Non appare probabile, e forse nemmeno realistico, vedere Francesco Molinari ripetere i fasti del 2019, quando andò a sei buche dal vincere il suo secondo Major in carriera. Ma ad Augusta il torinese può senza dubbio dire di arrivare in buono stato, visto come è andata la prima parte del 2021 per lui.
Andiamo a ricapitolare i suoi tre migliori risultati di quest’anno: ottavo posto all’American Express e al Genesis Invitational, decimo al Farmers Insurance Open. Piazzamenti, questi, che gli hanno consentito di rientrare rapidamente nel novero dei primi 100 dell’OWGR, attualmente abbandonati perché dopo il Players (dove non ha superato il taglio) non si è più presentato al tee shot della prima buca.
Augusta Masters
Matsuyama conquista la Green Jacket
12/04/2021 A 05:27
Dopo un 2020 che lo ha visto coinvolto nel trasferimento dalle terre inglesi a quelle americane, che unito al Covid-19 imperante ovunque lo ha costretto a giocare pochissimi tornei, molti dei quali con poca fortuna, l’anno olimpico per “Chicco” sembra riportare della luce. Non quella dell’Open Championship 2018, ma sicuramente una buona, di quelle che mostrano ancora la viva presenza tra i migliori di un uomo che, a un certo punto, si è ritrovato a essere numero 5 del mondo.
I tanti cambiamenti dell’ultimo anno, a cominciare dal luogo di vita e per finire con il caddie, sono diventati a quel punto funzionali per le prime fasi di quest’anno, che hanno restituito al golf un Molinari convinto, più incisivo rispetto al periodo più difficile della propria parabola, coinciso con le settimane e i mesi successivi al Masters e poi con il 2020 (o quel poco in cui è stato assieme ai suoi compagni di viaggio).
Con il Masters, al di là del 5° posto di due anni fa, Molinari ha un rapporto con tante valenze diverse, di cui qui ne riportiamo due. La prima è legata alla media dei piazzamenti da lui ottenuti nelle sei occasioni (su nove) in cui ha passato il taglio, che fa 26, a testimonianza di un rendimento comunque di buon livello, sebbene inferiore all’Open Championship o meno favorevole rispetto al “suo” PGA Championship (dove ha colto tre top ten). La seconda riguarda i primi anni di “Chicco”: prima ancora di giocare per la prima volta all’Augusta National, infatti, era stato caddie di suo fratello nel 2006, quando fu proprio Edoardo a debuttare in quello che sarebbe stato il primo dei suoi quattro Masters disputati (11° posto nel 2011 come miglior risultato).
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Augusta Masters
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