Difesa di ferro, giovani cresciuti in casa e Morra gol: così la Pro Vercelli è tornata in vetta

La risalita controcorrente del club dei 7 scudetti, 1° nel girone A di Serie C: dopo un'estate infernale col mancato ripescaggio in B e un torneo iniziato praticamente a ottobre, la decisione di puntare su "canterani" sconosciuti e di proprietà, presi per mano dai veterani Mammarella, Germano e da mister Grieco, anch'egli cresciuto in società. Un modello che ora studiano anche le "big".

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E' la Pro Vercelli a comandare la classifica del girone A di Serie C. Quasi quasi, verrebbe da dirsi, "tutto secondo pronostico". Niente di più lontano dalla realtà. Quel primo posto non è arrivato attraverso investimenti rabbiosi sul mercato successivi alla retrocessione della discussa gestione tecnica targata Gianluca Grassadonia, bensì con un cambio di pelle radicale: lo stretto necessario sul mercato e tanti giovani, tutti di proprietà, gettati nella mischia da un allenatore - Vito Grieco - che li ha presi in gestione dagli Allievi Nazionali e che oggi li guida in prima squadra. E un attaccante, Claudio Morra, di cui nessuno si fidava a inizio anno, in un vero e proprio stato di grazia. Ma per capire meglio, occorre fare un passo indietro.

La rinascita dopo un'estate tormentata dai guai della Serie B

A partire da giugno, dalle parti di via Massaua - sede dello stadio dedicato al glorioso "Silvio Piola", il più grande attaccante italiano di tutti i tempi -, si apre un'estate sull'altalena delle emozioni: un giorno di speranza, un altro di delusione, con quel pallone entrato nei tribunali e mai più uscito. E avanti così per tre mesi abbondanti, con una domanda divenuta tanto logorante quanto le zanzare che da queste parti proliferano nella bella stagione: "Ripescaggio Sì o ripescaggio No?". Un campionato cominciato praticamente a ottobre e nuovamente interrotto, per l'ennesima sentenza inconcludente, visto che la Lega B aveva già deciso per un campionato sghembo a 19 squadre. Giusto o sbagliato che fosse, in quel periodo in Italia c'erano sei squadre in un limbo di ignavia calcistica. Club che tra playoff persi e retrocessioni patite, non sapevano a quale campionato avrebbero dovuto prendere parte: Catania, Siena, Ternana, Novara, Virtus Entella e, appunto, la Pro Vercelli.

Pochi acquisti e tanti giovani promossi dalla Primavera: la scelta controcorrente della Pro

Le prime cinque, si diceva, si riversano sul mercato e, per non sbagliare, costruiscono una squadra per poter sopravvivere o, addirittura, ben figurare in Serie B, in caso di ripescaggio. Le Bianche Casacche, invece, navigano a vista, costruiscono un ibrido che, per mesi, la allontanano dai favori di qualsivoglia pronostico. I tifosi, già a pezzi per il tormentone da tribunale, che nel loro animo aveva anche mancato di rispetto a uno dei club più importanti e prestigiosi - per storia - d'Italia, vanno nello sconforto più totale scorrendo i nomi di una rosa composta per quasi metà da giovani della Primavera. Giusto un paio di acquisti e qualche prestito di rientro come l'attaccante Gianmario Comi dal Vicenza o il portiere Tommaso Nobile, mandato a Fano a fine estate 2017 dopo un precampionato da titolare. A completare l'opera, i galloni da titolare consegnati dichiaratamente a una punta, Claudio Morra, spesso apostrofato per una mira non proprio da cecchino davanti allo specchio. "E' la fine", pensavano i tifosi leonini. Era, invece, solamente l'inizio: del divertimento e della rinascita.

In testa alla classifica con una difesa granitica, in barba a chi ha speso (parecchio)

Oggi la Pro Vercelli viaggia in cima alla classifica a 45 punti e domenica scorsa, a Carrara, ha portato a quattro i successi consecutivi (3 dei quali scontri diretti), tutti giunti col punteggio di 1-0, risultato che la squadra predilige: i Leoni giocano bene ma pensano all'essenziale e, il risultato di misura per eccellenza è maturato 8 volte. Oggi, la difesa guidata dal portiere Tommaso Nobile - insieme ai vari Mammarella, Luca Milesi, Luca Tedeschi e Luca Crescenzi - con appena 13 reti subite, è la seconda migliore d'Italia.
Il vantaggio sulla seconda classifica, il Piacenza, è di tre punti ma con ancora due partite da recuperare rispetto agli emiliani e tre in generale (contro Pisa, Alessandria ed Entella). Sei, invece, sono i match che la Virtus Entella, a quota 39, deve disputare per rimettersi in pari. Chiavaresi che, dopo averci provato con Antonio Cassano a inizio stagione ha tenuto diversi pezzi pregiati della rosa della scorsa stagione, impreziosita da bomber Matteo Mancosu, ex Trapani e in arrivo dalla MLS americana disputata con la maglia del Montreal Impact.
A questo punto, sarà tra Pro Vercelli e Virtus Entella il duello finale per il primo posto. Difficilmente ci sarà l'arcirivale Novara di William Viali, fortemente attardatosi in classifica, nonostante in organico vanti pezzi da Novanta assoluti come Daniele Cacia, Pablo Gonzalez, Umberto Eusepi, Jacopo Manconi, Ronaldo Pompeu da Silva, Daniele Buzzegoli...

