Antonio Cassano: "Al Real Madrid ero sessodipendente e pesavo 95 chili"

Il fantasista della Sampdoria ricorda i suoi trascorsi in Spagna ai microfoni di AS: “Le ragazze volevano David Beckham perché era perfetto, ma lui era una persona impeccabile e non tradiva la moglie. Io invece…”

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"Ero sessodipendente. Avevo questa possibilità: ero Cassano, il giocatore del Real Madrid. Se avessi fatto qualsiasi altro mestiere non mi avrebbe guardato nessuno, nemmeno mia madre. Sono una brava persona, ma non sono bello". In un'intervista rilasciata al quotidiano spagnolo 'As' Antonio Cassano ricorda la sua esperienza alla 'Casa Blanca'.
"Il 100% delle ragazze voleva Beckham, ma non era possibile perché era sposato e aveva un figlio. Io avevo una ragazza quando sono arrivato a Madrid, ma dopo un mese... - ha proseguito l'attaccante pugliese - Cibo, sesso e calcio? Perfetto! Anziché 82 chili ne pesavo 95. E' stata la cosa migliore, fino al 2 febbraio 2008. Poi ho incontrato mia moglie. Ma fino al 2008 sì".
Cassano ha spiegato anche come è arrivato al Real Madrid: "La Roma di Spalletti voleva mandarmi via. Bronzetti mi disse: 'Antonio, vai nella più grande squadra di sempre'. Gli risposi: 'Qual è la più grande squadra di sempre'. Lui disse: 'Il Real'. Allora io mi lamentai: 'Ernesto, non prendermi il c...'. E’ venuto a casa mia e mi ha passato al telefono Florentino. Non potevo dire di no a Madrid. Molte persone avrebbero pagato per giocare lì. Era il Madrid del Galacticos: Zidane, Figo, Raul, Beckham, Guti, Roberto Carlos, Casillas...".
FantAntonio non si dimentica però di Francesco Totti: "Ho giocato con due dei cinque migliori giocatori in assoluto: Zizou e Ronie, il fenomeno. Ma penso che se avesse avuto la testa e la professionalità dei top, Guti avrebbe potuto essere il migliore di sempre. Totti ha fatto molti sacrifici, è una persona fantastica. Sono stato sei mesi a vivere a casa sua quando ho firmato con la Roma. Il mio sogno era quello di giocare lì per gente come lui".
Sulla lite con il capitano giallorosso, il giocatore barese ha chiarito che successe "per mancanza di rispetto, smise di parlarmi per due anni". Sulla possibilità di tornare a vestire l'azzurro in vista degli Europei: "E' un sogno, ma penso di avere una possibilità su un milione. Conte non mi ha chiamato in due anni. La squadra funziona. Ma quest'anno ho sacrificato tutto quello che potevo, sono tornato al mio peso ideale".
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