Alba Berlino - AX Armani Exchange Milano 81-76

I ferri della Mercedes-Benz Arena hanno un cuore nascosto sotto la crosta di metallo e vernice. E quando Devon Hall e Shavon Shields si alzano per sparare le triple del pareggio in un finale da corrida, arrivano due dei più classici, sfortunati e beffardi in-and-out. La grande rimonta si ferma lì, a un centimetro dal bersaglio grosso dopo aver scalato chilometri di sentieri impervi, da quel -15 accusato alla metà del terzo periodo che sembrava già destinato a trasformare la trasferta di Berlino in un dramma psico-tecnico devastante.
Invece, arriva un finale hollywoodiano, fatto di thriller, sofferenza e adrenalina. Un finale in cui l'Olimpia ritrova, dopo una lunghissima ricerca, gli equilibri difensivi della prima parte di stagione, ma non la quantità di cinismo necessaria per "rubare" una vittoria in una partita che non ha mai realmente controllato a livello di ritmo, inerzia, energia e prontezza fisica. Il quarto ko consecutivo (il terzo lontano dal Forum) peggiora il record a 8-5: Milano scivola al quarto posto, superata dall'Olympiacos, in un gruppone che comprende anche Zenit e CSKA. Ma la classifica, lì dietro, è cortissima, perché basterebbe soltanto un'altra sconfitta per uscire dallo scacchiere playoff. Una situazione al limite dell'assurdo pensando che, soltanto quattro partite fa, l'Olimpia era capolista solitaria e miglior squadra d'Europa.
Eurolega
Rivivi il LIVE-Blogging di Alba Berlino-Olimpia Milano
03/12/2021 A 18:54
L'Alba, dal canto suo, miete la seconda vittima illustre dopo il successo della scorsa settimana sul Maccabi, e lo fa con pieno merito. Difesa attenta e aggressiva, controllo dei tabelloni contro un'Olimpia subito azzoppata dai problemi di falli che si sommano alle assenze di Dinos Mitoglou e Kaleb Tarczewski (43-26 a rimbalzo, con 12 offensivi), impostazione di un ritmo alto, fluidità offensiva con enorme movimento di uomini dal lato debole, e pioggia di triple che frusta le retine senza pietà. Sarà 11/28 alla fine (39%), con l'exploit di Marcus Eriksson (21 punti, 5/8 dall'arco), le zampate di Maodo Lo (12+6 assist), le visioni di Luke Sikma (9 punti, 6 rimbalzi, 7 assist) e i 223 centimetri troneggianti di Christ Koumadje (8+5 rimbalzi), sempre pronto a mettere una mano su ogni palla vagante a centro-area.
Giocando la sua pallacanestro, con contributi pescati in maniera diffusa dall'intero roster, l'Alba prende immediatamente il controllo del ritmo, respinge la fiammata di inizio secondo quarto con cui Milano prova a reindossare il volto della capolista abbandonato tre settimane fa, tocca il +10 all'intervallo lungo e banchetta al rientro dagli spogliatoi su un'Olimpia distratta e perforabile in difesa e ancora molto lenta e arrugginita nella metacampo opposta. Milano paga le percentuali dall'arco scadenti (6/23) e la leggerezza del front-court, azzoppato dai problemi di falli che costringono coach Messina ad accantonare Nik Melli a lungo sul fondo della panchina. L'impatto di Ben Bentil è buono (8+6 rimbalzi in 9 minuti al debutto), più complessa invece la serata di Pippo Ricci, frenato rapidamente anche lui dai fischietti in grigio.
La risposta di Milano arriva nel momento più tragico, quando all'orizzonte sembra disegnarsi il peggio. Il rientro di Melli al fianco di un gladiatorio Kyle Hines (10) restituisce quella solidità mancata a centro-area, e il lavoro sugli esterni, guidato da Malcolm Delaney (12 punti in una serata ondivaga), Shavon Shields (9 con un primo tempo pessimo) e Devon Hall (7 ma ancora calante) torna sui livelli che avevano lanciato Milano in vetta alla classifica dopo nove giornate. Le pennellate di Sergio Rodriguez (8 punti, 6 assist) e Gigi Datome (8), unite al miglioramento delle letture della coppia Shields-Hall tornano a muovere il brutto attacco dei primi 25 minuti, e Milano può ricominciare a giocare la sua pallacanestro. L'Alba trema, perdendo brillantezza e soprattutto leggerezza mentale, ma ha ancora qualche colpo da estrarre dal fondo della faretra. Non di sistema, ma di pura improvvisazione personale. Prima Eriksson, poi Olinde e infine Sikma pescano canestroni dall'arco per riallontanare l'Olimpia a ogni sentore di sorpasso, ed è poi Ben Lammers a infilare la coltellata decisiva con un piazzato dai 5 metri sulla sirena dei 24" per il +5 definitivo a 35" dalla sirena.
Milano tornerà in campo domenica in una trasferta delicatissima di campionato contro la Happy Casa Brindisi (ore 17.00, LIVE-Streaming su Discovery+) e venerdì 10 dicembre sarà di scena sul parquet del Principato di Monaco per sfidare il grande ex, Mike James.
  • Alba: Lo 12, Eriksson 21, Zoosman 6, Sikma 9, Lammers 4; Da Silva 4, Smith, Delow, Olinde 6, Koumadje 8, Thiemann 8, Blatt 3. All.: Gonzalez.
  • Milano: Delaney 12, Shields 9, Datome 8, Ricci 6, Melli 8; Grant, Rodriguez 8, Biligha, Hall 7, Hines 10, Bentil 8. N.e.: Daniels. All.: Messina.
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