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Atletica, Wada precisa: "Sleali le accuse nei confronti di Marcell Jacobs"
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Pubblicato 30/09/2021 alle 12:30 GMT+2
ATLETICA - Dopo le accuse di doping arrivate soprattutto dal mondo anglosassone, arriva un difensore d'eccezione per Marcell Jacobs. È Olivier Niggli, direttore generale della Wada: "Lui, come gli altri, viene testato regolarmente, prima e dopo le gare, anche dopo l’oro olimpico. Ed è sempre risultato negativo".
Sprint-Olympiasieger Lamont Marcell Jacobs
Credit Foto Getty Images
Un parere autorevole. Sono stata tante/troppe le allusioni doping nei confronti di Marcell Jacobs, poco dopo la vittoria dell’oro olimpico nei 100 metri a Tokyo. Il riscontro a sorpresa dei Giochi, associato anche al fantastico bis di Marcell nella 4×100 con Lorenzo Patta, Fausto Desalu e Filippo Tortu, ha dato fiato alla stampa straniera. In particolare, i media americani e britannici hanno avuto ‘un occhio di riguardo’. Il Washington Post ha descritto in modo sospettoso la pratica (atletica) di cui anche Jacobs inevitabilmente fa parte e il Times si è riferito a un’inchiesta riguardante un ex nutrizionista dell’atleta azzurro. Il quotidiano aveva riferito che Giacomo Spazzini, questo il nome del nutrizionista, al centro di un’indagine della polizia italiana per traffico di steroidi anabolizzanti, potesse intaccare l’immagine del campione olimpico. Dopo la vittoria dei 100 metri di Marcell, Spazzini aveva rilasciato un’intervista spiegando il suo ruolo nell’evoluzione del velocista del Bel Paese.
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Video credit: Eurosport
Tuttavia i successi di Jacobs avevano poco a che vedere con questo rapporto dal momento che le relazione tra i due era stata interrotta lo scorso marzo. A confermarlo al Times fu l’agente dell’atleta Marcello Magnani: “Da quando è emersa la vicenda, Marcell è seguito da un altro professionista dello studio. L’indagine non l’ha mai toccato e, quindi, non abbiamo informazioni a riguardo“. In questo contesto sono emerse anche le considerazioni da parte di Olivier Niggli, direttore generale della Wada (Agenzia Mondiale Antidoping). A detta del dirigente sarebbe stato meglio tacere: "Credo sia sleale accusarlo senza prove. È spiacevole e profondamente ingiusto. Noi ci basiamo su investigazioni, sulle prove scientifiche che vengono fornite. Lui, come gli altri, viene testato regolarmente, prima e dopo le gare, anche dopo l’oro olimpico. Ed è sempre risultato negativo: non ci sono prove che abbia mai imbrogliato".
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