Valencia-Psg 1-2

La squadra di Ancelotti domina, ma non concretizza le tante occasioni e vince solo per 2-1 al Mestalla. Nel primo tempo segnano i due argentini Lavezzi e Pastore. Nella ripresa spreca troppo la formazione parigina, che al 90' viene beffata dal gol di Rami. Benissimo Verratti e Lucas, male Ibrahimovic, che viene espulso nel finale, in modo forse esagerato

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Un grande Paris Saint Germain passa al Mestalla di Valencia per 2-1, mettendo insieme il suo tredicesimo risultato utile consecutivo tra Ligue 1, Champions (quinta vittoria consecutiva in Coppa dei Campioni) e Coppa di Lega. Decidono il match i due argentini Lavezzi e Pastore, che segnano nel primo tempo. Il risultato poteva essere molto più ampio, se i parigini avessero concretizzato le tante occasioni per andare sul 3-0. Invece, al 90’, il difensore Rami, in mischia ha realizzato l’1-1 che tiene gli spagnoli aggrappati ad una comunque difficile qualificazione. Si interrompe proprio a 17 la serie di risultati utili del Valencia con le squadre francesi, che durava dalla stagione 1979/80. Per capire l'impresa del Psg, che era senza Thiago Silva, Thiago Motta e David Beckham, va ricordato che il club spagnolo non perdeva in casa in Champions dal settembre 2010, 0-1 con lo United. Grandi prove di Verratti (che ammonito salterà il ritorno) e di Lucas Moura, all’esordio in Champions. Male Ibra, che viene espulso nel finale per un fallo giudicato eccessivamente cattivo dall’arbitro Tagliavento.
SUBITO IL POCHO. La squadra di Ancelotti, sistemata con il solito 4-4-2, che ha permesso la lunga striscia di risultati positivi, parte con la giusta personalità. Lucas e Pastore sugli esterni sono frecce impazzite e imprevedibili, Verratti e Matuidi rubano un pallone dietro l’altro, in chiaro stile Banda Bassotti, e Ibra e Lavezzi duettano di continuo, ricordando a tratti l’intesa perfetta delle gemelle Kessler. La squadra francese difende bene su un Valencia ordinato, ma troppo leggero davanti, e alla prima ripartenza colpiscono. Lavezzi si invola a destra, salta due difensori e incrocia un bel diagonale sul secondo palo, che inganna Guaita e si infila nell’angolino. Siamo al 10’ minuto, l’ex attaccante del Napoli ha realizzato il suo terzo gol consecutivo in Champions (aveva segnato anche le ultime due gare nel girone) e per il Psg la gara è già in discesa.
PASTORE, MA CHE LUCAS. Il Valencia tenta debolmente di reagire, ma la formazione parigina è troppo superiore, sta meglio fisicamente e i suoi giocatori sanno sempre cosa fare quando hanno la palla. Ogni ripartenza è un brivido per una difesa dove il duo centrale Ricardo Costa e Rami rimangono spettatori non paganti. E così nel finale di tempo, al 43’, Lucas, che era all’esordio in Champions e aveva già colpito un palo nei primi minuti, se ne va con un numero sul lato destro dell’area di rigore, e serve alla perfezione Pastore. El Flaco ex Palermo è letale con il piatto destro e permette all’11 di Ancelotti di chiudere la prima frazione, per altro dominata, avanti 2-0.
RIPRESA SOLO PARIGINA. Nel secondo tempo Valverde lancia Canales e Valdez per gli impalpabili Jonas e Banega, ma i risultati non cambiano. Il dominio assoluto del Psg, con Verratti abile palleggiatore e gestore dei ritmi della gara, si concretizza in almeno tre nitide occasioni da gol, che avrebbero sancito il 3-0 e la definitiva consacrazione della formazione francese ai quarti. Lavezzi sbaglia due volte a tu per tu con Guaita e a Chantome viene annullato un gol regolare.
BEFFA FINALE: GOL SUBITO E IBRA ESPULSO. Così una serata comunque trionfale per il Psg viene macchiata da un finale folle. Prima al 90’ la difesa francese si perde in mischia Rami, difensore francese che di piatto batte Sirigu riaprendo la gara. Poi Ibrahimovic, autore di una prova incolore, si fa cacciare da Tagliavento per un fallo inutile, giudicato, va detto, in modo eccessivo dal direttore di gara italiano. Triste record per Ibra, che eguaglia Vieira, con la terza espulsione in Champions con tre squadre diverse (Inter, Juve e Psg). L’1-2 premia in ogni caso la squadra francese, che dovrà sì affrontare il ritorno a Parigi senza lo svedese e Verratti, ma potrà gestire il comodo vantaggio, maturato grazie ad una prestazione a tratti eccellente.
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