Un inno al ciclismo e alle sacre terre che avvolgono questo sport e la sua storia secolare. Questo è stato il finale del Giro delle Fiandre 2020, ultima grande Classica di una stagione straordinaria. Il giorno più luminoso della carriera su strada di Mathieu van der Poel, primo sul traguardo di Oudenaarde dopo 243 km di passione e doppiamente felice: perchè mezza ruota dietro di lui ha chiuso Wout van Aert, rivale di una vita nel ciclocross e non solo, vedi le ultime scaramucce alla Gand-Wevelgem. I due contendenti annunciati alla vigilia a giocarsi la Ronde fino all'ultimo centimentro, l'epilogo più avvincente che si potesse immaginare. O quasi, perchè della partita poteva essere anche Julian Alaphilippe, in gara fino al clamoroso scontro con una moto che l'ha tagliato fuori sul più bello. Peccato. Terzo chiude Alexander Kristoff, che da queste parti c'è sempre. Ma oggi ride, anzi urla a squarciagola solo van der Poel, alla prima Monumento della vita 34 anni dopo il successo di papà Adrie.

Van der Poel vince di mezza ruota su Van Aert

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13 ORE FA

L'ordine d'arrivo

1. Mathieu VAN DER POEL (NED)Alpecin-Fenix5h42'17''
2. Wout VAN AERT (BEL)Team Jumbo Vismast
3. Alexander KRISTOFF (NOR)UAE Emirates+8''
4. Anthony TURGIS (FRA)Team Total Direct Energiest
5. Yves LAMPAERT (BEL)Deceuninck Quick-Stepst
6. Dimitri CLAYES (BEL)Cofidisst
7. Oliver NAESEN (BEL)AG2Rst
8. Dylan VAN BAARLE (NED)Team Ineosst
9. John DEGENKOLB (GER)Lotto Soudalst
10. Tiesj BENOOT (BEL)Team Sunwebst

Cielo coperto, temperature ottobrine e un grande assente: il Kapelmuur. Ma nel giorno in cui al Giro si pedala verso Piancavallo, il Fiandre indossa comunque il vestito di gala. “Solo” 243 i km previsti, tra Anversa e Oudenaarde, con 17 muri a nobilitare la corsa. Non ci sarà la Parigi-Roubaix domenica 25 ottobre, quindi si chiude oggi l’insolita Campagna del Nord d’autunno. Fuga che fatica ad andare via alla Ronde numero 104, evadono in sei dopo circa un’ora: Gregor Muhlberger (Bora-Hansgrohe), Gijs Van Hoecke (CCC Team), Samuele Battistella (NTT Pro Cycling), Dimitri Peyskens (Bingoal-Wallonie Bruxelles), Danny Van Poppel (Circus-Wanty Gobert) e Fabio Van Den Bossche (Sport Vlaanderen-Baloise). I coraggiosi sbuffano fino a quasi nove minuti di margine su chi insegue, con il povero Julian Vermote (Cofidis) che viene cucinato a bagnomaria nel mezzo prima di venire riassorbito.

Il gruppo attraversa un tunnel al Giro delle Fiandre 2020

Credit Foto Eurosport

Guidano il gruppo, senza dannarsi l’anima, la Trek di Pedersen (signore della Gand) e la Jumbo di van Aert (signore del ciclismo da che si è ripartiti). Verso il primo dei 17 muri in programma, il Katteberg, arriva anche il sagomone di Tim Declercq a riprendersi la residenza in testa al gruppo, segno che anche Julian Alaphilippe sta bene. A Lippenhovestraat si inizia a respirare la vera essenza della Ronde, con il primo tratto di pavè. E mentre dietro sale la tensione e si sgomita per stare in testa, davanti Muhlberger entra di diritto nella cronaca della corsa, finendo per le terre nel più sciocco dei modi. Nessuna conseguenza per lui, brutta figura a parte.

Muhlberger, ma che fai? L'austriaco si butta per terra da solo

Il primo passaggio sul Vecchio Kwaremont è emozionante e malinconico: si attraversa uno dei polmoni del Fiandre ma non c’è - per forza di cose – il fiume di gente in festa che accompagna solitamente la corsa in punti come questo. La gara resta comunque intensa. E pure diabolica. In un tratto apparentemente innocuo vanno a terra in tanti, compresi van Aert e Wellens. Faticheranno a riportarsi davanti. Poi, da un fuoriprogramma a un altro, questo più romantico: un passaggio a livello ferma la corsa del gruppo, regalando inatteso margine agli attaccanti e a Edvald Boasson Hagen che è scattato da poco.

Il passaggio a livello si chiude! Gruppo costretto allo stop

Manca ancora molto per aspettarsi un’azione dei big, ma dalle parti del Berendries si muovono alcuni nomi interessanti. Lampaert e Stybar per fare corsa dura, Kwiatkowski per sorprendere. Anche se in questa fase gli unici ad allungare dal gruppo principale sono gli NTT: dopo Boasson, tocca al gigante tedesco Walscheid. Il vantaggio dei Sei crolla, mentre si torna sul Vecchio Kwaremont e la Alpecin di van der Poel prova il forcing. Intanto si defila dalla contesa Stefan Kung, uno che poteva dire la sua. Ci siamo, si entra nel mito della corsa. E tra il primo passaggio sul Paterberg e le pendici del Koppenberg, si esaurisce la fuga di giornata. Mancano 50 km al traguardo: possono così iniziare i botti tra i Signori della corsa.

Wout van Aert e Mathieu van der Poel

Credit Foto Getty Images

Più Signore del campione del mondo non ce n'è, ed è proprio lui a stappare la gara. Alaphilippe ci prova sul Koppenberg, ma è tra Steenbeekdries e Taaienberg che dà una spallata poderosa a tutti quanti. Tutti tranne van der Poel e van Aert, gli unici a rispondere alla stilettata di Loulou. Un terzetto che meglio non si può. Dietro Alberto Bettiol non molla, ma gli uomini della Deceuninck rompono i cambi e la gara è ormai andata. Un affare a tre che diventa per due e nel più clamoroso dei modi. Van Aert tira, van der Poel segue e schiva a una moto della giuria sulla destra. Cosa che non fa Julian Alaphilippe. Il francese impatta violentemente col la spalla e finisce a terra: il suo Fiandre finisce così, tra le lacrime di dolore, a 35 km dalla fine.

Alaphilippe sbatte contro una moto! Van Aert e van der Poel vanno via

Van der Poel e van Aert, nemici alleati per non fare rientrare nessuno. I due affrontano insieme il terzo passaggio sul Vecchio Kwaremont e il secondo sul Paterberg. Appiati, gomito a gomito. Ogni volta che uno si mette davanti, l'altro lo affianca per far sentire la sua presenza. Nessuna salita può fare più la differenza, sarà volata. L'ultimo chilometro meriterebbe da solo un racconto a parte. Van der Poel lo approccia davanti, van Aert - ovviamente - non vuole più passare. L'olandese pedala con la testa rivolta all'indietro, non vuole lasciarsi sfuggire neanche un sospiro del rivale. Dietro si avvicinano, a velocità doppia. E per un istante sembra quasi possano andare riprendere i due. Ma è tardi. A -200 parte la volata. Van der Poel di spalle, van Aert più composto. Uno a fianco all'altro fino alla riga bianca e al colpo di reni che premia il figlio di Adrie. Meglio di così, come sceneggiatura, era difficile fare.

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