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Mondiali 2018, le 5 verità del 19 giugno: disastro Polonia e Colombia, Salah torna già a casa
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Pubblicato 19/06/2018 alle 22:44 GMT+2
Il gruppo H regala sorprese. Le due favorite sbagliano all’esordio e vengono punite dal Senegal di Koulibaly e dal Giappone dei "grandi vecchi". La Russia ammalia: nessuno la vorrà incontrare. Salah deve già salutare il Mondiale: non è stata la sua edizione.
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1) Colombia troppa ingenua, un disastro la Polonia degli "italiani"
Può una squadra con Falcao, James Rodriguez, Cuadrado e altri grandi prospetti di livello internazionale uscire già al primo turno? La risposta arriverà tra una decina di giorni, ma diciamo che i presupposti ora ci sono. L’ingenuità commessa all’inizio del match con il Giappone, che ha compreso anche l’espulsione di Sanchez, è costata cara. Un ko che ora impone solo vittorie a una squadra che quattro anni fa aveva incantato il mondo arrivando ai quarti di finale. Una delusione, così come è delusa la Polonia dei vari Milik, Szczesny, Zielinski (tutti decisamente negativi oggi). Un’altra potenziale outsider che rischia seriamente di salutare il Mondiale già nella fase a gironi.
2) Giappone con il cuore dei "vecchi": da vittima sacrificale a sorpresa
Kagawa (rigore perfetto) e Honda (assist da corner). Il Giappone ha vinto con i veterani, con quelli che in Russia non dovevano nemmeno andare. Invece, grazie anche a pressioni politiche, i “grandi vecchi” sono andati al Mondiale e hanno trascinato al successo una squadra che veniva considerata la cenerentola del gruppo H. Con un altro risultato positivo può arrivare anche una qualificazione imprevedibile. Vuoi vedere che la sorpresa arriva dall’Oriente?
3) Non è stato il Mondiale di Momo Salah
Il rigore trasformato nel finale del match con la Russia non basta. Salah, tenuto a riposo con l’Uruguay, non ha inciso in questo Mondiale come sperato. L’infortunio in finale di Champions non è stato smaltito, la condizione fisica si è rivelata precaria e tutto l’Egitto si è depresso con il suo Faraone. Un’eventuale vittoria nell’ultimo match contro l’Arabia Saudita non basterebbe ad eliminare i rimpianti. Con il vero Salah, sarebbe stata tutta un’altra storia.
4) Russia ammaliante e con alcuni giocatori veri: nessuno la vorrà incontrare
Golovin su tutti, ma anche Cheryshev, Samedov, Dzyuba. La Russia ha messo in mostra alcuni giocatori veri in queste prime due partite e ha riacceso l’entusiasmo in un popolo che temeva la debacle casalinga. Otto gol fatti in due partite: a un Paese ospitante non accadeva dal 1938 (sì, dall’Italia di Pozzo). Qualità offensiva, ma anche organizzazione difensiva e stato di forma eccellente. Certo, dagli ottavi arriveranno avversari più seri e preparati, ma questa Russia è ora pronta mentalmente e fisicamente. E ha il pubblico dalla sua. Non sarà facile per nessuno affrontarla.
5) Conferma Senegal: squadra fisica ed esuberante, darà fastidio
Arrivava già in Russia con l’etichetta di possibile sorpresa. La vittoria sulla Polonia lo conferma. Il Senegal di Manè e Koulibaly, ma anche di Niang e Gueye. E di Keita Baldè, nemmeno utilizzato nel match inaugurale, ma carta sempre molto importante per qualunque squadra. Tra le africane è sicuramente quella che ha destato l’impressione migliore, l’unica che pare in grado di qualificarsi agli ottavi. Nel 2002 fu la sorpresa, nel 2018 potrebbe concedere il bis.
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