Grieco, il Gattuso della Serie C

Il calcio non è una scienza esatta. E la Pro Vercelli è qui per dimostrarlo. Tra le prime dieci squadre che lottano tra promozione diretta e playoff, le Bianche Casacche sono seconde per media età più bassa (24 anni) dietro solo al Pontedera.
CLASSIFICA SQUADRAPUNTIPARTITE GIOCATEMEDIA ETA' IN ROSA
1. Pro Vercelli452124,0
2. Piacenza422326,7
3. Arezzo412424,7
4. Carrarese402426,1
5. Virtus Entella391825,8
6. Siena372225,2
7. Pro Patria362425,7
8. Novara342325,5
9. Pontedera342422,8
10. Pisa332325,9
Il condottiero Vito Grieco ha quel physique du rôle alla Rino Gattuso: ex centrocampista grintoso di Modena, Catania, Crotone, Reggiana e Spezia, il tecnico classe 1971 è un mix di autorevolezza e guasconeria, oltre ad essere un profondo conoscitore del calcio giovanile: a fine allenamento non si accontenta e si mette sulle fasce a crossare per i suoi ragazzi, che stimola in continuazione.
La sua storia al "Piola", inizia nel 2014: viene assoldato come allenatore degli Allievi Nazionali e a Vercelli trova la sua nuova casa. Assorbe ogni segreto della piazza, in cui la storia è la prima padrona che detta le attitudini di tifosi caratterialmente impegnativi: esigenti, diffidenti, fintamente disinteressati. Ma soprattutto lavora coi giovani, impara a conoscerli a memoria. Non li cambia, sino a portarli in prima squadra.

Da Gerbi a Iezzi, passando per Sangiorgi e Mal: quella gioventù diventata valore aggiunto

I suoi successi hanno un nome e un cognome: il primo è l'attaccante Erik Gerbi, classe 2000, arrivato da Ivrea alla Pro nei Giovanissimi per merito del tecnico Davide Poletto. Il 31 gennaio Gerbi - dopo 3 reti in C a 18 anni - è stato venduto alla Juventus, che lo ha rigirato in riva alla Sesia in prestito in attesa di costruirgli un futuro da big. Oltre al conguaglio, la Pro ci ha guadagnato il ritorno a titolo definitivo del centrocampista Simone Emmanuello.
Un'incredibile scoperta è stata anche il centrocampista Alessandro Sangiorgi, al rientro da una distorsione alla caviglia e titolare per quasi tutto il girone di andata, in sostituzione del veterano ex SPAL Eros Schiavon, attardatosi dal punto di vista fisico a inizio campionato.Terzino particolarmente interessante è Roberto Iezzi (anch'egli del '99) e scovato quasi 4 anni fa al Martina, in Puglia: i suoi assist vincenti contro Lucchese e Pistoiese hanno portato alla conquista di 4 punti. Poi c'è un vercellese di origini rumene, classe 2000, Raoul Mal, sbocciato nelle ultime settimane e passato da attaccante a mediano per ovviare a una situazione di emergenza in fase nevralgica.
Un "tuttocampista", che proprio oggi ha firmato il suo primo contratto da professionista. Il grande rimpianto si chiama Davide De Marino, altro 18enne di proprietà leonina che tanto bene stava facendo da difensore centrale prima di rompersi i legamenti del ginocchio. Per lui, stagione finita. E c'è un altro classe 2000 pronto a emergere: il centrale Francesco Pezziardi, che proprio la Juventus si è lasciato sfuggire.

Il credo: "Se iniziamo a pensare di essere forti, è finita"

Il concetto è: tra i giovani, tutti di proprietà, chiunque sia entrato ha fatto bene. Com'è possibile?

La rivincita di Morra: da attaccante dimenticato a bomber eroe

Pronti via e, per il presidente Massimo Secondo e per il direttore sportivo Massimo Varini, una grande scoperta: questi giovani "autoctoni" erano già valori aggiunti dell'organico leonino, trascinati dai gol di Claudio Morra, boa d'attacco classe 1995 - scuola Toro - l'antidivo. E' lui, da solo, la risposta alla coppia d'attacco Tavano-Maccarone della Carrarese, castigata 4 volte in totale, tra andata e ritorno. Quanta diffidenza nei suoi confronti, a inizio stagione. Gli si imputava una "mira disastrosa": oggi, con 8 gol - tutti pesantissimi - è l'idolo delle platee.

"Noi, discepoli di Mammarella"

Si diceva dei più giovani. Sangiorgi, che si ispira a Claudio Marchisio, non ha dubbi:
Iezzi e i suoi cross, sono già sotto osservazione dei club di categorie superiori:
E i tifosi? Sono senza parole. In positivo, ovviamente: partiti convinti di una débâcle - con quella diffidenza da "bugia nen" (letteralmente "non muoverti") che, atavicamente, è il primo sentimento caratterizzante le province piemontesi - ora si ritrovano a fare i conti con un imprevisto entusiasmo piovuto dal cielo.
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