Tiago Monteiro continua a prepararsi per la decima stagione da pilota di Honda Racing, con la quale correrà nel WTCR − FIA World Touring Car Cup dove vuole tornare sul podio dopo le difficoltà dell'anno passato.
Il 44enne ha raccontato della durezza della vita in regime di lockdown in Portogallo, ma anche delle soddisfazioni nel vedere crescere suo figlio Noah.

Sta per iniziare una nuova stagione del WTCR, sei carico per tornare sulla tua Honda Civic Type R TCR?
"Considerando tutto quello che sta succedendo con la pandemia, abbiamo una grande stagione davanti con un sacco di piloti di qualità. Sembra che sarà una griglia davvero forte, simile a quella che abbiamo avuto nel 2019, quindi questo è positivo ed emozionante. Gli eventi che abbiamo in programma saranno incredibili. Iniziare sul Nordschleife è una grande sfida, è la pista più dura del mondo e partire da lì sarà interessante per prendere subito il ritmo. Poi si va dritti a Vila Real, che è un'altra pista dura ma cittadina. Le due prime gare saranno davvero difficili ma sappiamo che sono importanti per la corsa al titolo. Dovrò essere al top fin da subito per avere una possibilità".

Hai centrato un ottimo podio in Ungheria, ma forse non ne hai totalizzati quanti speravi. Come puoi cambiare le cose nel 2021?
"I risultati non sono stati quelli che volevo ma, nel complesso, la performance non è stata poi così male. Solo non ho potuto mostrarlo molte volte a causa di errori, mancanza di prestazioni in alcune piste o gochi di squadra. Siamo un team e dobbiamo essere forti, ad un certo punto bisogna lavorare per chi è in testa alla classifica. Anche se sei in grado di fare di più, devi pensare al quadro complessivo che è vincere il titolo team e portare uno dei piloti Honda al titolo assoluto. Per me va bene, anche se a volte dobbiamo sacrificarci, come l'anno scorso, ma di sicuro dipende da me fare meglio all'inizio".

Cosa ti ha impedito di farlo?
"Ho avuto il problema al motore nel primo weekend e tre gare con un motore molto debole, quindi è stato un incubo fino a quando non l'abbiamo cambiato. Stavamo per sostituirlo in Slovacchia ma poi non l'abbiamo fatto ed è stato un grande errore perché non andavo. Perdevo cinque decimi sui rettilinei rispetto ai miei compagni di squadra, quindi è stato davvero frustrante. Poi l'abbiamo cambiato a Budapest ed è stato allora che le prestazioni sono arrivate subito. È un po' colpa mia non aver fatto più pressione per fare ciò, ma prendiamo le decisioni insieme e abbiamo pensato che potevamo vivere con questo".

E tu eri al massimo della forma in Ungheria...
"Decisamente, sono stato alle spalle di Esteban [Guerrieri] per tutta Gara 3. Se avessi voluto, avrei potuto lottare per la vittoria, ma queste sono le regole e bisogna seguirle. Mi va bene così e sono stato a disposizione della squadra. È così che funziona. Comunque, da Budapest in poi le prestazioni sono state migliori. Ma è una serie così dura e non si può lasciare nulla al caso".

Nella tua mente sei ancora in grado di ripetere le prestazioni del 2017 quando eri costantemente al vertice?
"Non ho dubbi al riguardo, altrimenti non sarei tornato. Non volevo farlo per essere nel numero e basta. Voglio tornare al top, voglio combattere e vincere il titolo mondiale. Credo ancora di poterlo fare e forse sono ancora più affamato di prima [del mio incidente]. Ma, d'altra parte, ci sono tanti piloti che possono diventare Campioni, ma non ce la faranno mai perché devi trovare il momento giusto, il pacchetto giusto, lo stato d'animo giusto, e tutto deve combaciare. Puoi essere veloce, ma poi se hai qualche rottura o incidente, o qualsiasi altra cosa, allora è finita anche se avevi i numeri per farcela. Tante cosedebbono andare bene, specialmente quando hai una griglia così competitiva. È molto facile passare dalla pole position alla 15a piazza tra un fine settimana e l'altro, è dura essere costantemente al top".

Quali miglioramenti puoi apportare alla macchina per vincere?
"Ci sono sempre cose da migliorare e tutti stanno lavorando duramente per questo. Ci saranno nuove auto, la nostra non è nuova, quindi se non miglioriamo faremo davvero fatica. Abbiamo problemi in trazione a volte, oppure nel raggiungere la velocità massima. Il telaio molto buono in generale, quindi siamo forti nelle parti tecniche. Ma se hai lunghi rettilinei con grandi frenate e uscite lente in curva, questo è uno dei nostri punti deboli, quindi abbiamo lavorato duramente su questo, notando che i nostri rivali guadagnano sotto questo aspetto. Abbiamo analizzato molto quello che è successo l'anno scorso, i nostri punti di forza e le nostre debolezze".

Il WTCR tornerà nel tuo paese d'origine in questa stagione e, naturalmente, a Vila Real. Quanto sarà bello per te?
"Prima di tutto, è una grande opportunità correre di fronte al tuo pubblico di casa, perché mi è mancato l'anno scorso, ad essere onesti. A volte lo dai per scontato perché ci vai ogni anno, ma non ti rendi conto di quanto sia bello finché non ci vai! Quando abbiamo saltato quel round me ne sono accorto e il WTCR per me non è stato affatto lo stesso con la mancanza del Portogallo. E' una pista così impegnativa e dura, una delle più difficili a parte il Nordschleife. Poter correre lì con qualsiasi tipo di auto è semplicemente fantastico e mi è mancato per tutte queste ragioni. Non vedo l'ora di farlo e spero che le condizioni pandemiche ci permettano di farlo bene".

