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Schumacher e i 7 motivi per cui non lo dimenticheremo mai
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Pubblicato 29/12/2015 alle 11:03 GMT+1
A 2 anni dall'incidente di Meribel, ripercorriamo in punti salienti una carriera e una vita dedite alla Formula 1. Dai titoli in Ferrari al doppio ritiro, per il tedesco che in Italia non era nemmeno troppo simpatico
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Sono passati due anni esatti dal drammatico incidente sulla neve che ha cambiato la vita di Michael Schumacher costringendolo a condizioni vegetative delle quali peraltro non si hanno piรน notizie certe da quando ha lasciato lโospedale di Losanna nellโautunno 2014. Un velo di mistero posto dalla famiglia, che ha sempre chiesto la massima privacy sulle condizioni dellโex pilota, ottenendola in (quasi) tutte le occasioni.
Senza volerci crogiolare nel dolore di un campione che difficilmente rivedremo al pieno delle proprie capacitร psicofisiche vogliamo perรฒ, a 2 anni dal terribile incidente di Meribel, ricordarne le gesta in pista e lontano da essa: i 7 motivi per cui, siamo certi, Schumi non verrร mai dimenticato da tifosi, appassionati di Formula 1 e semplici amanti di sport.
Le vittorie
7 Mondiali memorabili, correndo 308 Gp e vincendone 91, conquistando per 155 volte il podio con 68 pole position. Numeri al momento irraggiungibili che ne fanno il pilota piรน titolato di tutti i tempi.
Il rapporto con la Ferrari
Dei 7 titoli, 5 li ha vinti consecutivamente con la Rossa di Maranello. Un rapporto, quello con la scuderia italiana, che non ha avuto eguali nel circuit. Dal 2000 al 2004 un dominio assoluto e delle relazioni (un rapporto durato dal 1996 al 2009), viene in mente soprattutto quella col presidentissimo Luca Cordero di Montezemolo, che ancora oggi sono legami forti che anche ospedali e letti non hanno saputo dissolvere.
Il suo essere tedesco fino in fondo
Oltre ad aver dato lustro alla Germania essendo stato il primo tedesco a diventare campione del mondo di Formula 1, nonchรฉ icona piรน popolare del circuit fino al 2006 (dati che derivano da un sondaggio fatto direttamente dalla FIA); come dimenticare le sue interviste, anche coi giornalisti italiani, sempre e comunque in inglese (o tedesco laddove possibile). Un dettaglio nemmeno troppo piccolo che lโha reso antipatico a tanti compatrioti, che non hanno mai digerito la sua riluttanza ad imparare la nostra lingua, nonostante i 13 anni di lavoro nella scuderia che piรน italiana non si puรฒ.
Lโincidente di Silverstone nel 1999
Fu lโunica volta in cui Schumi rischiรฒ la vita in pista. Finรฌ con la sua Ferrari nelle protezioni della curva Stowe rompendosi tibia e perone e saltando quasi lโintera stagione. Ai tempi fu una cosa gravissima, che ne condizionรฒ una stagione (con titolo finito a uno dei suoi piรน storici rivali, Mika Hakkinen) ma in confronto a quanto accaduto due anni fa, รจ niente.
Le rivalitร
Abbiamo fatto cenno ad Hakkinen, pilota con il quale Schumi lottรฒ strenuamente per diversi anni e che considerรฒ quello che piรน rispettรฒ durante la sua carriera. Un avversario tosto ma leale, con il quale cโera stima reciproca. Piรน di quella che intercorreva tra il tedesco e Jacques Villeneuve o Demon Hill ad esempio, con cui furono storici i duelli a metร anni โ90 quando i due erano gli alfieri della Williams Renault. Sportellate in pista e fuori, alle quali Michael non ha mai rinunciato, seppur con il distacco e la freddezza di un tedesco.
Il doppio ritiro
Schumacher, un poโ come fece Michael Jordan, era talmente legato al mondo della Formula 1, che dopo il primo ritiro (22 ottobre 2006) decise di tornare in pista. Dopo tre anni da consulente Ferrari, la giacca gli stava stretta e decise di rimettersi la tuta da corsa. In seguito allโinfortunio di Massa durante le qualifiche del Gp dโUngheria nel luglio 2009, annunciรฒ il ritorno alle corse. Avrebbe dovuto chiudere lui la stagione in Ferrari al fianco di Raikkonen, ma dopo una decina di giorni il tedesco comunicรฒ di dover rinunciare allโincarico a causa di problemi al collo risalenti allโincidente di sei mesi prima, quando cadde da una Honda CBR 1000 durante le prove sul circuito di Cartegena. A fine stagione ci provรฒ la Brawn Gp dellโomonimo Ross, con cui lavorรฒ in Benetton e Ferrari, e riuscรฌ a convincerlo a tornare. Disputรฒ altre 3 stagioni in Mercedes (che aveva assunto le quote di maggioranza della Brawn) senza risultati clamorosi (9ยฐ, 8ยฐ e 13ยฐ) per poi ritirarsi definitivamente. Non riusciva a stare lontano dal brivido della guida โpericolosaโ ed รจ sempre stato un professionista impeccabile anche nella cura del proprio corpo.
Poco simpatico, ma tremendamente vincente
Ciรฒ che piรน di tutto sarร impossibile dimenticare dellโuomo e campione Schumacher รจ la classe innata in uno sport rischioso come pochi altri, che ha sempre governato e nel quale ha dominato grazie anche alle macchine perfette che gli venivano messe a disposizione. Uno sport, la Formula 1, del quale รจ diventato un pilota simbolo, che ne ha segnato lโepoca moderna.
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