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Raiola su Balotelli
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Pubblicato 21/06/2012 alle 12:20 GMT+2
Il procuratore di SuperMario torna a parlare dopo le tante critiche incassate dal suo assistito: "Ho una regola nella vita, non credere a nessuno che ti dice che sei il più forte e non credere a nessuno che ti dice che sei il più scarso"
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Mino Raiola, procuratore di Mario Balotelli, è stato ospite di "EuroTeo 2012", il programma di Radio Monte Carlo presentato da Teo Teocoli e Dario Desi. "Ho goduto per il gol di Balotelli e Ibrahimovic - ha detto - anche se io ho una regola nella vita: non credere a nessuno che ti dice che sei il più forte e non credere a nessuno che ti dice che sei il più scarso. Bisogna essere sempre un po' equilibrati, quando ti dicono che sei un campione, che sei il più bravo e quando ti dicono che sei scarso, come 55 milioni di italiani hanno voluto far credere a Balotelli, che volevano mandarlo in galera, condannarlo e cacciarlo fuori dall'Italia, gli ho detto: Senti lascia stare, c'è qualcuno che ti capisce e qualcuno no".
Dicono che Balotelli sia nervoso. "Fosse teso così in tutte le partite ben venga, lui è teso perché dice: non ho capito, quando perdiamo perdo io, quando vinciamo non vado bene comunque. Com'è la storia qui?. Cosa ha detto dopo il gol? Tutto quello che mi dicono i miei giocatori morirà con me. La critica è stata esagerata in tutti questi giorni, lui ha voluto dimostrare quello che è capace di fare e spero che sia ancora arrabbiato per la prossima partita conto l'Inghilterra. I grandi top player devono dimostrare ad ogni partita, non hanno nessun credito".
A chi gli ha parlato di crisi e di top player che stanno lasciando l'Italia, Raiola ha risposto che l'errore e' stato quello di non prepararsi per tempo. "E' vero che c'è crisi, però anche quando c'era più ricchezza non ci siamo mai preparati per un'eventuale crisi - ha spiegato - questo e' il problema dell'Italia e del sistema calcistico. La colpa è di tutti, dei procuratori, dei dirigenti, dei calciatori e della politica. E' anche vero che la crisi è passata molto prima in altri Paesi e loro hanno avuto la fortuna, o la tattica, di reagire, di potersi preparare. L'Italia ha avuto gli Europei e i Mondiali e gli stadi sono in queste condizioni. Lo sappiamo tutti, la Germania con il Mondiale lo sapeva già prima e ha sistemato tutto, l'Inghilterra senza Europei e senza Mondiali ha sistemato tutto. Con queste infrastrutture la crisi si sarebbe sentita molto di meno nel calcio".
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