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Rumori, la squadra di "Italians" che si esalta in Coppa d'Estonia

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Rumori Calcio, Estonia

Credit Foto facebook

DaStefano Fonsato
27/08/2016 A 11:56 | Aggiornato 27/08/2016 A 12:29
@StefanoFonsato

Fondata da emigrati, il club amatoriale di nostri connazionali ha incredibilmente conquistato i 16esimi della competizione nazionale eliminato il blasonato Merkuur Tartu: "Risultato impensabile per noi", spiega il tecnico Angelo Palmeri che in porta ha il suo Buffon, "chef" Filippo Zanin da Biella.

Certe storie sono come le scatole dei medicinali: vanno scrupolosamente accompagnate dal "bugiardino" degli effetti collaterali. Che, in questo caso, possono tradursi in commenti del tutto fuori luogo, figli di un'overdose di calcio patinato un tanto al chilo. Quella del Rumori Calcio, sodalizio amatoriale fondato da appena un anno (era il 17 marzo 2015) da emigrati italiani in Estonia, è una favola con tutti gli annessi e connessi. Una squadra che ha incredibilmente raggiunto i sedicesimi di finale della coppa nazionale battendo i semiprofessionisti (e squadra di grande tradizione nel paese baltico) del Merkuur Tartu.

Calcio

Perdono 36 a 0 e si divertono: i romantici del calcio sopravvivono in Estonia

26/06/2015 A 17:15

La competizione calcistica più pazza del mondo

Già, la Coppa d'Estonia, ve la ricordate? La competizione calcistica più pazza del mondo. Quella in cui le partite finiscono anche 36-0. Ne sanno qualcosa i simpatici ragazzi ragazzi del Virtsu JK trovatisi di fronte, nell'edizione 2015, ai professionisti dell'Infonet, formazione della massima serie, nonché una delle 5-6 estoni a stipendiare i propri giocatori. Il sorteggio, qui, è esattamente come la Fa Cup: sorteggio totalmente integrale, anche per quanto riguarda il terreno che ospiterà la gara "secca".

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L'emozione di coppa stile Italia-Germania '70

Dopo l'urna benevola ai primi vagiti della manifestazione nazionale, i biancocelesti (questi i colori sociali del Rumori), si trovano di fronte, per l'appunto, il Merkuur e che fino a una decina di anni fa giocava in Meistrilliga: "Per noi era già prestigioso poterli affrontare trattandosi di una nobile decaduta del calcio estone - racconta Angelo Palmeri, giornalista freelance (fratello del collega e opinionista Tancredi), che a Tallinn ha messo famiglia e che del Rumori è allenatore nonché socio fondatore -. La gara, giocata peraltro sul loro campo (il Tamme Staadion di Tartu, ndr) è stata epica e ricorda un po' l'andamento di Italia-Germania 4-3: siamo passati subito in vantaggio, poi sul 2-0 fino a 10' dalla fine. Ma i nostri avversari riescono a pareggiare costringendoci (loro!, ndr) ai supplementari. Si va sul 3-2 per noi, e ci raggiungono su rigore. Si susseguono quindi occasioni sprecate da entrambe le parti, sembra che si vada ai rigori e da allenatore previdente, 5 minuti prima del fischio, avevo già stilato la lista dei rigoristi. Al 120' e 1 minuto di recupero, però, arriva il goal vittoria, 3-4 e sedicesimi raggiunti. Non vi dico quanto abbiamo festeggiato al ristorante...".

Da Biella a Tallinn: la storia del portiere Filippo Zanin

Il locale in questione è l'"Attimo" di Tallinn. In cucina il main chef è il portiere della squadra, il portiere Filippo Zanin, classe 1990, trasferitosi da Biella nella capitale estone per inseguire il suo sogno nel mondo della ristorazione. Cresciuto calcisticamente nella Biellese, l'ultima maglia indossata in Italia è quella della Chiavazzese, in una Prima categoria del Piemonte. Stessa terra (ma qui ci trasferiamo nel Cuneese) da cui viene il terzino destro 33enne Yari Ribero, informatico che di lavoro fa il software developer. Mister Palmeri, da Bari, ha messo su famiglia, così come il suo assistente-giocatore, Samuele De Pizzol - trevigiano - che proprio oggi compie 40 anni e decisivo con un gol dalla distanza nell'ultimo match di campionato. Poi, ancora, c'è Gabriele Haddad, 46 anni, sales manager di una cartiera, originario di Bologna (il cognome tradisce le origini arabe del padre). Un altro "oldy" è Mario Peduzzi, comasco classe '65, imprenditore edile, anch'egli difensore.

Tra rumori interisti e cialde triestine

Il nome Rumori, arriva dal blog di Angelo, "Rumori di Spogliatoio", che parla di storie di calcio estone e non solo. Per un interista sfegatato come lui (e come il portiere Zanin), il nome evoca anche i "rumori dei nemici" che Mourinho presentiva sistematicamente durante la sua avventura nerazzurra. La squadra presenta anche una bella storia gestionale: "Abbiamo attuato un fitto crowdfunding e merchandising online, che ci hanno dato soddisfazioni. Dobbiamo mantenere due squadre: la nostra, nella sesta divisione divisione della piramide calcistica del sistema calcio estone, che abbiamo abbracciato per la prima volta quest'anno. E quella "senior", inserita nella Rahvaaliiga, la non-league. Una specie di Csi in salsa baltica". Nella lista degli sponsor, anche un'azienda triestina che in Estonia commercia le cialde per caffè.

Leoni tra i ginepri

A difendere i colori della prima squadra, non solo lo zoccolo duro degli italiani: "In realtà siamo una vera e propria multinazionale - precisa Palmeri - Contiamo oltre 10 diverse nazionalità all'interno della squadra: Russia, Italia, Olanda, Estonia, Polonia, Germania, Turchia, Georgia, Egitto, Palestina, Inghilterra, Irlanda del Nord e Svezia". Il 4 settembre, la data dei sedicesimi di finale: il Rumori Calcio è riuscito a sviare le squadre di massima serie e se la giocherà sul terreno amico contro il JK Kernu Kadokas. I leoni (simbolo del team italiano) contro la squadra del ginepro (il Kadokas), la specie vegetale più diffusa in Estonia: "Abbiamo maggiori possibilità di passaggio del turno rispetto alla partita precedente perché il Kadokas gioca nella categoria immediatamente superiore alla nostra. Speriamo di affrontare questa squadra anche tra un paio d'anni: l'obiettivo per la prossima stagione, infatti, è la promozione in III. Liiga. La Coppa? Come in Italia, uno sfizio che sarebbe bello toglierci: se passiamo potremo veramente incontrare un team di Serie A. E gli ottavi costituirebbero un traguardo impensabile per il nostro status dilettantistico-amatoriale".

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