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Il corridore della settimana: Pascal Ackermann primo velocista del Giro
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Pubblicato 13/05/2019 alle 10:03 GMT+2
La Corsa Rosa è appena iniziata ma c'è già un nuovo sprinter da battere: è il tedesco Pascal Ackermann della Bora-Hansgrohe, a segno nella volata di Fucecchio. Da ultimo uomo di Sagan a maglia ciclamino del Giro, Ackermann sprinta nel solco della scuola teutonica di Erik Zabel, succedendo in Italia a Kittel e Greipel.
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Aspettando le fughe, le montagne e tutti i grandi capitani del Giro d’Italia, la prima volata della Corsa Rosa sceglie lo sprinter da battere per la maglia ciclamino… E nel solco della grande scuola teutonica - fucina di ruote veloci da Erik Zabel agli attuali Greipel, Kittel e John Degenkolb - Pascal Ackermann è il primo nome nuovo del Giro.
Pascal Ackermann, tedesco ciclamino
Classe 1994 nativo di Kandel sulle rive del Reno, al confine con la Francia: Pascal Ackermann s’è rivelato al grande ciclismo lo scorso anno, vincendo 9 corse tra cui i Campionati tedeschi, tappe a Romandia e Delfinato e la suggestiva Ride London. Questo maggio, cominciato col successo al GP di Francoforte battendo Degenkolb e Kristoff, potrebbe invece consacrarlo visto che, del primo grande giro della carriera, ha vinto la prima tappa in linea.
Azione della settimana: la prima volata del Giro
La volata di Fucecchio si scatena al termine di una tappa dura e segnata dal maltempo, con due saliscendi su strade sfuggenti negli ultimi passaggi toscani. Duecento chilometri che premiano Ackermann allo sprint, lesto a prendersi il centro del rettilineo mentre Viviani battezza la ruota sbagliata (come alla Gent-Wevelgem): quella di Gaviria in rimonta sul lungo di Caleb Ewan. Quando Elia s’accorge del tedesco e gli salta a ruota come in pista, è però troppo tardi: ultimo uomo di Sagan nelle gerarchie della Bora-Hansgrohe, Pascal Ackermann vince la tappa Bartali del Giro 102.
Riccardo Magrini e il Giro 360
Foto della settimana: lo stadio verticale di San Luca
Troppo bella per non essere ancora citata, la bellissima salita che da Bologna porta al santuario di San Luca contando le 600 arcate di un portico unico al mondo, lungo quasi quattro chilometri. Troppo bella la magnifica cornice del Colle della Guardia trasformato in uno stadio verticale, con la sua folla innamorata del ciclismo, e di Vincenzo Nibali, e le scritte per Pantani sulla curva delle orfanelle. Il Giro d’Italia è abitato dalla bellezza.
Dato della settimana: Primoz Roglic 3 anni dopo
Era da tre anni che Primoz Roglic sognava una maglia rosa sfiorata di un centesimo, per mano di Dumoulin, nel prologo olandese di Apeldoorn. Vinse in quella stessa edizione la crono del Chianti e oggi, a Bologna, con la stessa legge numerica della corsa contro il tempo, lo sloveno volante s’è preso la leadership del Giro.
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