Andrea Dovizioso scalpita per tornare in sella. Dopo la caduta rimediata in una gara regionale di motocross tre giorni fa, il forlivese si è sottoposto a tutti gli esami di rito e la TAC ha dato esito negativo: nessun infortunio per il motociclista, che dunque potrà partecipare ai Test MotoGP in programma il 12-14 aprile a Jerez de la Frontera. Il 35enne lo farà con l’Aprilia, dopo aver lasciato la Ducati al termine della passata stagione, e proprio su questo aspetto si è soffermato in un’intervista concessa a Sky Sport. Il ribattezzato Dovi è stato molto chiaro: “Oggi vivo alla giornata. Per me è importante stare su una MotoGP e ringrazio l’Aprilia per l’occasione. Abbiamo i test a Jerez e poi vedremo, in questo momento la risposta giusta è ‘mai dire mai’. Un sogno? Vincere con Aprilia sarebbe qualcosa di wow, ma so bene quante siano le difficoltà. Sognare va bene ma serve procedere passo dopo passo. Spero di dare una mano”.
Il già vicecampione del mondo ha proseguito: “L’Aprilia nei test a Losail è andata bene, Aleix Espargaro è andato molto forte, ma che lui sia veloce lo aveva già dimostrato anche in passato. Sono curioso di vederlo in gara. In tanti sono andati molto forte ma Losail è una pista particolare e servirà aspettare per capire qualcosa di più”.
Andrea Dovizioso non parteciperà al Mondiale MotoGP che prenderà il via nel weekend del 26-28 marzo, salvo novità nei prossimi mesi. Il centauro ha comunque fatto un punto della situazione e ha analizzato il campionato: “Ho visto tanti piloti competitivi, sono andate bene le due Ducati, ma in Qatar era noto. I due piloti Suzuki, Mir e Rins, li vedo benissimo. Ma solo nelle gare vere e proprie escono dettagli che saranno fondamentali, è difficilissimo fare pronostici. Anche Miller ha dimostrato una velocità maggiore degli altri. Morbidelli e Rossi? Bisogna vedere che condizioni troveranno nel weekend”.
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Non essere sulla griglia di partenza gli fa comunque un certo effetto: “Non essere in MotoGP quest’anno un po’ di amarezza me la lascia, anche perché mi sento ancora competitivo. Invece mi rende orgoglioso aver lavorato con grandi professionisti. Farlo in un’età avanzata è una soddisfazione diversa, visto che è più complesso”.

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