Alla 9a partecipazione in carriera, Vincenzo Nibali finalmente centra l’obiettivo: il Giro di Lombardia è cosa sua. Lo ha inseguito a lungo, lo ha sfiorato nel 2010 - quando arrivò 5° - lo ha accarezzato nel 2011, quando entusiasmò l’Italia con un attacco da lontanissimo, ma per un motivo o per l’altro non era mai riuscito a vincere quella corsa che con tutte le sue forze voleva inserire nel suo palmares.

L’occasione giusta, dopo il ritiro nel 2013 e la mancata partecipazione nel 2014, si presentava nel 2015, su un percorso perfetto per un corridore come lui, con una squadra – l’Astana – che ha chiuso in crescendo una stagione che l’ha vista vincere la Vuelta di Spagna con Fabio Aru. La formazione kazaka ha corso alla perfezione, sempre davanti, sempre in copertura sul suo capitano. E quando serviva accelerare, come sul Muro di Sormano e soprattutto sul Civiglio, ha trovato uno straordinario Diego Rosa. Il vincitore della Milano-Torino è stato il degno compagno di Nibali, che nel finale si è messo in proprio e – da grandissimo fuoriclasse quale è – ha fatto il vuoto.

Milano - Torino
Diego Rosa vince la Milano-Torino davanti a Majka e Aru
01/10/2015 A 17:52

Lo Squalo dello Stretto ha attaccato tre volte sul Civiglio, ma staccare gente come Pinot, Moreno e Valverde non era affatto facile. I suoi avversari gli concedevano una decina di metri e poi, puntualmente, rientravano. Ma Nibali non è solo un grande scalatore: il messinese è forse soprattutto un meraviglioso discesista. E se non si riesce a fare la differenza in modo, è giusto provarci nell’altro. L’attacco decisivo di Nibali arriva in discesa, lungo il Civiglio. Nessuno gli tiene testa: il suo vantaggio aumenta anche in pianura e ai piedi del San Fermo, sull’ultima salita, il margine dagli avversari è di 41’’. Moreno si lancia all’inseguimento del messinese, che vede via via ridursi il suo vantaggio nei confronti dello spagnolo della Katusha. Ma oggi i santi sono con Vincenzo, che dà tutto, resiste al ritorno di Moreno e scollina con 15’’, tempo sufficiente per consentirgli di fare gli ultimi 5 km con relativa tranquillità. Sul podio, con Nibali, Moreno, 2°, e Pinot, 3°. Diego Rosa è 5°, battuto solo di un tubolare da Valverde.

Il Giro di Lombardia sorride di nuovo all’Italia 7 anni dopo l’ultima volta. Il merito è del suo campione più importante, il corridore che mai come in questa stagione aveva bisogno di una vittoria di questa portata. Dopo le delusioni al Tour (4°, giù dal podio) e alla Vuelta (squalificato), Nibali si era ritirato nella sua Sicilia, circondato solo dall’affetto dei suoi cari. E da lì era ripartito per un finale di stagione che gli rimarrà nel cuore per tutta la vita. Alla fine qualche lacrima gli segna il volto, e lo farà anche sul podio, dove porterà la figlia Emma. Ai giornalisti chiede e ottiene di essere lasciato da solo. Nella sua gioia, nella sua commozione. Ha vinto Giro, Tour e Vuelta, e adesso ha messo in bacheca anche una Classica Monumento. Vincere è difficile, farlo da favorito è ancora più complicato. Lui lo ha fatto, nell’unica maniera che conosce. Da fuoriclasse.

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