In Nazionale si giocano poche partite e a volte uno si stanca di stare a casa. Questo è il problema. È un grandissimo onore sedere sulla panchina della Nazionale italiana. Poi sicuramente sì, tornerò in un club. I contratti sono lì, ma si possono rompere o allungare in qualsiasi momento.
Tenersi le parole in bocca, per Roberto Mancini, è sempre stato un compito piuttosto difficile. Dalla protesta in mondovisione ad Euro ’88, dopo il gol alla Germania Ovest, fino alla "sbroccata" nel marzo 2008, quando di fatto lasciò mentalmente la panchina dell’Inter a due mesi dalla fine del campionato (poi vinto). Il Mancio le ha sempre cantate e quindi no surprises nell’ascoltare il suo intervento di qualche giorno fa. In poche frasi, ci ha detto che l’onore del ruolo in Nazionale passa in secondo piano rispetto alla "fotta" - come la chiamano a Bologna - di vivere la quotidianità di un club.
Coppa Italia
Scontro Ibra-Lukaku, Mancini: "Squalifica per mesi? Non serve"
02/02/2021 A 11:51
Le parole dell’ex allenatore di Zenit, Inter e Galatasaray sono quelle di un uomo che, tolto il fascino del ruolo, ha allenato 27 partite in quasi tre anni. Troppo poche per un uomo di campo. Assolutamente nulle per provare a migliorare giorno dopo giorno. I suoi colleghi di club, 27 partite le allenano in 4 mesi. Poi, c’è anche la questione politica. Pare che Gravina abbia proposto a Marcello Lippi il ruolo di direttore tecnico senza parlarne con il Mancio, che vive e pensa come un manager inglese. Se il presidente della FIGC, dopo il Mondiale 2022, porterà avanti il progetto-Lippi, probabilmente avremo un nuovo CT.
Siccome l'ipotesi addio è tutt'altro che impossibile, in questa shortlist ho analizzato alcuni tra i nomi più forti che potrebbero sostituire Mancini. Il Fit, tradotto dall'inglese "calzare", è scelto in base al rapporto tra personalità e ruolo. Il gusto, invece, è puramente personale: come l'idea calcistica di questi allenatori potrebbe servire alla nostra nazionale.

Claudio Ranieri

  • Fit: medio
  • Gusto: basso
Di Claudio Ranieri si potrebbero dire tante belle cose. Nella sua carriera pazzesca, che è partita dalla Vigor Lamezia nel 1986/87 (Mancini ancora giocava) ed è arrivata a tante panchine di alto livello, è sempre stato in grado di farsi voler bene. Ha coronato il suo viaggio con il Leicester, vincendo una Premier League storica, e ha deciso di chiudere la carriera nel nostro paese. Nell’estate del 2022 spegnerà 72 candeline, e per quanto la suggestione possa essere "valida", il ruolo di CT spetta ad altra gente. Claudio, we love you, ma anche no.

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Carlo Ancelotti

  • Fit: alto
  • Gusto: medio
Se Claudio Ranieri è stato un assoluto pioniere "dell’allenatore italiano all’estero", Carlo Ancelotti ha portato questo concetto ad un livello superiore. Per anni e anni, senza mezzi termini, è stato il primo allenatore della pista, e quella decima con il Real Madrid ha scolpito il suo volto nel Mount Rushmore del madridismo. Oggi - che passati 7 anni da quel trionfo - la sensazione è che Carletto abbia imboccato il viale del tramonto. Molti colleghi lo hanno superato, il che ci porta a pensare che la sua comfort zone sia appunto diventata la middle classe europea (aka l'Everton). Zero pressioni, buona paga e qualche soddisfazionesono il mix giusto per la fase finale del proprio viaggio.La Nazionale, in questo senso, potrebbe dare il tocco finale alla sua carriera fantastica, ma così a sensazione, oltre ad un contratto che scade nel 2024, l'emiliano non sembra minimamente intenzionato a cambiare aria. Sarebbe bello, ma la vedo impossibile.

