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Pubblicato 15/07/2012 alle 21:53 GMT+2
Alberto Busnari racconta le sue esperienze e i suoi sogno olimpici a Eurosport. Lo specialista del cavallo con maniglie a Londra centrerà la sua quarta apparizione ai Giochi guidando la squadra maschile che annovera gli altri senatori Morandi, Pozzo e Angioletti oltre all'esordiente Ottavi
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Alberto Busnari è una di quelle persone che riesce a definire pienamente la parola sport. A 33 anni il ginnasta di Melzo è pronto a prendere parte alla sua quarta Olimpiade a Londra. Un traguardo straordinario, che ovviamente non cancella i ricordi delle precedenti esperienze a Cinque Cerchi...
Alberto, regalaci una fotografia delle tre Olimpiadi che hai disputato, Sydney, Atene e Pechino...
La prima, nel 2000, è stata sicuramente la più emozionante: sembra la classica frase fatta ma è la verità, raggiungere le Olimpiadi è il coronamento di un sogno, un obiettivo importantissimo per qualsiasi atleta in una cornice splendida come quella di Sydney. La seconda, almeno per me, è stata la più deludente: arrivavo a quell'appuntamento ad Atene in una delle mie migliori fasi dal punto di vista della maturazione atletica, ero vice-campione d'Europa al cavallo e avevo delle grosse ambizioni; il fatto di non entrare in finale nonostante avessi eseguito un buon esercizio mi ha dato una delle 'botte' sportive più forti della mia carriera, considerando anche che ad Atene ci furono tutti quei 'giochini' in giuria... La terza Olimpiade viceversa ha rappresentato per me una piacevole sorpresa: nel 2006 mi ero rotto l'adduttore e si stavano già avvicinando i 30 anni e quindi arrivare ai Giochi così, rincorrendoli, con la qualificazione miracolosa dei Mondiali di Stoccarda, è stata una bellissima emozione: me la sono goduta e ho ottenuto il mio miglior risultato, con un 10° posto a 5 centesimi dalla finale.
Ora arrivano i Giochi di Londra, conquistati ancora una volta in maniera a dir poco sofferta...
Sì, è una situazione che avvicino un po' a quella di Pechino: anche in questo caso arriviamo ai Giochi dopo aver ottenuto la qualificazione all'ultimo respiro, grazie al secondo miracolo sportivo ottenuto con tutti i miei compagni nel Test Event di gennaio. La speranza è quella di poter riuscire a scalare quelle due posizioni che, dal 10° posto del 2008, mi permetterebbero di raggiungere la finale olimpica al cavallo con maniglie, il che sarebbe un po' il coronamento della mia carriera dopo tante finali europee e mondiali.
La composizione della squadra azzurra sostanzialmente è sempre la stessa, segno di una generazione che non vuole proprio mollare e che continua a ottenere risultati quasi impronosticabili. Qual è il vostro segreto?
Negli ultimi anni si sono staccati Cassina e Coppolino, ma credo che ormai i risultati parlino per noi. Pur essendo tutti ginnasti molto diversi, ci siamo sempre completati benissimo, sia a livello di specialità (io ad esempio faccio 3 attrezzi e Angioletti gli altri 3) sia soprattutto a livello di gruppo: nel corso degli anni si è creata una chimica perfetta e ad esempio a Tokyo (ai Mondiali 2011, ndr) quando abbiamo rischiato di star fuori dalle migliori 16 squadre c'è bastato uno sguardo la sera per mandarci il messaggio giusto, per capire che a gennaio sarebbe servita una gara di un altro livello, e così è stato. Dopo Pechino d'altra parte ci davano un po' tutti per "morti", ma evidentemente non si è ancora spenta quella "fiammella", quella voglia di mettersi sempre in gioco che sta dentro a ogni atleta.
La formula alle Olimpiadi è cambiata e le squadre sono formate solamente da 5 ginnasti, non più 6 come nelle edizioni precedenti. Cosa cambia nella sostanza?
Dal punto di vista degli attrezzi da eseguire in gara cambia veramente poco per noi, ma dispiace perché abbiamo ottenuto la qualificazione in 6 e di conseguenza un ginnasta (Lorenzo Ticchi, ndr) è stato costretto a rimanere a casa. Anche a livello internazionale le gerarchie credo non cambino molto. In ogni caso la nostra preparazione negli ultimi mesi è stata concentrata sulle individualità: sapendo che non abbiamo grosse chance a livello di squadra, ci concentriamo sulle nostre "punte". Da parte mia ho reinserito tutte le difficoltà al cavallo con maniglie, Matteo Morandi si giocherà tutto agli anelli come Matteo Angioletti, che ha ripreso anche i suoi salti al volteggio. Enrico Pozzo sarà l'unico a portare il programma del concorso generale e con lui il nostro esordiente, Paolo Ottavi.
Parlando di individualità arriviamo al tuo esercizio al cavallo con maniglie e soprattutto al movimento che hai inventato in questa specialità. Dal 2009 esiste il "Busnari", prova a spiegarci di cosa si tratta...
L'originalità sta nel fatto che io ho inventato il collegamento tra due movimenti già esistenti: partendo da uno Stöckli alla verticale eseguo una rotazione di 360 gradi con spostamento da una parte all'altra del cavallo ripartendo poi con i mulinelli Thomas... Per intenderci, l'impostazione è la stessa dell'uscita in verticale, ma l'aspetto innovativo è legato al fatto che io dopo la rotazione non scendo ma proseguo il movimento circolare in Thomas.
Cassina ad Atene vinse l'oro presentando un movimento con il suo nome... Un buon auspicio?
Beh, speriamo... Se succede davvero mi tocca pagare da bere a Igor (ride...). A parte gli scherzi eseguire alle Olimpiadi un movimento che porta il mio nome rappresenta un ulteriore motivo d'orgoglio, ma la cosa più importante è che questo mi permette di allinearmi ai migliori specialisti del mondo come punteggio di partenza. Sento di avere le carte in regola per giocarmela fino in fondo: se penso all'Europeo dell'anno scorso in qualifica ero 3°, davanti a Smith e poco distante da Berki, che sono probabilmente i due ginnasti che partono con più chance al cavallo.
Come vedi la gara al cavallo con maniglie: chi sono i favoriti e con quanti avversari ti giocherai un posto nella finalissima dei migliori otto?
Berki, anche se in un momento storico ormai diverso, secondo me si può paragonare al romeno Urzica, uno dei migliori specialisti di sempre all'attrezzo, e anche Smith ha un esercizio ricchissimo di difficoltà. Alle spalle di questi due c'è un gruppetto di 5-6 ginnasti che se la può giocare, compreso Uchimura che può raggiungere veramente tutte le finali... Per l'accesso in finale credo che ci siano una ventina di ginnasti candidati, poi ovviamente conta l'esecuzione del proprio esercizio e serve anche quel pizzico di fortuna per entrare nei migliori otto.
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ITALIA, LE SQUADRE OLIMPICHE DELLA GINNASTICA ARTISTICA A LONDRA 2012
Nazionale maschile: Matteo Angioletti, Alberto Busnari, Matteo Morandi, Paolo Ottavi, Enrico Pozzo.
Nazionale femminile: Giorgia Campana, Erika Fasana, Carlotta Ferlito, Vanessa Ferrari, Elisabetta Preziosa
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