Cosa ti ha tenuto occupato da quando è finita la stagione 2020?
"Onestamente ho avuto tantissimo da fare! Abbiamo avuto un sacco di riunioni per preparare i test e presto proveremo tutto ciò su cui abbiamo lavorato durante l'inverno. Naturalmente, anche il lato gestionale delle cose mi sta tenendo occupato. Alcuni dei miei piloti della Skywalker Management sono già in gara, altri non lo sono ancora e alcuni di loro non hanno ancora programmi, quindi ci sono state molte telefonate per finalizzare tutto. Ho 12 piloti quindi sono abbastanza occupato, dallo scorso anno seguo Jean-Karl Vernay, mentre António Félix da Costa mi sta tenendo occupato in Formula E".

Hai tempo per rilassarti?
"Sto cercando di tenermi in forma, allenandomi e prendendomi anche cura dei miei genitori. Entrambi hanno avuto il COVID durante l'inverno ed è stato molto difficile a dicembre, ma si sono ripresi molto bene. Vivono non molto lontano da me ed è abbastanza facile controllarli. Siamo stati chiusi in Portogallo negli ultimi due o tre mesi, ma l'inizio di questa settimana è stato il primo giorno di una parziale riapertura".

E tuo figlio Noah sui kart come va?
"Mio figlio ha fatto un grande salto in una nuova categoria di go-kart, una categoria junior, e quest'anno ha corso a livello internazionale. In realtà ho viaggiato molto con lui sulle piste di Spagna, Francia e Belgio. Ha fatto due gare di fila, più i test. Poi abbiamo avuto una settimana di riposo e la prossima partiremo di nuovo per il Belgio".

Deve essere come se la storia si ripetesse per te, visto che tuo padre ti ha seguito quando hai iniziato a correre...
"È vero e ne parlavo l'altro giorno con mio padre. Possiamo essere fortunati ad avere dei genitori che ci seguono e aiutano durante gli inizi. Mio padre non era nessuno del mondo dei motori, ma mi ha aiutato con la sua esperienza commerciale e le sue personali, è andata bene. Ho usato molte di quelle esperienze per aiutare mio figlio, ma sto aiutando molti piloti, alcuni esperti, altri giovani. Quando si tratta di tuo figlio è sempre un po' diverso e non posso nasconderlo. Lo guardo come un pilota e un potenziale professionista, ma allo stesso tempo è sempre mio figlio. Ma è bello e mi sto davvero godendo questa esperienza con lui".

Quanto è complicato incastrare la sua formazione scolastica e i kart?
"Siamo stati due settimane in viaggio, lui deve fare i compiti online quando non prova. La scuola è stata abbastanza brava ad adattare gli orari dei suoi esami e altre cose. Fa un giorno di esami, ma a sera deve continuare a studiare, anche se è stanco. Sta vivendo un'incredibile lezione di vita che io non ho mai avuto perché ho iniziato a correre a 18 anni e non ho vissuto tutto questo processo iniziale. Ha 11 anni ed è pazzesco che sia così giovane, ma già a questo livello. È una grande opportunità per me vivere questa vita con mio figlio e penso che anche lui si stia divertendo".

E sembra che la carriera di tuo figlio stia cominciando a decollare...
"Mi ha impressionato molto nelle ultime settimane di gare. Sta facendo molto meglio di quanto sperassi e questo è bello da vedere, naturalmente, quando si lavora duramente ma vedi risultati. Tutti quelli che sono intorno a lui, che lavorano con lui sono carichi perché mostra un sacco di miglioramenti. È un percorso che facciamo insieme e devo dire che ci piace molto. Non ho idea di cosa ci riserverà il futuro, se diventerà un pilota professionista o meno, o cosa sceglierà. Ma è fantastico condividere questa passione insieme".

Qualche pensiero e speranza per il futuro?
"In cuor mio spero che cresca velocemente in modo da poter correre con lui al Nordschleife o a Le Mans per le 24 ore. Mi piacerebbe molto e se sarò ancora competitivo tra cinque o sei anni sarebbe davvero un sogno che si avvera".

TIAGO MONTEIRO A WTCR FAST TALK: STORIA DI UN CAMPIONE DEL MONDO MANCATO

“Ho frenato e non è successo nulla. Ho provato anche con il freno a mano, ma niente, per cui ho provato a scalare le marce, però non potevo farlo più di tanto perché ero a tutta velocità. Ho visto il muro avvicinarsi, per cui mi sono detto che non ci sarei dovuto mai arrivare addosso, dunque la mia reazione è stata di provare a fare la curva. Ma a quella velocità l’erba mi ha solo fatto scivolare e l’impatto è stato a 186km/h. Quando saltai la prima gara a Ningbo dopo l’incidente pensai di poter correre quella successiva, in Giappone. Ma capii che qualcosa non andava, non vedevo bene e faticavo solo a mettere a fuoco una bottiglia d’acqua davanti a me, non riuscivo ad afferrarla e non vedevo il braccio destro, quindi come cavolo avrei potuto guidare? Già ero frustrato per aver perso il Mondiale, poi ormai non vivevo più le emozioni e l'adrenalina delle corse. Fu devastante, ma ne parlai in famiglia e loro mi dissero che se volevo tornare mi avrebbero supportato perché sapevano che era ciò che mi faceva stare bene. Ho pensato di correre il rischio e provare in tutti i modi il rientro".

PARTE 1:https://www.youtube.com/watch?v=nrr_B5y380Q

PARTE 2:https://www.youtube.com/watch?v=dDoNJ-Yii6g
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