Luciano Spalletti

  • Fit: medio
  • Gusto: alto
Le galline del Cioni, il gallo Luciano, la rimessa Montaione e la papera Biancaneve. Chiunque abbia seguito gli ultimi anni di Luciano Spalletti, praticamente si ricorda solo di questo. Un uomo in pace con sé stesso, un profilo Instagram da must follow e la serenità della campagna toscana: troppo poco calcio per un signore che ha saputo fare la rivoluzione. L’idea di tutti è che presto o tardi Lucianone tornerà in panchina, per cui la Nazionale potrebbe tranquillamente inserirsi in questo discorso. Lo spazio c’è - soprattutto per un lavoratore come lui - ma i punti di domanda sono due: il carattere e la voglia. Ad oggi, Spalletti rimane imperscrutabile.

Massimilano Allegri

  • Fit: alle stelle
  • Gusto: medio-alto
Dalla Toscana alla Toscana, dalle papere ai cavalli. Max Allegri è sicuramente lo scapolo di lusso delle panchine italiane negli ultimi 24 mesi. Dopo aver scritto "l’history alone" con la Juventus, son stati proprio i bianconeri che lo hanno lasciato senza lavoro. Sono ormai due anni che il livornese non allena, e tra una chiamata che non arriva e una panchina che non salta, lui rimane fermo al palo. In parte è anche colpa sua, e della narrazione tossica che ha fatto del suo lavoro, ma nonotstante questo le sue capacità (tecniche e di gestione) rimangono indiscutibili. Per cui, in breve: se Napoli e Roma chiudono una stagione più che dignitosa e l’Inter vince lo scudetto, portate Allegri in Nazionale.

Antonio Conte

  • Fit: medio
  • Gusto: medio-alto
Su questo signore il discorso è molto semplice (o molto difficile, dipende dalla vostra soggettività). Ha un contratto che arriva fino all’estate 2022, quindi è perfettamente eleggibile. Però è un dogmatico della panchina, quindi fermerebbe il percorso di crescita. Dicono che stia cercando più tranquillità famigliare, per cui la Nazionale sarebbe ideale. Ma in realtà è un uomo di campo che ha bisogno della quotidianità, pertanto entrerebbe in conflitto con "le pause" della Nazionale. Insomma, Conte è veramente complicato. Un’altra botta e via in azzurro potrebbe pure farla, ma non credo che nel lungo periodo porterebbe dei benefici.

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Maurizio Sarri

  • Fit: basso
  • Gusto: alle stelle
Magari i toscani hanno pure "devastato questo paese", ma i migliori allenatori italiani degli ultimi 10 anni vengono tutti da lì. Un caso? Non credo. Di Maurizio Sarri si è detto e scritto fin troppo negli ultimi 2-3 anni, e se fino a poco fa era un rapporto di amore-odio, dopo la cacciata dalla Juve molto del pubblico generalista ha preso le difese dell’ultimo campione d’Italia. Questa situazione aiuterebbe assai un possibile insediamento dell'ex Empoli nel campidoglio di Coverciano, però i dubbi rimarrebbero. Dal problema dell’abito di campo al lavoro quotidiano. Come può un allenatore come lui lavorare a targhe alterne con giocatori che vede una volta ogni due mesi? Il gusto è alto, la fattibilità (ahimè) bassa.
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Fabio Cannavaro

  • Fit: alto
  • Gusto: basso
Con Lippi in cabina di regia, Fabio Cannavaro (come riportano tanti quotidiani online) ha scalato quasi tutte le posizioni che doveva scalare per arrivare al possibile ruolo di successore di Roberto Mancini. Il suo contratto con il Guangzhou Evergrande scade esattamente nel novembre 2022, e per quanto possa essere "adatto" la vera domanda è: voi la affidereste la Nazionale a Fabio Cannavaro? La sua esperienza in Europa è pressoché nulla, e finora ha sempre sperimentato campionati minori. Ok, forse la mossa-Pirlo ha fatto scuola, ma su alcune cose (piuttosto delicate) la gavetta è obbligatoria. Cannavaro non sembra pronto e l’ombra di Lippi alle sue spalle è quanto di più italiano possa esserci. Il gusto è basso ma il fit è alto, quindi andrà esattamente così. Preparatevi.

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