Simone Biles ha fatto il suo vertiginoso ritorno in gara dopo diciannove mesi di assenza dalle pedane e ha ribadito di essere la Reginetta indiscussa della Polvere di Magnesio. La dominatrice della ginnastica artistica si è distinta agli US Classic, gara di livello nazionale andata in scena a Indianapolis e che funge da preparazione ai Campionati Nazionali/Trials di fine giugno. La pluri Campionessa Olimpica e del Mondo ha giganteggiato in lungo e in largo, imponendosi con un roboante 58.400 nel concorso generale individuale. La 24enne avrebbe anche tranquillamente sfondato il fatidico muro dei 60 punti nell’all-around (valicabile soltanto da lei con l’attuale codice dei punteggi), se non fosse caduta per ben due volte: la prima al corpo libero sull’ultima diagonale (lo strabiliante doppio avvitamento-doppio raccolto, ha messo le mani a terra), la seconda alle parallele asimmetriche (sulla combinazione Maloney-Tkatchev a metà esercizio). Per lei si tratta del quinto trionfo in questa competizione, ha difeso il titolo conquistato nel 2019 (lo scorso anno non si gareggiò a causa dell’emergenza sanitaria).
La fuoriclasse di Columbus ha portato in gara la sua grande invenzione, quella tanto provata durante lo stop forzato a causa della pandemia: l’impossibile Yurchenko-doppio carpio al volteggio, una difficoltà mai eseguita prima da una donna e che fino a stanotte faceva parte esclusivamente dell’universo maschile. Simone Biles lo ha eseguito perfettamente, ottenendo il punteggio complessivo di 16.100: 6.6 il D Score (il più elevato alla tavola, scalzato il 6.4 del Produnova e del suo Biles I), 9.5 per un’esecuzione da manuale. Entrerà così nel Codice dei Punteggi col suo nome la quinta volta (la seconda al volteggio, poi ha due elementi al corpo libero di difficoltà G e J, e uno di livello H alla trave).
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Nonostante gli errori, i punteggi sono stati elevatissimi anche al quadrato (14.250, inverosimile 6.7 di D Score) e sugli staggi (13.200, 5.9 la nota di partenza), mentre alla trave ha timbrato un roboante 14.850 (6.5 le difficoltà). Rientro in gara impeccabile, a oltre un anno e mezzo dall’ottobre 2019, quando ai Mondiali vinse cinque medaglie d’oro sulle sei disponibili, suo grande obiettivo anche alle Olimpiadi di Tokyo 2021 distanti appena due mesi.

Simone Biles

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La gara odierna serviva ai vertici tecnici anche per capire il livello delle ginnaste, fuori gara da un anno e mezzo (nel migliore dei casi). Jordan Chiles ha concluso al secondo posto il giro completo (57.100), terzo posto per Kayla Di Cello (56.100), giù dal podio Grace McCallum (55.100). Non erano i nomi più attesi, ma le annunciate stelle della vigilia non hanno incantato più di tanto: Morgan Hurd, Campionessa del Mondo all-around nel 2017, si è limitata a trave (13.200, 5.6) e corpo libero (12.900, 5.1), Sunisa Lee ha svolto metà gara (13.500 alle parallele con 6.0 di difficoltà e 13.350 alla trave partendo da 6.1, poi si è fermata), Jade Carey (già qualificata alle Olimpiadi con un pass nominale) ha deciso all’ultimo minuto di non esibirsi a volteggio e quadrato dove è una delle migliori interpreti mondiali.
Solo volteggio per Riley McCusker (14.400), MyKayla Skinner ha convinto esclusivamente alla tavola (14.700). E i rientri dopo una lunga inattività? Lauren Hernandez, argento alla trave alle Olimpiadi di Rio 2016, non è andata oltre un modesto 12.200 sull’attrezzo a lei più congeniale (5.1); Chellssie Memmel, fuori dai giochi da un decennio e con due maternità alle spalle, ci ha messo tanto cuore per provare a ritornare la ragazza capace di vincere il Mondiale all-around 2005 ma un 13.750 al volteggio e una trave da 11.800 (5.6) non possono bastare, al momento, per puntare ai Giochi.

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