Non partirà già battuta la Macedonia del Nord (ribattezzata così dal febbraio 2019 per distinguersi dalla confinante regione della Grecia settentrionale), contro gli Azzurri, nel primo spareggio verso Qatar 2022 in programma giovedì 24 marzo alle 20,45 al "Renzo Barbera" di Palermo. La sfida con la selezione balcanica ci coinvolge emotivamente e in Italia - specie dopo la mancata qualificazione a Russia 2018 - non vogliamo minimamente prendere in considerazione il fatto che la squadra del commissario tecnico Blagoja Milevski possa risultare un ostacolo. Ci si preoccupa più di quale possa essere l'avversario dell'eventuale finale, uno tra Portogallo e Turchia. Ma nel calcio nulla è scontato, specie se si incontra una nazionale - sì piccola - ma all'apogeo della sua storia calcistica. Un ciclo vincente che ha portato la Macedonia del Nord alla prima, storica volta alla fase campionato europeo quando però era ancora condotta da Goran Pandev (ora ritiratosi per la selezione del proprio Paese) e proseguito con uno straordinario secondo posto nel girone (J) di qualificazione ai Mondiali, quello con Germania, Romania, Armenia, Islanda e Liechtenstein.
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La rinascita di Skopje tra calcio e politica

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21/03/2022 ALLE 13:19
Un momento di fermento calcistico quasi coinciso con quello politico di Skopje, dopo un lungo periodo di crisi, incertezze e disordini. Il nuovo governo, da gennaio guidato dal nuovo Primo ministro, il socialdemocratico Dimitar Kovacevski, a caccia di un posto nell'Unione Europea. L'ostacolo, in quel caso, sono gli equilibri di buon vicinato imposti dalla Bulgaria. La nazionale di calcio, invece, ha come obiettivo il Mondiale, impensabile fino a pochissimo fa, esattamente come l'UE nella ragion politica. Certo, il percorso da 17 punti nel girone di qualificazione (che ha portato addirittura a una vittoria per 2 a 1 in Germania) avrebbe meritato maggiori benefit rispetto alla prospettiva di scontrarsi anche contro i campioni di Europa (per giunta in trasferta) e, magari, con CR7 per ottenere il pass per Qatar 2022. Ma tant'è: questo bisogna riferirlo alla Fifa coi suoi criteri di distribuzione delle squadre da qualificare. Ne sa qualcosa il continente africano, che dovrà lasciare a casa una tra Egitto e Senegal, Algeria e Camerun, Ghana e Nigeria...

Elmas non ci sarà

Compreso il trionfo di Duisburg (in cui in panchina c'era ancora Igor Angelovski, avvicendatosi dopo gli Europei), la Macedonia del Nord ha vinto 5 delle 10 partite del raggruppamento qualificatorio, proponendo un atteggiamento (con un 4-4-2 di spinta sulle fasce) sempre e comunque offensivo, senza preoccuparsi troppo dell'avversario al proprio cospetto. La Macedonia del Nord si è rivelata infatti il secondo maggior attacco (dopo quello dei tedeschi) con 23 gol realizzati. Parecchi dei quali ispirati dal centrocampista del Napoli Eljif Elmas, che castigò proprio i teutonici (insieme a Goran Pandev, la gara venne giocata infatti prima degli Europei), uno dei maggiori punti di forza della squadra, che però contro l'Italia non ci sarà poiché squalificato.

Eljif Elmas esulta dopo un gol in Macedonia del Nord-Islanda - Qualificazioni Mondiali 2022

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La "nazionale delle minoranze", all'apogeo del suo talento

Si parlava di un 4-4-2 "offensivo". In questo senso, occhio alle fasce, imbottite di laterali di spinta. I più interessanti sono certamente i terzini - sempre alla ricerca di sovrapposizioni - Stefan Ristovski a destra ed Ezgjan Alioski a sinistra. Il primo, classe 1992, è una vecchia conoscenza del calcio italiano, portato in Italia (in Serie B) ventenne dal Parma nell'estate 2010 dagli sloveni del Publikum Celje dopo essere cresciuto al Vardar Skopje (storico club del paese balcanico). Quindi, i prestiti a Crotone, Bari e Latina, il passaggio in Croazia a Rijeka e la consacrazione allo Sporting Lisbona, prima di tornare in Croazia con la maglia della Dinamo Zagabria, suo attuale club. Il suo coetaneo di Prilep Alioski è anche più interessante: cresciuto calcisticamente (e non solo) in Svizzera tra Young Boys, Sciaffusa e Lugano, dove impara l'italiano guadagnandosi il soprannome di "Gianni", diventa il pupillo del Loco Bielsa negli anni al Leeds United. Da quest'anno, è andato a svernare e a ingrassare il proprio conto in banca in Arabia Saudia, all'al-Ahli. Due terzini che rappresentano il "paese delle minoranze": Stefan Ristovski (insieme al fratello Milan, attaccante) ha il doppio passaporto bulgaro, Alioski rappresenta, invece, la parte del Paese di etnia albanese.

Stefan Ristovski (Macedonia), ammonito durante Macedonia del Nord-Germania giocata a Skopje per le qualificazioni ai Mondiali di Qatar 202 (Getty Images)

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Bardhi, la stella

Ha atteso a lungo la convocazione per la selezione dell'Aquila Bifronte anche Enis Bardhi, il classico numero 10, elemento di maggior talento (insieme a Elmas) della Macedonia, che ha deciso di "servire" con la stessa fedeltà con cui è diventato, nel tempo, bandiera del Levante, nella Liga spagnola.

Enis Bardhi durante Ucraina-Macedonia del Nord - Euro 2020

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Là davanti, poi, occhio a un'altra vecchia conoscenza del nostro calcio, l'ex Palermo Aleksandar Trajkovski, classe 1992, anch'egli oggi in Arabia Saudita con la maglia dell'al-Feiha, ma che vivrà mille emozioni ritrovandosi di fronte ai suoi ex sostenitori.

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