Un epilogo assurdo, che resterà negli annali: la Liegi-Bastogne-Liegi 2020 verrà ricordata per quegli ultimi 50 metri in cui è davvero successo di tutto. Perchè nell'albo d'oro della Doyenne entra il nome di Primoz Roglic, letale come il suo colpo di reni dopo 257 km. Ma dove, per una manciata di secondi, credeva di essere finito Julian Alaphilippe. Il campione del mondo esulta con largo anticipo e si fa bruciare dallo sloveno della Jumbo Visma, in un film già visto con Freire-Zabel alla Sanremo e Bugno-Museeuw al Fiandre. Da primo a secondo e infine quinto: perchè LouLou scoda in maniera esagerata in volata e viene addirittura declassato per aver tarpato le ali agli sprint di Marc Hirschi e Tadej Pogacar, loro sì sul podio finale. Dove svetta lo sguardo fiero, finalmente e di nuovo, di un corridore demolito dopo il crollo all'ultimo Tour de France e che oggi si prende la più dolce delle rivincite.

Esulta Alaphilippe ma vince Roglic: la pazza Liegi 2020

L'ordine d'arrivo della Liegi

Liegi-Bastogne-Liegi
Van Avermaet chiude il 2020 nel modo peggiore: fratture multiple
05/10/2020 A 02:22
1. Primoz ROGLIC (SLO)Team Jumbo Visma6:32.02
2. Marc HIRSCHI (SUI)Team Sunwebst
3. Tadej POGACAR (SLO)UAE Emiratesst
4. Matej MOHORIC (SLO)Bahrain McLarenst
5. Julian ALAPHILIPPE (FRA)Deceuninck Quick-Stepst
6. Mathieu VAN DER POEL (NED)Alpecin-Fenix+14''
7. Michael WOODS (CAN)Education Firstst
8. Tiesj BENOOT (BEL)Team Sunwebst
9. Warren BARGUIL (FRA)Team Arkea Samsicst
10. Michal KWIATKOWSKI (POL)Team Ineosst
La Liegi numero 106 non patisce la storica concomitanza col Giro d'Italia, che oggi vive la sua seconda tappa siciliana (a proposito, bravo Diego Ulissi). Perchè alla Doyenne il parterre è regale, come siamo abituati a primavera. Il meteo è bizzoso, ma non spaventa il nove coraggiosi in cerca di fortuna che attaccano quando la gara vive la sua sonnacchiosa fase iniziale. Si tratta di Iñigo Elosegui (Movistar Team), Kobe Goossens (Lotto-Soudal), Michael Schär (CCC Team), Kenny Molly (Bingoal WB), Mathijs Paasschens (Bingoal WB) Omer Goldstein (Israel Start-Up Nation), Valentin Ferron (Total Direct Energie), Paul Ourselin (Total Direct Energie) Gino Mäder (NTT Pro Cycling). Dietro lasciano fare e il gruppo scivola a 6 minuti di distanza, trainato da Sunweb, Jumbo Visma e il solito, infaticabile Tim Declercq (Deceuninck Quick-Step).

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Il primo scossone, a dire il vero, è un episodio che avremmo fatto volentieri a meno di raccontare e che coinvolge Greg van Avermaet. Il campione olimpico finisce malamente a terra a causa di un subdolo spartitraffico e saluta la corsa. Come lui, Adam Yates. Sulla Côte de Wanne, invece, quarta e affatto insormontabile ascesa di giornata, perde le ruote del gruppo Chris Froome. Non benissimo, a due settimane dalla Vuelta. Ma i fatti di "cronaca nera" non finiscono qui. Perchè nella discesa successiva uno scivolone in testa al gruppo fa altri danni: ne pagano le conseguenze il nostro Damiano Caruso (polso), Michael Valgren e Warren Barguil, con Alaphilippe che deve mettere piede a terra. E mentre davanti Schar e Mader tengono alto l'onore svizzero, dietro il campione del mondo vive una decina di chilometri di insofferenza per problemi alla bicicletta prima e a uno scarpino poi.

Liege Bastogne Liege 2020

Credit Foto Getty Images

La corsa entra nel vivo e incontra il mito della Redoute. Ma la cote più celebre della Liegi serve solo a scremare il gruppo, che assorbe in un amen tutti i fuggitivi e per l'ultimo l'indomito Schar. Alaphilippe sgambetta che è un piacere, Hirschi fa altrettanto, mentre van der Poel sembra pagare dazio. Sulla Côte des Forges arrivano le prime schermaglie tra i big e Benoit Cosnefroy esce dalla contesa per un bega al cambio. Momento sbagliato, non ci voleva. E come è successo un anno fa, è la Côte de La Roche-aux-Faucons a far esplodere la corsa. Dumoulin spreme il gruppo, poi Alaphilippe rompe gli indugi. Kwiatkowski e Woods mollano, al francese si uniscono solo Hirschi, Roglic e Pogacar. L'alta nobiltà del ciclismo a giocarsi la Decana delle Classiche, quando mancano 10 km a Liegi.

Primoz Roglic beffa Alaphilippe

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Il finale è un sospiro. Il quartetto mantiene una ventina di secondi su un drappello guidato da van der Poel. Alla flamme rouge le gambe si fermano e gli sguardi si incrociano. Ai 600 metri rientra, clamorosamente, Matej Mohoric. Della volata si è detto. Alaphilippe lancia lo sprint, ma la voglia di vincere lo tradisce due volte. Bruciato e retrocesso, e la decisione dei giudici forse rende meno amaro il suo epilogo. La gloria è di Roglic, che diventa il terzo corridore in attività a mettere in bacheca sia un Grande Giro (la Vuelta) che una Monumento, come Alejandro Valverde e Vincenzo Nibali. Merce rara. Ma anche della Slovenia, che ne piazza tre nei primi quattro. Postilla per Hirschi, in lacrime dopo il traguardo e con la sensazione che con una volata regolare avrebbe anche potuto essere lui ad alzare le braccia al cielo. È giovane e si rifarà: il presente è già suo.

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