La NBA cambia regolamento: meno timeout per rendere le partite più fluide

La NBA riduce numero e durata delle interruzioni avvicinandosi ai tifosi, che chiedono partite più veloci: il numero complessivo dei time-out scende da 18 a 14, dalla durata di 75". Negli ultimi 3' di ogni gara, inoltre, ogni squadra avrà a diposizione soltanto 2 time-out, uno in meno rispetto al regolamento precedente. Anticipate anche le date di inizio del campionato e della chiusura del mercato

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Nella prossima stagione vedremo un minor numero di interruzioni durante le partite NBA e, soprattutto, nelle fasi calde del match, quando il gioco rischia di risultare eccessivamente noioso e spezzettato per i tanti time-out chiamati dagli allenatori. Con l'obiettivo di rendere le partite più brevi, il gioco più fluido e sostanzialmente il "prodotto" ancor più appetibile per i tifosi, il commissioner NBA, Adam Silver, ha annunciato una serie di cambiamenti che riguarderanno il numero, la durata e la possibilità per i coach di chiamare i time-out.
Il numero complessivo dei time-out sarà ridotto da 18 a 14, ossia 7 per squadra, e non esisteranno più i "full time-out" (dalla durata di 90") e i "20-second time-out" (dalla durata di un minuto): tutte le interruzioni saranno di 75". In più, negli ultimi tre minuti di ogni partita, ogni squadra avrà a disposizione due time-out, uno in meno rispetto al regolamento precedente.
La regular-season risulterà leggermente allungata, iniziando una settimana prima rispetto agli standard abituali: la opening-night è fissata per il 17 ottobre, mentre la trade-deadline sarà anticipata all'8 febbraio, ossia dieci giorni prima della pausa per l'All Star Weekend. In questo modo, spiega Silver, "i giocatori avranno maggior tempo per acclimatarsi nella nuova squadra dopo una trade ed essere più incisivi nella seconda parte della stagione".
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