E quando ci passa? Ma per davvero. Quando smetteremo di rosicare? L’esito finale del folle girone di Nations League – un girone in cui l’Ungheria è andata a vincere nello stesso anno sia in casa dell’Inghilterra che della Germania, impresa riuscita tipo solo al Brasile nel 1981 – ha regalato il primo posto all’Italia. Primo posto che vale la Final Four di Nations League per la seconda volta consecutiva, nonché il beffardo gusto di un 7° posto nel Ranking FIFA che, numeri evidenti alla mano, racconta come la nazionale di Roberto Mancini, Campione d’Europa in carica, resti una delle compagini calcistiche più forti al mondo.
Eppure, proprio in queste ore, la discussione alle nostre latitudini non è quella su chi portare in Qatar e con quali ambizioni andarci, bensì ruota intorno alla spinosissima questione se spostare o meno ‘Ballando con le Stelle’, programma di punta di mamma Rai che non vuole rinunciare al suo slot del sabato sera lasciando così con un pugno di mosche, almeno in apparenza, quella FIGC che comprensibilmente chiedeva di evitare l’ulteriore beffa di mettere in concomitanza l’amichevole più inutile di sempre (Austria-Italia) con l’inizio della rassegna mondiale in Qatar. Già, perché questa cosa del rosicare si potrebbe almeno provare a non fomentarla.
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Ed è inevitabile che sia così. Perché se è vero che i problemi esistono eccome, altrettanto lo è che a questo giro è andata proprio male. Il fatto che l’Italia degli ultimi mesi abbia ritrovato buon gioco e risultati non sposta di una virgola il problema enorme di ricambio generazionale che si vede chiaramente già dai settori giovanili, così come il fatto che ci sia poca pazienza e che culturalmente il nostro sistema resti inspiegabilmente più esterofilo che altro. Resta certamente il fatto che la coppia Gnonto-Raspadori non sia esattamente il lotto di nomi con cui 20 anni fa l’Italia di Trapattoni andava in Giappone/Corea - Totti, Vieri, Del Piero, Inzaghi e Montella; così come rimane valida la riflessione sul fatto che il 75% dei gol segnati fin qui in Serie A in questa stagione sia arrivato da giocatori stranieri. Tutto valido. Tutto comprensibile. Tutto che deve portare a una qualche riflessione e conseguente provvedimento. Eppure, nonostante tutto questo, la Nazionale di Roberto Mancini resta una squadra che gioca un più che discreto calcio e che tra le 32 rappresentati più importanti al mondo poteva starci eccome. Ecco perché si rosica.

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Si rosica perché delle ultime 55 partite giocate, l’Italia di Mancini ne ha sbagliate 5. E due di queste avrebbe comunque potuto vincerle se non avesse sbagliato due rigori - leggasi Svizzera andata e Svizzera ritorno. Una cosa di per se statisticamente allucinante. Così come quei 32 tiri a 1 contro la Macedonia del Nord rimangono lì a ricordarci che al di là di ogni più seria discussione, il calcio a volte è veramente assurdo. Non è un caso che il percorso del Mancio sia giunto proprio ieri al traguardo di Arrigo Sacchi: con 34 partite vinte Mancini ha eguagliato Sacchi come terzo commissario tecnico più vincente della storia della nazionale. E con un materiale umano oggettivamente qualitativamente parecchio inferiore del bacino in cui l’illustre predecessore poteva pescare. Mancini non ce l'ha Roberto Baggio, tanto per cominciare...
Insomma, quella dell’Italia che esce con la Macedonia del Nord ma trova poi il modo di mettere comunque in fila Germania, Inghilterra e Ungheria resta un paradosso, così come paradossali restano quelle 4 partite – Bulgaria a Firenze, le due con la Svizzera e la maledetta Macedonia del Nord – che ci obbligheranno, per davvero, a prendere in considerazione le alternative di novembre. Sì, quei Ballando con le Stelle e affini. Perché purtroppo, per davvero, mentre gli altri giocheranno, a noi toccherà rosicare. E visto il post adesso si può davvero dirlo: è girata male. Un sacco male.

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