È già ora un Mondiale da incorniciare, ma il bello arriva proprio adesso. Il giorno dopo è quello della presa di coscienza. Dopo il 2-0 rifilato alla Cina, l’Italia di Milena Bertolini è già concentrata sul prossimo, fondamentale, impegno. Sabato (ore 15) a Valenciennes le azzurre sfideranno l’Olanda in un quarto di finale che può riscrivere la storia del calcio femminile italiano. E nonostante essere tra le prime otto del Mondo rappresenti già un traguardo eccezionale per tutto il movimento azzurro, non è proprio il caso di porsi dei limiti. L’Italia può giocarsi tutte le sue chance per approdare in semifinale, affrontando una squadra al suo livello e sfruttando le caratteristiche che fino a qui le hanno permesso un cammino pressoché perfetto. Il sogno resta vivo e ha motivazioni ben radicate.

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Gran portiere, grande difesa: i segreti del bunker azzurro

Laura Giuliani si sta rivelando uno dei migliori portieri del Mondiale. Ha compiuto parate decisive sia contro l’Australia che contro la Cina, ha subito solo due reti, una su rigore con il Brasile, una sulla respinta di un rigore da lei parato contro l’Australia. Con la sua abilità in uscita alta dà sicurezza a tutto il reparto e, rispetto a tante altre colleghe, sa giocare anche con i piedi. La linea composta da Guagni-Gama-Linari-Bartoli (che include tra l’altro i capitani di Fiorentina, Juventus e Roma, più una titolare inamovibile nell’Atletico Madrid) è il punto di forza azzurro. Organizzate, spesso allineate, con i due terzini sempre svegli nel fare le diagonali. Sfondare il bunker azzurro non sarà facile per nessuno, nemmeno per l’Olanda di Miedema e Martens.

Galli - Italia-Cina - Mondiali donne 2019 - Getty Images

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I bolidi di Galli, l’eleganza della Pirlo Giugliano

L’Italia del CT Bertolini è una squadra completa anche in mezzo al campo. Valentina Cernoia è la mezz’ala di fatica insostituibile, Aurora Galli (già a segno tre volte) è una delle più temibili specialiste da fuori area del torneo, Manuela Giugliano è la regista perfetta, quella che detta i tempi, verticalizza, gestisce i momenti di pressione. Una classe ’97 che ricorda molto Andrea Pirlo nel modo di giocare e che ha un futuro magnifico davanti a sé. Bergamaschi e Rosucci sono poi due jolly importanti, utili sia dall’inizio che a gara in corso.

Le rotazioni offensive: segnano tutte e a turno

Prima Bonansea, poi Girelli, ora Giacinti. Mancano all’appello solo Mauro e Sabatino. L’attacco dell’Italia ha un vantaggio enorme rispetto a tanti altri: le cinque ragazze che si alternano davanti hanno tutte caratteristiche differenti e sono interscambiabili tra di loro. Barbara Bonansea e Cristiana Girelli le più tecniche, Valentina Giacinti la più in forma, Mauro più forte fisicamente, Sabatino più abile in area e utile per le situazioni intricate. Un potenziale elevatissimo, che spesso concretizza la costruzione azzurra. L’Italia è una squadra forte, ben amalgamata, con uno spirito unico e la grande voglia di continuare a stupire. Crederci è un imperativo, soprattutto a questo punto del Mondiale.

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