cosa. Ma non ho mai sentito pressione da parte loro".

Sei pronto a vincere il titolo mondiale quest'anno?
"Ad essere onesto non lo so, devo vedere come va l'inizio della stagione. Ho nuove piste da imparare. Non ho mai guidato auto turismo su circuiti stradali, ho corso in America su circuiti così, ma ero cone delle monoposto, quindi è molto diverso. Vila Real e Macao sono piste molto difficili. Come ho detto prima, sono veloce, ma ho bisogno di mettere tutto insieme per lottare per il titolo. Sto combattendo contro i migliori piloti e non è facile. Quando fai un errore, costa molto. Ora, con due gare per weekend anziché tre, è ancora più importante fare punti in ognuna. Ho una possibilità ma è troppo presto per dire se ci riuscirò, quindi mi concentro solo sul fare buoni test e imparare. Dopo due o tre fine settimana ci penseremo, ma ora è troppo presto".

Il WTCR avrà alcune gare in estate dopo che l'anno scorso è stato svolto un calendario autunnale a causa della pandemia. Che differenza fa nella tua preparazione? Ti preoccupa?
"In realtà, lo adoro! Odio l'inverno quindi è fantastico correre in estate. Non credo che costerà nulla e possiamo essere veloci in qualsiasi condizione con la macchina che abbiamo, quindi non sono preoccupato".

Come ti sei tenuto attivo durante l'inverno?
"Vivo a Barcellona e mi alleno qui con il mio preparatore. Abbiamo provato per due giorni ad Aragón e abbiamo ancora qualche test pre-stagionale. Quando ero giovane ho vissuto in Italia e naturalmente in America, dove ho corso, ma ho sentito che Barcellona è l'unico posto dove non mi manca il mio paese. Posso parlare la mia lingua e ho molti amici uruguaiani che vivono a Barcellona".

Puoi dire che supporto ricevi dall'Uruguay e cosa significa per te?
"Sicuramente sto diventando più popolare in Uruguay, soprattutto perché sono l'unico pilota che corre in Europa e la prima volta in una serie mondiale FIA. Ma non è importante solo per me, ma anche per il paese. Le gare sono sempre al mattino presto, ma la gente le guarda ed è bello".

Perché i giovani come te pensano al WTCR come un percorso di carriera alternativo?
"In monoposto si tratta sempre di raccogliere soldi. Le auto turismo danno più possibilità di diventare professionista, il budget è completamente diverso. In formula se non hai un grande programma o grandi sponsor è difficile competere. Con le auto turismo, quando arrivi a un certo punto e dimostri di essere bravo, sono sicuro che c'è l'opportunità di diventare un pilota professionista. Anche se sei bravo e combatti nei campionati junior come la Formula 2 e la Formula 3 non è mai abbastanza se non hai i soldi per arrivare alla Formula Uno".

SANTIAGO URRUTIA: ECCO IL PRESCELTO A WTCR FAST TALK
“A 3 anni mio nonno mi diede una mini-moto e cominciai a girarci attorno alla fattoria di famiglia. Mi chiese se volevo correre e lì iniziai la mia avventura. Era una cosa un po’ da pazzi, ma a 3 anni facevo già motocross, poi ebbi un incidente brutto e mia mamma disse che poteva bastare così con le moto, ma che per continuare avrei dovuto andare su un go-kart. Quell’anno in Uruguay fu un disastro dal punto di vista economico, ma chiese un prestito in banca per prendermene uno, visto che era solamente una insegnante di scuola. A 5 anni iniziai coi go-kart”.

Parte 1:https://www.youtube.com/watch?v=To3vyHx_578
Parte 2:https://www.youtube.com/watch?v=9QxYTGuA6HI
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