"Io sono nato come attaccante perché quando ho fatto il mio provino al Milan, giocando all'oratorio, mi chiesero 'Che ruolo hai'? Risposi 'Non lo so'. 'Ti va bene ala destra? C'è questo posto libero'. Ho giocato per 4 anni in quel ruolo" [Paolo Maldini @Sky Sport]

Maldini e Capello: la Primavera

Ancora prima di debuttare nella prima squadra del Milan, Paolo Maldini ha modo di conoscere da vicino Fabio Capello: è lui il tecnico della Primavera nella quale militano anche Costacurta e Filippo Galli. Ed è proprio con il tecnico di Pieris che Maldini centra il suo primo traguardo da giocatore del Milan. Attenzione: non nello storico ciclo capelliano degli anni '90. Un po' prima, per la precisione nella parte finale del campionato 1986-87 quando Capello subentra in panchina a Liedholm, esonerato a 5 giornate dal termine dopo un ko ad Avellino. I rossoneri arrancano, chiudono al 5° posto a pari punti con la Sampdoria e vincono lo spareggio per la qualificazione alla Coppa Uefa. Berlusconi è presidente da poco più di un anno.
Calcio
Eurosport Cup, trionfa Maldini: è il miglior terzino di tutti i tempi
10/05/2020 ALLE 12:00
"Quando Paolo Maldini era nella squadra Primavera, a 16 anni giocava con i 18enni. Io stavo facendo il corso da allenatori e, finita una partita, un mio collega venne da me e mi chiese: 'Fabio, ma fai giocare Maldini perché è il figlio del grande Cesare?'. Io lo guardai male e gli dissi che per prima cosa mi stava offendendo, perché non ho mai voluto saperne di raccomandati. Poi gli dissi che ne avremmo riparlato dopo qualche anno di Paolo" [Fabio Capello su Maldini]
I record di Paolo Maldini
  • L'esordiente del Milan più giovane: 16 anni e 208 giorni
  • Maggior numero di presenze nel Milan: 902
  • Maggior numero di presenze in Serie A: 647
  • Maggior numero di presenze in Coppa dei Campioni/Champions League con il Milan: 139
  • Maggior numero di minuti giocati ai Mondiali: 2216
  • Gol più veloce in una finale di Champions League: 51 secondi
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L'esordio a Udine nel 1985... Da terzino destro

È domenica 20 gennaio 1985. Pochi giorni prima il Nord Italia è finito sotto una nevicata epocale, Milano è sepolta da oltre mezzo metro di neve. Allo stadio Friuli di Udine si gioca in un pomeriggio gelido e Paolo Maldini, all'epoca 16enne, viene gettato nella mischia dopo l'intervallo al posto di Sergio Battistini, infortunato.
"L'esordio fu una sorpresa per tutti e per me. A causa della nevicata non avevo le scarpe da ghiaccio a Milanello e me le ero fatte prestare da un giocatore che aveva due numeri in meno di me. Sono arrivato a Udine con le unghie completamente andate. Sono andato in panchina con le scarpe non allacciate e quando Liedholm mi ha detto di entrare non ho sentito più niente" [da Federico Buffa incontra Paolo Maldini]
Inizia così la sua carriera da professionista: viene schierato da Nils Liedholm nel ruolo di terzino destro, sulle spalle ha il numero 14 e il suo primo pallone giocato in Serie A è un retropassaggio per il portiere Giuliano Terraneo. Debutto incoraggiante: il Milan, sotto 1-0 all'intervallo, strappa il pareggio grazie a un gol di Mark Hateley al minuto 63.
"Finita la partita mi sono detto: 'Io posso giocare in Serie A, posso giocare coi campioni' " [da Federico Buffa incontra Paolo Maldini]

Paolo Maldini e quella cena con papà Cesare che cambiò per sempre la storia del Milan

