CSKA Mosca - Fenerbahçe Beko 92-76

Di Davide Fumagalli. La serie di playoff sulla carta più incerta si apre col successo del CSKA Mosca per 92-76 sul Fenerbahce facendo valere il fattore campo in gara 1. Una partita ben più combattuta di quanto non dica il risultato finale visto che i turchi, senza l'infortunato Vesely e con Pierre, Eddie, Dixon, Ulanovas e coach Kokoskov fermati dal Covid, restano a galla praticamente fino a 5' dal termine facendo sudare ben più delle tradizionali sette camicie alla squadra di Dimitris Itoudis. I russi prevalgono in virtù delle 14 triple segnate (47%) e del dominio a rimbalzo (32 a 17), pur chiudendo con 15 palle perse: decisivi Will Clyburn e Daniel Hackett con 20 punti a testa, bene anche Voigtmann con 12 punti e 10 rimbalzi, preziosi con le bombe Antonov e Ukhov, 9 e 6 punti rispettivamente. In casa Fenerbahce spicca la prova del grande ex Nando De Colo, 27 punti (22 prima dell'intervallo), Brown ne aggiunge 12 mentre si fermano a 11 Guduric e O'Quinn. Venerdì si torna in campo per gara 2, sempre a Mosca e sempre alle ore 19.
Eurolega
Playoff di Eurolega al via: i pronostici di Eurosport
20/04/2021 A 07:53
La partita è da subito avvincente, con parziali per l'una e per l'altra squadra: De Colo è incandescente e firma il 21-15 per il Fenerbahce, il CSKA risponde con Clyburn, Lundberg e Strelnieks, sorpassa e va al primo riposo avanti 28-23. Nel secondo periodo l'inerzia resta ai russi, Voigtmann e Strelnieks colpiscono dall'arco e fanno +13 (40-27); i turchi però replicano, il talento Biberovic segna 7 punti in un amen per il nuovo -3, poi altro break del CSKA chiuso da un missile di Ukhov e vantaggio 53-44 all'intervallo.
Nella ripresa il Fenerbahce inizia meglio, O'Quinn e De Colo chiudono lo strappo, poi ci pensano Brown e Guduric a impattare sul 64-64, infine De Colo realizza il canestro del vantaggio per 66-64 al 30'. Il CSKA domina a rimbalzo ma fatica a concretizzare, viceversa i turchi restano a contatto e ci credono. A spezzare la gara sono di nuovo le bombe dei moscoviti: una di Ukhov, una di Antonov e due di un letale Daniel Hackett valgono il +11, poi Clyburn completa un gioco da tre punti per l'84-70! Il parziale fa malissimo, il Fenerbahce va al tappeto e nel finale i russi dilagano fino anche a +19 coi canestri di Voigtmann, Kurbanov e Shengelia. Il finale è 92-76, il CSKA si impone con merito ma il Fenerbahce è da applausi per come ha resistito al netto delle assenze.
  • CSKA: Lundberg 7, Khomenko ne, Hilliard, Ukhov 6, Hackett 20, Antonov 9, Strelnieks 6, Voigtmann 12, Clyburn 20, Shengelia 6, Kurbanov 2, Eric 4. All. Itoudis.
  • Fenerbahce: Brown 12, Perez, Guduric 11, Mahmutoglou, O'Quinn 11, Biberovic 9, De Colo 27, Barthel 6, Siphai, Candan, Duverioglu ne. All. Erdem Can (Kokoskov assente).
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Barcellona - Zenit San Pietroburgo 74-76

Di Daniele Fantini. All'esordio assoluto nei playoff di Eurolega, lo Zenit San Pietroburgo centra la vittoria più importante e prestigiosa della sua storia. Il trionfo al PalauBlaugrana sulla capolista Barcellona vale il primo punto di una serie che, nonostante il pronostico chiuso in maniera quasi ermetica, diventa ora estremamente interessante, a conferma della bontà, della qualità e della forza mentale del gruppo costruito da coach Xavi Pascual in questa straordinaria stagione. Il successo dello Zenit pone le basi sulle caratteristiche che, in questi mesi, hanno permesso alla formazione russa di stazionare in maniera stabile in zona playoff dopo la grande ricostruzione estiva: fisicità, durezza, concentrazione e tenacia difensiva, tenuta generale psicologica di grande livello. Poi, per vincere, servono i grandi campioni, e Kevin Pangos, o almeno, il Kevin Pangos di quest'anno, rientra ampiamente nella categoria.
