Caro Marco,
Immaginarti oggi nel giorno del tuo 34° compleanno è un esercizio semplice perché non saresti cambiato di una virgola. Questa era la tua forza e al tempo stesso la dote più straordinaria che ti ha reso quell'eroe così amato in tutto il mondo.
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Avresti qualche ruga in più sul viso e i primi capelli bianchi si inizierebbero a scorgere in quel cespuglio di ricci che fuoriuscivano dal casco biancorosso che indossavi quando scendevi in pista. Saresti ancora circondato dalle persone di cui avevi imparato a fidarti e che erano molto più che semplici collaboratori o amici, veri e propri membri di una famiglia allargata che ti accompagnava in giro per il mondo e con la quale ti sentivi pronto a battere qualsiasi avversario. Conteresti i giorni che ti separano dai test invernali e ti alleneresti con ancora più feroce determinazione per migliorare, perché non ti riusciva proprio dare meno del 101% di te stesso quando di mezzo c'erano le moto e le corse.
Marquez, pur con i suoi acciacchi del momento, sarebbe ancora la gatta più dura da pelare in pista, Dovizioso probabilmente ti mancherebbe quest'anno dopo i mille duelli da ragazzini con le minimoto, Valentino Rossi l'amico-mentore col quale allenarsi periodicamente, confrontarsi e fare i conti ogni weekend di gara, anche ora che le primavere sono quasi 42, e nel frattempo dovresti misurarti con le nuove giovani leve che hanno già dato del filo da torcere ai veterani, molte teste piene di ricci come la tua tra cui Alex Rins e Franco Morbidelli.
Non ti saresti sentito inferiore a nessuno in griglia e in cuor tuo ti saresti detto "quest'anno gli spacchiamo il c..o". Avresti regalato sorpassi mozzafiato, cercato pertugi impossibili nei quali passare per inseguire il tuo sogno e avvicinarti a quel gradino più alto del podio che tutto rendeva più bello e da cui il tuo sorriso appariva più radioso. Te ne saresti sbattuto delle critiche e dei giudizi delle orde di haters da "social" che imperversano in questo pazzo mondo e avresti fatto tesoro degli appunti e dei consigli costruttivi delle persone di cui sapevi di poterti fidare.
Avresti tifosi in ogni parte del mondo ma la fama, il denaro, le cicatrici, i momenti belli e le difficoltà non modificherebbero la tua indole e la purezza del Sic, il guerriero indomabile che non aveva bisogno di indossare maschere per apparire diverso da quello che era. Un campione che non si vergognava di essere se stesso dentro e fuori dalla pista, che non cercava scuse quando sbagliava, non faceva calcoli né tanto meno accettava compromessi. Un ragazzo che ha trasmesso gioia alla gente e che un destino bastardo ci ha tolto troppo presto consegnandolo all'immortalità.
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