Non si placa il malcontento di Mauro Vegni, direttore del Giro d'Italia, ancora arrabbiato per quanto accaduto nell'ultima edizione tra i 'dispetti' di Jumbo Visma e Education First fino allo sciopero dei corridori. In un instagram live con Lello Ferrara, il direttore del Giro ha spiegato anche le modalità per 'costruire' una corsa di tre settimane intorno all'Italia e a che punto siamo con il Giro 2021.

Come nasce il Giro?

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Si parte dalle località che chiedono di essere sedi di tappa. Quindi dobbiamo mettere assieme le linee. Poi si passa a considerare le esigenze tecniche e facciamo dei sopralluoghi per verificare che ci siano le condizioni necessarie. Ovviamente, un altro aspetto da tenere in considerazione sono le ricorrenze storiche e gli anniversari, in modo da essere in sintonia con il Paese Italia, come è stato per i 500 anni della morte di Leonardo Da Vinci nel 2019. Infine facciamo in modo che le tappe con maggiore share siano quelle del sabato e della domenica. In un Giro sono coinvolti almeno 500 Comuni. Noi li avvisiamo tutti del fatto che la corsa passerà nel loro territorio. Basta che uno di questi si opponga al transito che il progetto deve essere risistemato

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Che differenze economiche ci sono tra le città di partenza e quelle di arrivo?

La proposta naturalmente è legata a cosa viene restituito al territorio. In una edizione tradizionale, l'arrivo è una fase più televisiva mentre la partenza è più live e la gente riesce ad avere più contatto con i personaggi di questo mondo. Il ciclista, rispetto ad altri sportivi, è un atleta che si lascia avvicinare volentieri. Certo quest'anno non è stato possibile...

Come è stato gestire la situazione legata al Covid?

Al Tour qualche positivo c'è stato e li abbiamo avuti anche noi. Sono felice per gli amici spagnoli che non hanno invece avuto casi. Sono stati bravissimi. Io comunque guardo dentro casa mia e ho visto il sacrificio che abbiamo sostenuto per mantenere integra la bolla. Dal 30 settembre al 26 ottobre, personalmente non sono mai uscito dall'hotel assegnato, mai un caffè in un bar. Abbiamo cercato di tenere la bolla integra con un grosso sacrifico personale. Volevamo tenere al sicuro sia i corridori che chi lavorava con me. Sono stati effettuati 7000 controlli, abbiamo lavorato come se fossimo una ASL. Sono sereno e non ho nascosto niente. Le cartelle sono al Centro Diagnostico italiano e non ne sono in possesso. Nel nostro Paese esiste una legge penale se vengono nascoste situazioni particolari. Quello che avete letto sui giornali è quello che è stato riscontrato

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Sei arrabbiato con le due squadre che hanno lasciato il Giro?

Sono arrabbiato con una, l'altra si è ritirata dopo averne discusso con me. Con la Michelton Scott c'è stato un confronto e loro sono stati molto onesti, avevano un corridore positivo e ai test del giorno di risposo sono state riscontrati diverse positività nel gruppo-squadra. Sono più arrabbiato con la Jumbo Visma per come se ne sono andati, non c'erano condizioni tali da far pensare ad una decisione simile. In secondo luogo, non era il modo di lasciare. Si son presentati a un quarto d'ora dal via e ci hanno messo di fronte al fatto compiuto. Tanti credevano che non saremmo arrivati a Milano e abbiamo lasciato che una squadra americana (Education First) ci provasse

La Jumbo si è lamentata degli alberghi. Dove dormiranno il prossimo anno?

Al Colosseo... Scherzi a parte, dobbiamo tener presente della stagionalità e garantire omogeneità nei trattamenti. A ottobre abbiamo avuto tantissime difficoltà per la riapertura dei vari esercizi, sia per il lockdown che per la fine della stagione turistica e per questa ragione abbiamo dovuto costringere le squadre a fare qualche km di spostamento in più. Tieni presente che siamo una carovana di 2.000 persone che si spostava fuori stagione

Ce l'ha con De Gendt?

