Le pagelle di Chievo-Inter 2-0

Diamo i voti ai protagonisti del match del Bentegodi: il migliore in campo è Valter Birsa mentre i nerazzurri sbandano con Ranocchia. Fioccano le insufficienze in casa Inter.

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=== Chievo ===

Stefano SORRENTINO 6,5 – Concentrato, deve fare il suo mestiere solo nel finale. La sua serata è incredibilmente serena.
Fabrizio CACCIATORE 6,5 – Protagonista della rasoiata per Birsa in occasione dell’1-0. Vince il duello con Nagatomo.
Dario DAINELLI 7 – Festeggia al meglio le 400 presenze in Serie A. Ha recuperato da un infortunio al crociato e si è ripresentato carico ai nastri di partenza. Bentornato!
Bostjan CESAR 6,5 – Si trova a memoria con Dainelli e forma una coppia collaudata e convincente.
Massimo GOBBI 6 – Spinge poco ma copre con attenzione. L’usato sicuro del solito Chievo.
Lucas CASTRO 6,5 – Bravo a creare superiorità numerica e a mostrare le crepe della difesa di de Boer. Esce per infortunio da combattente vero (dal 63’ Nicola RIGONI 6 – Apporto discreto in una fase di controllo per i padroni di casa).
Ivan RADOVANOVIC 6 – Ruvido ma efficace. Sostanza al servizio della squadra.
Perparim HETEMAJ 6,5 – Ormai è una certezza nel Chievo che non stupisce più nessuno. Il finlandese corre per due.
Valter BIRSA 8 - L’ex rossonero si regala una serata da superstar all’esordio. Realizza due gol di destro, una rarità condita da classe e cinismo. Un’arma essenziale per il Chievo di Maran (dall’86’ Vittorio PARIGINI s.v.).
Roberto INGLESE 5,5 – Mostra gli artigli solo nel finale, conclude poco e dovrebbe osare di più.
Riccardo MEGGIORINI 6 – Difende palloni su palloni e sbaglia una conclusione facile per uno come lui alla fine del primo tempo. L’ex non va a segno, ma la sua presenza si sente (dal 76’ Sergio PELLISSIER s.v.).
All. Rolando MARAN 7 – Il solito Chievo: una macchina perfetta che gioca a memoria.
***

=== Inter ===

Samir HANDANOVIC 6 – Non ha colpe sui gol subiti. Si deprime guardando quello che ha davanti.
Danilo D’AMBROSIO 5 – Una partita decisamente sconfortante. Insieme a Ranocchia si fa umiliare sull’1-0 ma almeno ha l’onestà intellettuale di riconoscere le mancanze sue e del collettivo nel post partita.
MIRANDA 5,5 – Non può fare i miracoli nel deserto che lo circonda. Si augura solo che torni Murillo.
Andrea RANOCCHIA 4 - Una calamità, una sciagura. Imbarazzante sul primo gol, quando finisce in spiaggia insieme a D’Ambrosio sulla finta di Birsa. Inadeguato nelle altre circostanze, con movimenti a vuoto e palloni regalati agli avversari. Fin troppo facile accanirsi contro di lui, è vero, ma nel 2016 non può giocare nell’Inter.
Yuto NAGATOMO 5 – Al piccolo trotto se la vede con Cacciatore. Modesta prestazione nelle due fasi.
Gary MEDEL 5 – Da difensore aggiunto completa una linea a 3. Frastornato e imballato, si fa superare da Birsa sul 2-0 del ko.
Geoffrey KONDOGBIA 5 – Nel finale recupera un pallone dopo averne persi a iosa. È chiamato alla stagione del riscatto, ma con prove così è la brutta copia della scorsa annata.
Antonio CANDREVA 5,5 – Il compito non è dei più semplici, prova a sfondare sulla corsia di competenza ma il supporto è misero (dal 61’ Ivan PERISIC 5,5 – Inserito per dare una scossa che non arriva mai).
Ever BANEGA 6 – Finché è in campo, qualche trama di gioco si vede con aperture non sfruttate dai compagni. Da fermo fa partire traiettorie insidiose e quando abbandona il terreno di gioco l’Inter perde idee e iniziative. Cambio discutibile (dal 70’ Marcelo BROZOVIC 5,5 – Destinato forse a partire, si rende protagonista di una protesta e di poco altro).
EDER 6 – E’ uno dei pochi che ha già la gamba per offendere. Coadiuvato poco e male, si guadagna punizioni che meriterebbero miglior sorte (dal 75’ Rodrigo PALACIO s.v.).
Mauro ICARDI 5 – Non viene servito mai, ma non fa nulla per creare da solo i presupposti per svegliare la squadra. Non esattamente un trascinatore, nemmeno sul piano emotivo, al Bentegodi.
All. Frank DE BOER 5,5 – La bocciatura per il tecnico olandese è parziale e il giudizio resta ovviamente in sospeso perché deriva da una mancanza di alternative in difesa su cui non ha responsabilità. La dirigenza deve sostenerlo con i fatti.
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