Il grande ex di giornata, reduce da una stagione disastrosa in blaugrana per un grave infortunio che gli ha permesso di scendere in campo soltanto per una manciata di partite, si prende la rivincita con una prestazione strepitosa. 19 punti, 9 assist, un primo tempo dominato per lanciare il suo Zenit sul +17 nel secondo periodo (massimo vantaggio sul 31-48) e un finale giocato con freddezza straordinaria, segnato da un paio di canestroni a spezzare un lunghissimo periodo di siccità sofferto nella ripresa: una tripla dal palleggio alla Rodriguez per rispondere all'aggancio blaugrana a quota 68 e una pennellata decisiva in penetrazione a una decina di secondi dalla sirena, bruciando Brandon Davies su un cambio difensivo e anticipando, con una lacrima deliziosa, l'aiuto difensivo a centro-area.
Nel mezzo, un'altra bomba insensata di KC Rivers, il veterano di mille battaglie esploso nel momento del bisogno, meraviglioso nel colmare alla perfezione il vuoto lasciato sul perimetro dall'assenza dell'infortunato Mateusz Ponitka, uomo-barometro per eccellenza dello Zenit. L'ex-Treviso dimentica i suoi 34 anni e spara 11 punti, tutti nella ripresa, per replicare, colpo su colpo, ai continui tentativi di rimonta del Barcellona, capace di operare un fugace sorpasso con Brandon Davies a 1'09" dalla sirena (72-71) ma non di mantenerlo per coronare una clamorosa rimonta in stile Olimpia sul Bayern Monaco. Le rotazioni dello Zenit rischiano però di farsi molto corte in vista del resto della serie a causa di un infortunio alla caviglia sofferto da Arturas Gudaitis nel quarto periodo ma, anche senza il totem lituano, il front-court della squadra di Pascual regge bene il duello sotto i tabelloni grazie alla versatilità di Will Thomas (12), alla solidità di Alex Poythress (4+5 rimbalzi) e al buon impatto di Tarik Black dalla panchina (3+6), capace di dare presenza e fisicità.
Franato sotto un pesante svantaggio in un secondo periodo scellerato (13-27 il parziale per il 34-48 dell'intervallo lungo), il Barcellona paga i tanti punti concessi in area (59%), dato molto strano per la miglior difesa del campionato e si scontra duramente con la tremenda resilienza degli avversari, capaci, pur soffrendo, di restare sempre in controllo emotivo della partita anche nelle difficili fasi della rimonta subita nella ripresa. Non bastano i 18 punti con 9 rimbalzi di Brandon Davies, vera scintilla per il risveglio blaugrana nella seconda metà di gara, i 15 con 6 assist di Cory Higgins (autore però di una pessima lettura nell'azione finale per il tiro del possibile overtime), i 12 del cecchino Kyle Kuric (4/5 al tiro), i 10 di uno spento Nikola Mirotic e gli 8 con 5 assist di un Nick Calathes poco incisivo. Soltanto un cameo iniziale per Pau Gasol, ancora in uno stato di forma inadatto per reggere il ritmo di una partita così intensa e fisica.
  • Barcellona: Calathes 8, Higgins 15, Abrines 2, Mirotic 10, Gasol 3; Davies 18, Westermann, Hanga 2, Smits, Oriola, Kuric 12, Claver 4. All.: Jasikevicius.
  • Zenit: Pangos 19, Rivers 11, Hollins 8, Thomas 12, Gudaitis 5; Zakharov, Baron 6, Khvostov 2, Zubkov 6, Poythress 4, Black 3. N.e.: Fridzon. All.: Pascual.
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