Una notizia che ha sconvolto il mondo del calcio quella del mancato rinnovo di Lionel Messi con il Barcellona. Sembrava ormai tutto formalizzato con il dimezzamento dell'ingaggio della Pulce e l'accordo di prolungamento del contratto per altri 5 anni. Il comunicato del Barcellona ha reso ufficiale, invece, l'impossibilità di chiudere il rinnovo con l'argentino per "ostacoli finanziari e strutturali" e indicando espressamente le normative economiche della Liga come causa del problema. Analizziamo dunque i regolamenti che hanno portato a questa clamorosa separazione.

Il tetto di spesa

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La Liga adotta ormai da diversi anni un sistema di controllo dei costi delle rose al fine di evitare le situazioni di sovraindebitamento che erano caratteristiche in grandi club come Real Madrid e Barcellona. Il sistema si basa su un valore detto ufficialmente "limite di costo della rosa sportiva": semplificando, si tratta di un budget concesso al club che è legato ai suoi ricavi e dovrebbe idealmente garantire la sostenibilità economica di una società. Questo tetto di spesa, quindi, varia tra le stagioni in base agli introiti registrati dal singolo club. Questo "limite di costo" viene proposto dai club, ma viene approvato e ufficializzato direttamente della Liga e viene reso pubblico annualmente per tutte le squadre facenti parte della prima e seconda divisione spagnola. Dentro il salary cap rientrano ovviamente tutte le voci collegate alle retribuzioni fisse e variabili dei tesserati.

Leo Messi lascia il Barcellona

Credit Foto Getty Images

Gli effetti devastanti della Pandemia

Il calcio è stato uno dei settori maggiormente travolti dalla pandemia e le grandi squadre sono state le principali coinvolte nel dramma economico post covid. La degenerazione dei ricavi caratteristici ha portato a un conseguente taglio del tetto salariale per i club spagnoli. Basti pensare che il Barcellona ha subito un calo del 52% del salary cap tra la stagione 2019/2020 e la stagione 2020/2021. I catalani nel 2019 avevano un tetto di spesa fissato a quota 656 milioni di euro, cifra che l'anno successivo è stata ridotta a 347 milioni. Real Madrid, Atletico Madrid, Betis e lo stesso Barcellona hanno già sforato il budget durante l'ultimo mercato invernale e in Spagna si pensa già a rafforzare le normative imponendo delle quote massime di reinvestimento sui profitti da eventuali cessioni.
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Mercato estivo, ingaggi alle stelle

Il Barcellona ha completato diverse operazioni a parametro zero in questa sessione di mercato: Depay, Agüero e il difensore Eric Garcia dal City. Tutti giocatori che portano in casa catalana degli ingaggi elevati. In questo contesto si inserisce il rinnovo di Messi: il fuoriclasse, con il vecchio contratto, costava al Barça circa 71 milioni di euro. Con il decurtamento prospettato nel recente accordo avremmo un peso di circa 35 milioni sulle casse, ancora incompatibile con la necessità di razionalizzazione delle spese del Club.
Una situazione senza vie di uscite che ha obbligato le due parti a rinunciare al rinnovo. Dove potrebbe andare Messi ora? Le squadre con la capacità di accollarsi un simile stipendio in questo particolare momento sono davvero poche. Manchester City (con Guardiola) e PSG sembrano le uniche reali destinazioni del numero 10.

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