I nuovi: non solo Kalinic, anche Mounier e De Roon

Proviamo a fare un bilancio sulle prestazioni offerte dai nuovi giocatori arrivati quest'anno in Serie A: come sempre c'è chi ha sorpreso (Kalinic, ma anche Hiljemark e De Roon) e, invece, chi ha deluso (Kondogbia, Perisic...)

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Dopo sette giornate di campionato, la sosta delle Nazionali fornisce lo spunto per un primo «tagliando». Sotto esame, i nuovi: e per nuovi intendo i giocatori alla prima esperienza in Italia. Ho scelto questi.
KALINIC 8. Mi ha spiazzato. Non lo facevo così essenziale, così forte, così verticale. Sponde e gol, uno dei segreti della Fiorentina. Aspetto che gli avversari gli prendano le misure: a quel punto si parrà la sua nobilitate.
DZEKO 7. Alla Roma mancava un centravanti, Dzeko lo è. Grande contro la Juventus, poi normalmente prezioso. Ogni tanto, trasmette una freddezza che sembra lontananza.
BACCA 7. Già tre gol, segno che il suo mestiere lo sa fare anche in «questo» Milan fondato sulle mezze punte. Quando l’intesa con Luiz Adriano (6) stava per decollare, è piombato Balotelli. Bacca vede più la porta che la squadra: se c’è la squadra, no problem; ma se non c’è...
KONDOGBIA 6. Mezzala, mediano, regista? Per adesso, spalla di Felipe Melo (7). Regista no, di sicuro: sul resto si può trattare. Diamogli tempo: 35 milioni di euro non sono facili da trasportare.
PERISIC 5. Gol di Marassi a parte, continua a rimbalzare dal ruolo di ala a quello di trequartista. Lo preferisco ala, anche se con la Sampdoria ha segnato dal cuore dell’area piccola.
MOUNIER 7. Ha firmato tre dei quattro gol del Bologna. Non lo conoscevo, arriva dal Montpellier: s’imbosca e poi improvvisamente taglia verso la porta. Ha freddato anche Buffon. Finché dura.
DE ROON 7. Un centrale di metà campo che alterna il randello al compasso, lui che nacque difensore. Nell’Olanda del calcio totale, ecco uno specialista che non si vergogna di essere tale. Reja l’ha piantato, come un totem, al centro del villaggio atalantino. E il villaggio funziona.
KHEDIRA sv. Due partite da titolare - Siviglia, Bologna - un assist e un gol. Era fuori dal 1° agosto. In attesa di Marchisio, le geometrie della Juventus pendono dalla sua esperienza. Il tedesco è l’esaltazione della semplicità. Che nel calcio è un pregio, non un difetto. I muscoli fragili lo inseguono e, spesso, lo condizionano: una sfida nella sfida.
MANDZUKIC 6. Un gol alla Lazio in Supercoppa, un altro a Manchester. L’infortunio ha rallentato il rodaggio del croato. Che avrebbe bisogno di cross, merce rara a casa Allegri.
NTCHAM 6. Francese, 19 anni, un armadio scovato nella «cantera» del Manchester City (?). Centrocampista duttile, mi ha impressionato nel rapporto fisico/piedi. Si fidi di mastro Gasperini, bussola del Genoa.
HILJEMARK 7. Piano con lo spumante, ma tre gol in sette gare sono tracce preziose. Questo svedese di 23 anni, pescato a Eindhoven, è un centrocampista che ha dimostrato gusto e «timing» negli inserimenti. Immagino lo stupore di Palermo. Tutto si può dire di Zamparini, tranne che non sappia fare la spesa.
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