Nuovo stadio Roma: rinviata la riunione del M5S, la cessione dei giallorossi è in fase di stallo

Si allungano i tempi per il progetto del nuovo stadio giallorosso. La riunione del Movimento 5 Stelle è stata rinviata a lunedì 20 luglio. Ora la Raggi cerca la maggioranza sulla convenzione urbanistica, mentre Pallotta attende gli sviluppi per poter trattare con Friedkin.

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Per il nuovo stadio della Roma a Tor di Valle bisognerà ancora aspettare. L’assemblea del Movimento 5 Stelle che avrebbe potuto dare il via al progetto e alla conseguente apertura dei cantieri, è slittata dal martedì 14 luglio a lunedì 20. Un’ennesima frenata rispetto a un progetto in fase embrionale da ben 8 anni e che non sembra risolversi per colpa di intricatezze politiche. E questo, come riporta il Corriere dello Sport, non può che generare una certa frustrazione per Virginia Raggi e la sua giunta, alla ricerca non solo di una maggioranza capace di avviare il progetto, ma anche di un’iniezione di fiducia in vista delle prossime elezioni.
Il 7 luglio, il sindaco di Roma aveva tenuto una videoconferenza con i consiglieri, e le sensazioni erano positive: si pensava di poter andare al voto in aula entro fine agosto. Ma questo rinvio attesta tutt’altra cosa, e potrebbe essere sintomo di una maggioranza ancora ballerina. Il nodo principale, a questo punto, è di natura esclusivamente politica: la Raggi sta ancora raccogliendo i consensi necessari all’approvazione della convenzione urbanistica, ovvero il contratto che articola diritti e doveri della parte pubblica (il Comune) e della parte privata (Pallotta e i suoi partner).

L'attesa per il nuovo stadio congela le trattative per la cessione

Lo stato comatoso del progetto incide anche sul futuro della società giallorossa: un eventuale via libera farebbe impennare il valore della società, e Pallotta è in procinto di scaricare oneri e onori a Friedkin. Ma nel bel mezzo di una situazione di stallo, Pallotta continua a tergiversare: i 700 milioni proposti gli andrebbero stretti nel caso i cantieri aprissero. Friedkin è inoltre in contatto con Vitek, a sua volta in procinto di acquistare il terreno e le 3 società che custodiscono l’area di Tor di Valle. Un vero e proprio braccio di ferro fatto di silenzi e attese, e che potrebbe complicarsi ulteriormente qualora degli outsider facessero breccia in sede di trattativa: una cordata sudamericana sembra interessata all’acquisto e ha impostato una campagna propagandistica promettendo di portare Cavani alla corte giallorossa. Alcune voci suggeriscono l’interesse di un altro gruppo statunitense con sede a Miami.
Ma ormai è chiaro che la svolta decisiva dovrà arrivare dal Comune, alla ricerca di una coesione di intenti finora mai raggiunta.
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