Serie A - Il big match Inter-Napoli dopo i botti di metà settimana: non ancora decisiva, ma se Chivu batte Conte...

SERIE A - Sin dall’epopea di Lothar Matthaeus e Diego Armando Maradona, i duellanti ci hanno annoiato assai di rado. Sul campo e dietro le quinte, di moviola o di Var. Pesi massimi dai guanti ballerini, Inter e Napoli. Il pronostico vacilla sull’orlo dei nervi, delle mosse, degli episodi. Dipenderà, molto, dalla presenza o meno di Neres. Favorita, parte l’Inter. Comunque.

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Video credit: Eurosport

Successe il finimondo, il 25 ottobre scorso al Maradona, nella pancia di Napoli-Inter 3-1. Un rigore «recuperato» da un assistente dell’arbitro e trasformato da Kevin De Bruyne; l’infortunio al bicipite femorale del belga, ancora oggi in stampelle; lo scazzo tra Antonio Conte e Lautaro Martinez,  deflagrato nel momento in cui la squadra di Cristian Chivu aveva ridotto le distanze e stava producendo il massimo sforzo. Potete immaginare, dunque, cosa covi nella rivincita di domenica sera, a San Siro, manifesto del primo turno del girone di ritorno. Inter versus Napoli. Il Reverendo di Resita, Romania, versus l’Indice piangente di Lecce. Soggetti che non si sono mai amati. O che da Parma-Napoli 0-0 dell’ultima stagione, si amano di meno. Capita, nella vita e nello sport.
In vista del tappone del Meazza, si pensava a un placido rullar di pedali. Placido un corno. Se l’Inter, al sesto squillo consecutivo, ha pasteggiato per 2-0 a Parma, proprio laddove il 5 aprile, con Simone Inzaghi in tribuna per squalifica, era stata rimontata e sbertucciata, i campioni hanno pareggiato in casa con il Verona, e in una modalità abbastanza clamorosa: da 0-2 a 2-2. Veniva, ‘o Napule, da un poker di 2-0, fra Supercoppa e rodeo domestico; l’Hellas, dallo 0-3 interno con il Torino. Non credo che bastino il «riposo» concesso a Juan Jesus e la caviglia di David Neres per giustificare i pisoli di metà match.
L’infermeria azzurra sembra un ingorgo di Ferragosto: De Bruyne, Romelu Lukaku, Zambo Anguissa, Billy Gilmour, Sam Beukema. Più Neres, l’eroe di Riad: le sue ansie tengono in ostaggio il morale del gruppo e disturbano l’approccio. Alla capolista, di grossi calibri, non manca che Denzel Dumfries. Lo sostituisce, con alterne fortune, Luis Henrique. I verdetti di mercoledì e giovedì - incluso l’1-1 di un poverissimo Diavolo con il Genoa - hanno scolpito una classifica che rischia di esplodere: Inter 42, Milan 39, Napoli 38. E una gara in meno rispetto ai sedicenti tallonatori. La capolista vi arriva di slancio. Gioca bene, accarezza l’idea della fuga, può ruotare in serenità opliti e munizioni, ha liberato dai «domiciliari» il Piotr Zielinski della «Bellezza spallettiana»; la mezzala celebrata da Zibì Boniek per l’eleganza del repertorio.
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Piotr Zielinski esulta dopo il gol, Inter-Bologna, Serie A 2025/26

Credit Foto Getty Images

E’ il periodo dei centravanti squali. Lautaro Martinez, capocannoniere; Rasmus Højlund, spalle o palla alla porta in versione Lebron. Per la cronaca, e per la storia, il «Toro» ha accentuato il raggio d’azione, «nove» o «dieci» in base al fiuto e alle esigenze. Non importa il partner: provvede lui. Inter, morsi di 3-5-2. Napoli, graffi di 3-4-3. Ad Appiano si è lavorato sugli schemi aziendali, adeguandoli ai gusti del nuovo tecnico. A Castel Volturno è evoluzione continua: furono gli schiaffi e lo 0-2 del Dall’Ara, il 9 novembre, a innescare il calcio-champagne e il 2-0 al Bologna del 22 dicembre, in Supercoppa. In attesa della Champions, che sarà pianto e stridore di denti già dalle imboscate di fine mese, il calendario non dà tregua. Il mezzo inciampo con i «descamisados» di Paolo Zanetti impone una sterzata immediata e capillare. Conte è tutto «incerottato», ma non molla. Chivu sprizza energia, ma non si fida: con le Grandi sono stati sgambetti, spesso.
L’Inter gode del miglior attacco: 40 gol, 12 in più degli avversari. A difese, invece, sono pari: 15 reti a testa. Siamo ancora lontani dal traguardo, ma sin dall’epopea di Lothar Matthaeus e Diego Armando Maradona, i duellanti ci hanno annoiato assai di rado. Sul campo e dietro le quinte, di moviola o di Var. Pesi massimi dai guanti ballerini, Inter e Napoli. Il mercato tenta e distrae. Non c’è reparto o settore che non si candidi a chiave della trama. Il pronostico vacilla sull’orlo dei nervi, delle mosse, degli episodi. Dipenderà, molto, dalla presenza o meno di Neres. Favorita, parte l’Inter. Comunque.
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Chivu e gli slogan del Napoli: "Noi non dobbiamo copiare nessuno"

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