Thed Björk nel 2021 sarà concentratissimo sul vincere il titolo del FIA World Touring Car dopo quello conquistato nel WTCC 2017.
“Non parto con l'idea di giocare di squadra, voglio vincere il titolo e basta”

Per riuscirci, il 40enne svedese della Lynk & Co Cyan Racing sa che avrà molto lavoro da fare per battere Yann Ehrlacher, Yvan Muller e Santiago Urrutia.

Manca ancora un po' all'inizio della stagione 2021 del WTCR: come valuti le possibilità di diventare Campione?
"Beh, le mie possibilità di successo stanno effettivamente aumentando. L'anno scorso ho faticato un po' e stavo ovviamente facendo un gioco di squadra. Ma quest'anno sono libero di concentrarmi su me stesso e userò il mio go-kart in allenamento. Nel 2016 e nel 2017 ho fatto un sacco di giri con questo mezzo per prepararmi e mi sto concentrando per fare altrettanto in vista della nuova stagione".

Come ti aiuta il karting e come riporti le competenze nel WTCR?
"La cosa più importante è la sensazione di velocità. È effettivamente più veloce della mia auto da corsa, quindi è davvero un buon allenamento per la tua mente. Ma è anche un bene per la tua forma fisica e per il ritmo. Se tutto funziona è meglio, specialmente quando guidi molto. L'obiettivo per quest'anno è farlo tanto".

In una settimana normale, quante sessioni fai sui kart?
"Il mio piano è due a settimana. C'è una pista a Göteborg e anche una a Karlskoga, la mia pista di casa, dove hanno anche una pista di go-kart, quindi posso trascorrere del tempo in entrambi i circuiti, dato che ho case vicino a tutti e due. Il mio è un kart con cambio, 125cc e sono diventato campione svedese di karting nel 1997, quindi ho una certa esperienza. Ho fatto molti anni sui go-kart, è molto divertente".

Guardando al primo evento del WTCR 2021 in Germania, sul Nürburgring Nordschleife hai già vinto; quanto sei fiducioso di poterti ripetere?
"La conferma dell'evento del Nürburgring è stata fantastica perché amo quel posto ed è ottimo per me. Spero di poter andare meglio quest'anno, poi mi auguro di poter andare a Vila Real dopo il Nordschleife, perché anche lì sono forte".

Ma iniziare la stagione su una pista così difficile non ti preoccupa?
"È fantastico! Più è difficile e meglio è per me, perché di solito sono molto veloce all'inizio, quindi è ottimo andare su una pista che mi piace".

Data la bravura tua e dei tuoi compagni di squadra, la squadra può lottare per il titolo con tutti o si concentrerà su un solo pilota come nel 2020?
"Abbiamo fatto bene il gioco di squadra l'anno scorso, ma è stata una stagione particolare perché non sapevamo quante gare avremmo corso. Non sapevamo se avremmo fatto o no altre gare dopo aver iniziato, quindi era ancora più importante avere un solo pilota di riferimento. Quest'anno, anche con tutte le lotte del mondo, siamo fiduciosi di poter iniziare meglio e in libertà di combattere dall'inizio. Ovviamente quando arriveremo alla fine della stagione dovremo aiutarci a vicenda, a seconda di chi ha avuto la stagione migliore".

Se ti fosse richiesto di fare gioco di squadra, accetteresti?
"Sono probabilmente uno di quelli che lo fa meglio al mondo, perché se la squadra vince allora vinco io. Anche questo mi ha portato fin qui nella mia carriera. Ho avuto questa opportunità con Volvo e [il capo di Cyan] Christian Dahl molto tempo fa, quindi sono un ottimo uomo squadra. Ma adesso non ho intenzione di iniziare la stagione con questa mentalità e punterò sulla vittoria".

Con i tuoi compagni di squadra ha fatto i test al MotorLand Aragón; è andato tutto bene?
"È stato solo uno shakedown con le auto e ce ne saranno altri prima del via. Con questa situazione causata dalla pandemia dobbiamo fare un sacco di chiamate su Zoom, lavorando a distanza, e cose del genere. Non è normale e tutti si stanno adattando ma, come pilota, è sempre bello scendere in pista e lavorare con la squadra, a volte sei ancora più felice perché puoi fare ciò che ami".

Il tuo lavoro è meno divertente e più impegnativo con tutte le restrizioni?
"Al contrario. È più divertente poter uscire e andare in macchina, e fare ciò che ami perché lo apprezzi di più. Molte aziende stanno davvero lottando per sopravvivere, quindi sono molto felice e orgoglioso di poter ancora correre. Quello che mi piacerebbe, è incontrare di nuovo i fan in pista perché questo lavoro ti piace ancora di più. Senza i tifosi si riduce l'atmosfera, ma è ancora molto piacevole per i piloti correre".

Il WTCR tornerà in Cina e, naturalmente, al Ningbo International Speedpark a novembre. Sei carico?
"È molto importante per noi. Vogliamo andare lì e incontrare i fan. La nostra base è lì e Ningbo è una pista molto bella per correre e anche per me. Nel 2018 ero imprendibile, ma penso che Yvan abbia imparato la pista da allora, infatti nel 2019 ha vinto tutte e due le gare! Si tratta del feeling con la macchina. Ho dovuto recuperarlo e io mi sono trovato meglio verso la fine della scorsa stagione."

Hai vinto il FIA World Touring Car Championship in passato, quanto ti piacerebbe vincere il titolo WTCR in questa stagione?
"Aspetto dal 2017 quindi è chiaro che voglia vincere. Nella mia carriera, quando ho vinto il titolo STCC, la stagione successiva ero di nuovo in lotta, ma non sazio. Voglio vincere di nuovo e con Yann nel team, che ha conquistato il titolo l'anno scorso, sappiamo che ce la possiamo fare. Dobbiamo solo essere intelligenti e concentrati. Il titolo di quest'anno è il mio obiettivo, ma per raggiungerlo bisogna centrare alcuni successi facendo un passo per volta, per poi arrivare a quello più grande di tutti. Serve prendere tanti punti in ogni gara".

Credere in se stessi: The Björk si racconta a WTCR Fast Talk presented by Goodyear
“A 3 anni e mezzo mi diedero la prima moto e siccome vivevamo in campagna giravamo tutti i giorni, ma più crescevo e più andavo forte, facendomi anche male. Ero un po’ spericolato e la mia famiglia se ne accorse. A 11-12 anni provai i go-kart e vendetti le moto. Alla fine facevo quello che mi piaceva e non correvo il rischio di cadere. Decisi di diventare pilota, guardai la F1 in TV con Michael Schumacher e Ayrton Senna, ma Fredrik Ekblom era la superstar nella zona in cui vivevo perché correva in IndyCar in America. Se poteva farlo lui, l’avrei potuto fare anche io, pensai”.

Parte 1:https://www.youtube.com/watch?v=1_0v3atbiR8
Parte 2:https://www.youtube.com/watch?v=4bSnQPGuCCc
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