Il gusto pieno del battere i tedeschi

Il primo motivo per non perdersi la partita di domani è anche il più ovvio: Italia-Germania non sarà mai, anzi MAI UN’AMICHEVOLE. “Testa al campionato”, motivi sperimentali, folate di gioventù e arie d’ouverture: chi più ne ha più ne metta, poi però a battere i tedeschi c’è sempre più gusto.

Vendicare la sconfitta europea

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14/11/2016 A 08:01
Valeva per la Spagna contro di noi lo scorso mese, varrà per l’Italia domani: la ferita europea non s’è ancora rimarginata, anche perché di perdere contro la Germania non vorremo mai farci un callo. È un nuovo sentimento di rivalsa dopo averli sempre battuti: un successo per sanare l’eliminazione da Euro 2016 e ripartire da dove abbiamo smesso nel 2012: la migliore delle abitudini o, se vorrete, quel vizio da non smettere.

Graziano Pellè - Germania v Italia - Euro 2016

Credit Foto AFP

La questione San Marino

Aggiungiamoci il caso scoppiato intorno alla “partita inutile” di San Marino, fra le indelicate parole di Thomas Müller e Karl-Heinz Rummenigge contro “Una Nazionale che non ha niente a che fare con il calcio professionistico”. Certo che l’esilarante decalogo anti-Germania redatto da Alan Gasperoni su Facebook (fidatevi, è qualcosa d’imperdibile…) basterebbe a zittire i tedeschi che in fondo sono sempre “Quelli che mettono i calzini bianchi sotto i sandali”… Però, già che ci siamo, non potremmo vendicare i nostri parenti più stretti?

L'imbattibilità di San Siro

L’Italia ha giocato a Milano 55 gare ed è stata sconfitta solo due volte dall’Ungheria (1911 e 1925). A San Siro però, in 42 incontri dal 1927 a oggi, non ha mai perso! Sono 31 vittorie e 11 pareggi, con 2 precedenti tedeschi (1940, Italia-Germania 3-2; 2013, Italia-Germania 1-1) e una storica imbattibilità da difendere domani come 3 anni fa, quando un insospettabile Abate rispose alla rete iniziale di Mats Hummels.

Italia-Germania Abate

Credit Foto AFP

La bontà di "Italia Novanta"

Noi italiani soffriamo un po’ di sindrome dell’erba del vicino, eppure domani avremo l’”occasione sportiva” di dimostrare, anche a scapito delle parole "di pretattica" di Ventura ("La Germania è nettamente superiore all'Italia") che i nostri giovani non valgono meno di quelli tedeschi. Donnarumma, Perin; Izzo, De Sciglio, Romagnoli, Rugani, Zappacosta, Cataldi, Gagliardini, Verratti, Bernardeschi, Politano, Sansone; Insigne, Belotti, Immobile, Zaza e Lapadula: sono 18 i convocati da Ventura nati nei Novanta! Ma davvero abbiamo qualcosa da invidiare alla sempreverde Germania?
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