Era Sacchi: da playboy a pilastro

"Lui è arrivato al Milan e non ci eravamo ancora conosciuti. Era il 1987, ero in vacanza in Sardegna e all’epoca non c’erano ancora i cellulari. Quando sono tornato, ho trovato sulla bacheca un numero telefonico, era quello di Sacchi. Lo chiamai, in pantaloncini, da una cabina telefonica. Mi disse ‘Sei a un bivio, devi scegliere se diventare playboy o calciatore’. Mi dissi ‘Cominciamo bene!"
È Paolo Maldini a raccontare in prima persona il suo primo “incontro ravvicinato” con Arrigo Sacchi. Il figlio di Cesare, tuttavia, aveva già scelto di essere calciatore fino al midollo: vincere la diffidenza del tecnico di Fusignano gli sarebbe risultato assai agevole. Maldini è stato molto più di un terzino sinistro sotto l’egida di Sacchi: è stato un esterno a tutta fascia con un master in “sovrapposizioni avanzate”. Ha vinto tutto assurgendo a quinto beatle della formazione-mantra GalliTassottiBaresiCostacurtaMaldini.
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Le sue sgroppate nelle magiche notti rossonere di Barcellona e Vienna rimangono le diapositive più scintillanti del periodo sacchiano, quello della definitiva consacrazione dopo i primi, promettenti, vagiti a Milanello. Di quella squadra era lo stantuffo capace di assicurare la combustione interna di un motore perfetto grazie a movimenti incessanti e implacabili.

Azzurro agrodolce

Non ha ancora 20 anni quando esordisce nella Nazionale azzurra guidata dal ct Azeglio Vicini, l'uomo nuovo di Coverciano che, dopo la débâcle dell'Ital-Bearzot a Messico '86, punta forte sul blocco della "sua" Under 21. Paolo Maldini è già protagonista agli Europei del 1988 in Germania Ovest e lo è ancor di più nelle notti magiche di Italia 90, quelle della grande illusione e del brusco risveglio dopo la sconfitta ai rigori contro l’Argentina in semifinale.
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Le cocenti delusioni saranno un leitmotif della sua traiettoria in azzurro: la lotteria dei calci di rigori risulterà fatale anche a USA '94 e a Francia '98, quando Paolo - diventato nel frattempo capitano e simbolo della Nazionale - è allenato da papà Cesare, che già lo aveva lanciato nell’Under 21 dodici anni prima. Il destino saprà essere particolarmente burlone con Paolo Maldini: dopo il black out del Mundial 2002, la fatal Istanbul del 2005 e il Mondiale 2006 seguito un po' da tifoso un po' da leone in gabbia, si riscatterà sollevando al cielo di Atene la Champions League del 2007. Il diretto interessato l'ha presa con filosofia, come ha confessato all'amico Bobo Vieri:
"Sono il giocatore più perdente della storia! Ho vinto tantissimo ma ho perso 3 finali di Champions, una di Supercoppa Europea, 3 finali di Intercontinentale, una finale mondiale, 1 finale europea e la semifinale mondiale. Siccome ho vinto tanto ho visto queste finali perse come una cosa che fa parte del gioco e ho accettato tutto. Nel 2006 Lippi mi chiamò ma io anche per rispetto di Trapattoni che mi aveva chiamato prima rifiutai. Quando poi l'Italia ha vinto ho pensato: "Mai io sono uno sfigato!" Ho fatto record di presenze, record di minuti! Ma questa è la vita, bisogna accettare il risultato."

Maldini e Capello: gli Invincibili

Fabio Capello ritrova tutt'altro Milan nell'estate 1991, quando Berlusconi sceglie lui come successore di Arrigo Sacchi. Ha tra le mani una squadra che passerà alla storia come il Milan degli Invincibili e allena un Paolo Maldini che, a 23 anni, è in condizioni smaglianti. In quel segmento di carriera inizia a diventare chiaro a tutti che sarà lui a ereditare la fascia di capitano dal braccio di Franco Baresi. Perché è proprio in quell'epoca dorata capelliana che Maldini (oltre a rivincere tutto) dimostra un'incredibile maturità tattica. Il 18 maggio 1994, nella magica notte di Atene che regala al Milan la quinta Coppa dei Campioni della sua storia, l'ex terzino destro (complici le contemporanee assenze di Baresi e Costacurta) viene schierato da difensore centrale giocando una partita sontuosa contro il Barcellona di Cruijff.
Paolo Maldini è un giocatore assolutamente straordinario oltre a essere la persona ideale per incarnare l’immagine e lo spirito di un grande club [Jorge Valdano, Sogni di Futbolandia]
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Il processo è completo: da presunto raccomandato all'ombra di papà Cesare Paolo Maldini si è trasformato nel terzino più forte di ogni epoca. E non servono certo Palloni d'Oro per certificarlo. Lo afferma la preparatissima e numerosa platea di Eurosport, ma soprattutto lo dice la Storia.
Il palmares di Paolo Maldini
  • 7 Scudetti
  • 5 Supercoppe italiane
  • 1 Coppa Italia
  • 5 Coppe dei Campioni/Champions League
  • 5 Supercoppe europee
  • 2 Coppe Intercontinentali
  • 1 Mondiale per club
Paolo Pegoraro; Simone Pace

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