Inter-Novara 0-1

Impresa del Novara che espugna San Siro grazie alla gemma dell'Airone e si conferma la bestia nera dell'Inter dopo il 3-1 dell'andata che era costato il posto a Gasperini. Crisi più che mai aperta in casa nerazzurra (Foto AP/LaPresse)

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Caracciolo rinasce e spinge nel baratro un'Inter che maledice il Novara capace di regalare un'altra giornata da incubo a tutti i sostenitori nerazzurri dopo il 3-1 d'andata che era costato il posto a Gian Piero Gasperini. Un girone dopo, ma con Ranieri e Mondonico (al posto dell'esonerato Tesser) come timonieri, la musica non cambia con i piemontesi autori di un mezzo miracolo che apre ufficialmente la crisi del club nerazzurro alla nona sconfitta in campionato (la quarta a San Siro). Il Novara sbanca meritatamente Milano, mentre Ranieri dopo i 4 sberloni rimediati a Roma incassa un altro stop altrettanto pesante sia nel gioco che nel morale.
RANIERI RITROVA SNEIJDER MA SENZA LE DUE PUNTE - Il tecnico romano, che nel freddo pomeriggio milanese spegne le 350 panchine in Serie A, si affida all'estro del fantasista olandese ma a differenza delle indiscrezioni della vigilia sceglie una sola punta (Milito) con Alvarez a completare un più abbottonato 4-3-2-1. A centrocampo si rivede Stankovic, che occupa la regia abbandonata da Thiago Motta, al fianco di Cambiasso e Poli, mentre Cordoba vince il ballottaggio con Ranocchia e Zanetti scala a destra al posto dello squalificato Maicon. Mondonico arriva a Milano con un copertissimo 3-5-2: Jeda a supporto di Caracciolo, con Rigoni in cabina di regia.
SENZA ATTACCO E SENZA IDEE, L'INTER NON DECOLLA - Il copione del match è chiaro sin dai primi minuti, con l'Inter a fare la partita e il Novara completamente dietro la linea del pallone in difesa di Ujkani. Il portiere albanese viene però impegnato solo da sporadiche conclusioni dalla lunga distanza perché l'Inter mantiene saldamente le redini del gioco ma fatica terribilmente a sfondare in area di rigore. Alvarez non incide, mentre Sneijder predica nel deserto con Milito che fatica senza un partner d'attacco. I nerazzurri si rendono pericolosi così solamente da lontani, mentre alla mezz'ora il Novara si affaccia pericolosamente dalle parti di un Julio Cesar costretto agli straorinari per stoppare Caracciolo. Nel finale, Poli riceve in area da Alvarez ma frana a terra per l'intervento disperato di Garcia: Russo lascia giocare provocando il ruggito di San Siro e le proteste anche di un Moratti particolarmente insoddisfatto in tribuna.
ENTRA PAZZINI, CARACCIOLO GELA SAN SIRO - Nell'intervallo Ranieri capisce di dover aumentare il peso specifico dell'attacco e decide così di giocarsi la carta Pazzini al posto dell'ectoplasma Alvarez. La musica però non cambia, perché l'Inter non sviluppa gioco - sopratutto sulle corsie laterali dove si sente l'assenza di Maicon, mentre Chivu aumenta i rimpianti per un Nagatomo misteriosamente in panchina - il Novara si difende con ordine riuscendo anche ad affondare al momento giusto. Su un tentativo di Lucio disinnescato da Ujkani, riparte velocissimo il contropiede piemontese che raggiunge Caracciolo al limite dell'area interista: l'Airone controlla, si gira e dalla lunetta disegna un sinistro perfetto che scavalca Julio Cesar (56'). Primo gol con la maglia del Novara per Caracciolo che plana prepotentemente sul prato di un San Siro ammutolito.
RADOVANOVIC OUT, SNEIJDER NON BASTA - Ma i pochi tifosi interisti presenti impiegano poco tempo per scaldarsi, non tanto però per applaudire la reazione dei propri beniamini ma per fischiare i continui errori dei giocatori di Ranieri. L'Inter, con più di mezz'ora a disposizione, non trova forze e idee per ribaltare il risultato contro un Novara coraggioso ma pur ultimo in classifica: non servono nemmeno gli ingressi di Nagatomo (al posto di un fischiatissimo Chivu) e Forlan (anche lui contestato dopo l'ennesimo cross sbagliato) a sfondare il fortino di Mondonico che non crolla nemmeno quando Radovanovic viene espulso per doppia ammonizione. Sneijder si carica la squadra sulle spalle, ma nel finale centra una clamorosa traversa. L'ultima occasione, all'ultimo secondo, capita sul destro di Pazzini che, da dentro l'area, spara di potenza a botta sicura: ma non è giornata, perché la sfera si stampa sul corpo di Ujkani che riesce anche a bloccare.
L'Inter cade ancora, quarta partita senza vittorie in campionato (5 se si considera anche il ko di Napoli in Coppa Italia), e lo fa nel peggiore dei modi soprattutto dopo la strigliata di Moratti per il poker di Roma. Un girone fa il Novara costò il posto a Gasperini, difficile che Ranieri possa subire uno stesso trattamento, ma la sensazione è che qualcosa si sia definitivamente rotto all'interno dello spogliatoio di un'Inter irrimediabilmente fuori dai giochi Scudetto e molto probabilmente anche dalla corsa al terzo posto. Semplicemente un disastro.
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