Lewis Hamilton, il miglior pilota di Formula 1 di tutti i tempi secondo i libri delle statistiche, si confessa con il portale spagnolo AS. In una conversazione registrata in quel di Montecarlo, il pilota britannico tocca tanti temi molto interessanti. Dal futuro della Formula 1, che adesso è in mano a tanti "ragazzini miliardari", alla sua lotta contro il razzismo per migliorare la condizione delle persone di colore. Ancora una volta, Lewis si conferma grande dentro e fuori dalla pista.

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"No. Mio padre, mio ​​fratello ed io eravamo sempre le uniche persone di colore. Oggi è diventato normale, ovviamente, ma all'inizio non eravamo i benvenuti. Dopo il kart ho incontrato un paio di piloti cinesi o asiatici, ma nessun pilota nero".

Cosa puoi fare per cambiare questo sport?

"In Europa il razzismo è diverso da quello del Nord America, ma è comunque presente in modo notevole. Questi ultimi mesi hanno aiutato molta gente a capire ciò che i neri sperimentano nel corso della loro vita. Io ho avviato una commissione che vuole unire le persone ed educarle. Se hai un amico che appartiene a una minoranza, potresti chiedergli che tipo di difficoltà ha dovuto affrontare perché è diverso. Sto lavorando per ottenere una F1 più diversificata, come qualsiasi altra attività. Ci vorrà tempo, non cambierà da un giorno all'altro, ma siamo tutti uguali anche se il colore della nostra pelle è diverso".

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"Lavoro per ottenerlo, ma non cambierà nulla di importante nella mia vita. I numeri non sono quello che mi preoccupa di più. Quando trascorrerò gli ultimi giorni di vita sulla terra, cosa rimarrà di me? Vorrei essere ricordato per aver aiutato le persone. Non c'è sensazione migliore che aiutare qualcun altro a realizzare i propri sogni. E se è per più di una persona, puoi riposare in pace. Ho ottenuto molte cose, ma ora tutta la mia concentrazione va ad aiutare gli altri. Sto vivendo un sogno, non ho bisogno di niente per me stesso".

Verstappen successore?

"Non lo so. C'è un bel gruppo di giovani talenti in F1 capitanati da Lando (Norris) e Charles (Leclerc), per cui non so prevedere chi di loro guiderà questo sport".
Viviamo in un'epoca in cui la Formula 1 è diventata un circus di ragazzini miliardari. Dobbiamo lavorare per cambiarla e renderla più accessibile: per i ricchi e per le persone di origine più umile.

Continuerai a correre quando avrai 41 anni?

"Mai dire mai, ma non credo che correrò fino all'età di 41 anni".

Ti pentirai di non aver gareggiato con la Ferrari?

"Non vivo con i rimpianti. Faccio degli errori e vedo cosa avrei potuto fare diversamente, ma non penso se avrei potuto fare qualcosa in un posto o nell'altro. Quando sono arrivato alla Mercedes erano quinti nel Mondiale Costruttori".

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