Lui ha ritrattato e si è scusato. Qualcuno dice che se i corridori non hanno voglia di faticare devono cambiare mestiere. Purtroppo, tra i corridori basta che uno dica qualcosa e si crea la comunella... Lì nasce il mio rammarico. Anche chi guida gli atleti credo abbia perso di mano la situazione. Non si può venire 5 minuti prima del via e avanzare pretese. Per la tappa di Morbegno non è vero che io sapessi qualcosa dal giorno prima. L'altra cosa che mi dà fastidio è che arrivino corridori stranieri e vogliano dettare legge a casa nostra. Una volta dominava l'italianità, oggi è il contrario e ovviamente c'è un problema di lingua. O c'è un vero leader, e allora cambiano le cose, o allora anche per gli italiani è complicato. Per noi era importante far ripartire lo sport. Per mesi i corridori hanno chiesto di correre e in una giornata hanno sciupato tutto il grande lavoro che avevano svolto per il Giro. Non lo meritavano loro e nemmeno noi

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È stato un Giro di qualità?

Molti dei nostri denigratori non considerano che da agosto siamo stati perseguitati dalla sfortuna. Ad esempio, aspettavamo Evenepoel che veniva a fare il suo primo Grande Giro in Italia. Poi la caduta di Miguel Ángel López e quella di Geraint Thomas nelle primissime tappe. Sembrava una cosa fatta scientemente. Il Giro è stato comunque bello e sono venuti fuori tanti giovani atleticamente e psicologicamente già preparati alla pressione di una grande corsa a tappe. Siamo nel momento di cambio generazionale e lo hanno visto tutti. È stato comunque un gran bel Giro

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La presenza di Sagan al Giro?

È stato un grande investimento per noi. Non siamo andati noi da lui, ma è venuta la squadra a proporsi. Lui ha promosso in modo eccezionale l'evento e poi abbiamo presentato belle clip e mi complimento con i miei ragazzi per quanto è stato realizzato. Peter è un personaggio ed era rammaricato perché avrebbe voluto dare di più, ma aveva il Tour sulle gambe e pochi km di preparazione. Maglia verde di nuovo in gruppo? Ho voluto tra le prime cose riportare la maglia ciclamino al Giro. Datemi qualche anno e torneremo... Non lo escludo

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Il prossimo Giro è pronto?

Sulla carta sì. Siamo in lockdown e non riesco ad andare a vedere niente. Dobbiamo fare le verifiche sul territorio. A Gennaio verrà presentato attraverso il sito. Farla in studi TV o in teatro/cinema non sarà possibile per evidenti ragioni

La selezione delle squadre come avviene?

Avevamo chiesto di ridurre il numero delle World Tour. 18 era un sistema troppo bloccato e volevamo portarle a 16. In realtà poi sono diventate 19 e la ventesima, che è la prima tra i ProTeam, può dire di no alla partecipazione. Quest'anno per avere le tre italiane ho dovuto lavorare parecchio proprio con la ventesima squadra. Preferirei avere il numero chiuso in modo da evitare questa situazione e non mi metterebbe tutti gli anni nella condizione di dover dire di no ad un team e alla solita storia che la squadra rischia di chiudere. Lavoro per un'azienda che ha interessi economici anche in altri Paesi e non solo in Italia e guardo anche alla qualità dei risultati. Non mi interessa nulla dei team che vanno in fuga tutti i giorni. Lo fanno per loro stessi, per il loro sponsor, non per vincere

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Quale percorso avrà la Milano-Sanremo?

Non è ancora nei miei pensieri. Personalmente la gara ha una sua identità sulla costiera ligure... Però gli atteggiamenti tenuti quest'anno vanno tenuti in considerazione. Credo siano state fatte delle strumentalizzazioni politiche, non certo da appassionati

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