Lo si era intuito a Interlagos, nonostante la festa per la bella vittoria di Sebastian Vettel: il ritmo messo in pista dalla Mercedes di Hamilton nascondeva un ulteriore step della W08 sul rush finale, magari con novità già in ottica 2018, quando le vetture saranno sostanzialmente sviluppi di quelle attuali. Abu Dhabi è stata la prova del nove, con 20" rifilati alla prima Ferrari ed il sorriso finale concesso ad un Valtteri Bottas concentratissimo per cogliere l'ultima occasione stagionale. Una prova di forza che sembra quasi ristabilire le distanze cui Mercedes ci aveva abituati nei confronti della concorrenza, e che inevitabilmente preoccupa in ottica futura chi quest'anno è riuscito a mettere finalmente in difficoltà le Frecce d'Argento.

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Ferrari, manca l'ultimo step: quello più duro

Il team tedesco avrà le sue sfide da affrontare, prima fra tutte quella di rendere più docile una vettura fenomenale ma non sempre facile da mettere a punto. "Diva capricciosa" l'ha definita lo stesso Toto Wolff. Ma il compito di rovesciare il regime ce l'hanno gli altri, in primis la Ferrari, di cui non va dimenticato il vorticoso percorso di crescita evidenziato quest'anno. Nei suoi valori fondamentali il Mondiale 2017 ha ricalcato quello 2016, con Mercedes nettamente avanti a Red Bull e a seguire tutti gli altri. L'unico significativo passo in avanti lo ha fatto la Ferrari, in grado di mettere paura a Lewis Hamilton fino all'infausto trittico asiatico e sottrarre ben 100 punti alla Red Bull rispetto al 2016, grazie ad un progetto tecnicamente azzeccato e ad uno sviluppo finalmente riuscito e costante nell'arco dell'anno. Ora manca un ultimo step per mettersi davvero alle spalle la Mercedes. Quello più difficile, come ogni risalita insegna.

Cosa funziona: pilota, squadra, progetto

Intanto la base di partenza è importante: non è certo che la prossima Ferrari abbia caratteristiche identiche alla SF70-H, ad esempio per quanto riguarda il passo corto. Ma certo il progetto base nato lo scorso inverno è risultato funzionale ai circuiti più tecnici, non c'è più la cronica ricerca di un carico aerodinamico insufficiente delle ultime stagioni, le fondamenta su cui lavorare sono solide. Lo sviluppo, altro punto debole dell'ultimo quinquennio, ha finalmente funzionato, e la nuova architettura orizzontale del team sembra funzionale allo sfruttamento ottimale delle competenze interne. Se la squadra è un punto di forza, Sebastian Vettel ha dimostrato, in una stagione non priva di errori, di essere comunque pilota in grado di raccogliere tanti punti se si punta al Mondiale. Si riparte da qui, cercando di focalizzare al meglio le aree in cui occorre migliorare.

Cosa serve: cavalli e più punti da Kimi

A Maranello si dicono ben consci di dove serve mettere le mani per migliorare le prestazioni della rossa e chiudere definitivamente il gap con Mercedes, l'inverno di lavoro sarà lungo. Certo se la SF70-H è stata imbattibile sulle piste più lente e tecniche grazie ad una maneggevolezza invidiabile e ad un carico aerodinamico mai deficitario, sul veloce Marchionne ha spesso dovuto masticare amaro, come a Baku (la settimana dopo scattò l'avvicendamento del capo motorista) e Monza. Per battere le Mercedes serve trovare altri cavalli nella power unit, le differenze viste quest'anno (in qualche occasione anche con Force India e Williams) non sono ascrivibili solo all'aerodinamica, e nemmeno la questione olio può essere stata tanto decisiva. Non per niente, quando la Ferrari ha evidentemente forzato su questo fronte, sono arrivate le rotture in Malesia e Giappone. La migliore 'finestra di utilizzo', vista la crescita Mercedes nella seconda metà di stagione, non è più sufficiente. E servirà anche una vettura più a proprio agio sulle mescole più dure, nel 2017 più funzionali alle Mercedes. Ma soprattutto serve un Kimi Raikkonen più incisivo per mettere davvero pressione a chi sta davanti. Vero che senza vincoli di campionato avrebbe probabilmente vinto Monaco e Budapest, ma il suo apporto, anche rispetto a quanto Bottas ha portato alla Mercedes, non è stato sufficiente. La pressione, con Leclerc sulla Sauber, non gli mancherà.

Non solo Ferrari-Mercedes: occhio ai motorizzati Renault

Anche perché non è così scontato che anche nel 2018 la sfida si debba limitare a Mercedes e Ferrari. Nel Circus ci si attende un grosso miglioramento dei motori Renault, che potrebbe consentire a Red Bull di inserirsi finalmente in pianta stabile nella disputa. E occhio anche alla McLaren, che qualcuno ha accreditato nel finale di stagione di avere addirittura il miglior telaio in pista, con Fernando Alonso che non vede l'ora di montare il motore francese sulla propria macchina. Lo stesso team Renault, con l'ingaggio di Sainz accanto a Hulkenberg e dell'ex tecnico Fia Budkowski, che lavorerà per il team con i segreti tecnici di tutti gli avversari in tasca, punta in alto. Chissà che, mentre a Parigi Liberty Media e i team litigano su come rendere più equilibrate le corse, il Mondiale 2018 non lo sia senza bisogno di interventi esterni.

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