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Prima vittoria in carriera di Zarco davanti a Bagnaia. Martin sbaglia gomme ed è 5° dopo aver dominato tutta la gara
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Pubblicato 21/10/2023 alle 05:59 GMT+2
MOTOGP - Incredibile epilogo del Gran Premio d'Australia, 16mo atto del mondiale 2023 della MotoGP. Jorge Martin sceglie la soft al posteriore e domina per tutta la gara, sino però a cedere del tutto all'ultimo giro. Ne approfitta Zarco che rimonta e vince la prima corsa della sua carriera nella classe regina, davanti a Bagnaia e a un super Diggia. Martinator è 5° dietro a Binder e a -27 ora.
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Video credit: Eurosport
Se vi siete svegliati per vedere la gara vera del weekend della MotoGP in Australia, straordinariamente di scena al sabato per i problemi meteo previsti per la domenica, avete fatto bene. Altra corsa che entra di diritto negli annali della disciplina, con un ultimo giro a dir poco incredibile.
Partiamo dal vincitore: Johann Zarco. Il francese vince per la prima volta in carriera nella classe regina dopo tanti tentativi. Sembrava ormai con la testa al prossimo anno l'alfiere del team Pramac, pronto ad affrontare la sfida alquanto complicata di riportare in alto la Honda. Ma dopo diverse prestazioni negative, Johann clamorosamente si risveglia in Australia conquistando il suo primo trionfo in MotoGP alla "tenera" età di 33 anni.
Ma più del dato statistico bisogna parlare del come è arrivato il successo di Zarco. Sì perché la gara era stata a dir poco dominata dal solito Jorge Martin. Come a Mandalika, lo spagnolo parte a bomba e a suon di giri veloci va via, lasciando la concorrenza a distanza di sicurezza. Ma la scelta di gomme di Martinator lascia subito perplessi, con la soft al posteriore che si distrugge dopo poche tornate. In verità Martin tiene bene la prima piazza, amministrando a dovere il grande vantaggio sui rivali, sino però a crollare all'ultimo giro.
Tornata finale da deboli di cuore. Martin non ne ha più e da dietro arrivano come degli avvoltoi il gruppo degli inseguitori con Binder, Zarco, Di Giannantonio e Pecco. I quattro lottano da inizio gara per il podio, lontanissimi però da Martinator. Ma come detto, Jorge crolla e quindi gli altri si ritrovano sul leader nel finale. Ne esce fuori un ultimo giro da urlo dove il più lesto è il francese che conquista la vittoria davanti a Pecco al super Diggia, per un podio tutto Ducati. Martin nel rettilineo finale si fa beffare anche da Binder per la quinta piazza finale.
Disastroso quindi Martin. O meglio, in verità fino al giro 26 la sua gara era stata perfetta, con una prima fase a bomba e poi una seconda di amministrazione. Sfortunatamente per lui la corsa finisce sotto la bandiera a scacchi, nel finale la soft lo molla e praticamente non riesce a stare più in pista, naufragando. Da una corsa assolutamente favorevole si trasforma in un incubo per un suo errore di valutazione. Dalle prime libere si era visto che il consumo di gomme era veramente elevato sul tracciato di Phillip Island, con tutti i riders in gestione. E' vero che fino alla penultima tornata la corsa era stata perfetta, ma la soft al posteriore era un azzardo troppo grosso, da evitare. Peccando forse di superbia Jorge l'ha montata lo stesso e ora ne paga le conseguenze, crollando nella generale a -27 su Pecco. Dopo Mandalika, un altro errore grave. Con la media avrebbe vinto.
Pecco quindi ringrazia e se ne va nella generale. Gara guardinga di Bagnaia che in verità non cattura mai l'attenzione, dietro a Binder e al buon Diggia. Ma al contrario di Martin lui gestisce la gomma dal primo all'ultimo giro e così nel finale ne ha per attaccare Fabio e Martin, conquistando un secondo posto che vale oro soprattutto in ottica mondiale. Altro atto favorevole all'italiano nella lotta per il campionato, un regalo clamoroso dello spagnolo che anche in questo weekend ne aveva di più di Pecco in termini di velocità, ma ancora una volta non ne approfitta. Il mondiale si vince così, non facendo mosse avventate e fuori luogo.
Chiude il podio uno stratosferico Fabio Di Giannantonio. Incredibile vedere come il Diggia, nel momento in cui Marquez ha firmato per la sua moto per il 2024, ha cambiato marcia, trovando finalmente la quadra nella classe regina. Fabietto è ultra competitivo dal primo metro, stando dietro al buon Binder all'inizio per poi attaccarlo nella seconda fase, rimanendo saldamente secondo dietro all'imprendibile Martin. Nel convulso finale l'italiano è terzo dietro a Pecco. Primo podio in carriera nella classe regina per lui, speriamo veramente di poterlo vedere anche l'anno prossimo in MotoGP, se lo merita. Ora ha trovato la competitività e la maturità giusta per stare tra i grandi. Sarebbe un gran peccato perderlo.
Quarto Binder. L'alfiere della KTM con la dura al posteriore è secondo per una decina di giri, poi è passato da Diggia ma rimane comunque nel gruppo. Prende paga nel giro finale, ma comunque ha anche lui la meglio su Martin. Contando il sesto posto di Bezzecchi, è l'unica non Ducati nei primi sei, come al solito.
Dietro i primi cinque il vuoto. Sesto il Bez che nel finale ha la meglio di un gruppone composto da Miller, Aleix e Alex Marquez. Top ten chiusa da Bastianini.
Diversi i delusi. Oltre a Martin male Marquez che anche lui sceglie la soft dietro, parte a fionda ma poi crolla per la 15ma piazza davanti al tristissimo Quartararo. Morbidelli fuori dai punti, ancora a terra Mir.
Ora però non si può festeggiare. Domani ancora in pista per la sprint, meteo permettendo.
Tabellino
La classifica: Zarco, Bagnaia, Di Giannantonio, Binder, Martin, Bezzecchi, Miller, Aleix, Alex Marquez, Bastianini, Vinales, Marini, Oliveira, Quartararo, Marquez.
La cronaca in cinque momenti
- Pronti via e Martin parte bene davanti a Binder. Terzo Bagnaia, poi Miller, Diggia, Marquez, Aleix, Zarco. Super Diggia nelle prime fasi passa Miller e Pecco, salendo sul podio. Bene anche il Cabroncito con la morbida al posteriore velocissimo nelle prime fasi. In pochi giri Martin ha già un secondo e mezzo di vantaggio su Binder che ne ha altrettanto su Diggia. Poi gruppone con Pecco, Marquez e Zarco. Settimo Aleix, poi Miller, Bezzecchi che entra nei dieci e Alex Marquez.
- Dieci giri percorsi. Martin ha 2 secondi e mezzo di vantaggio su Binder che ha un secondo di vantaggio su Diggia davanti di un secondo su Pecco. Poi Zarco, Marquez, Aleix, Miller, Alex Marquez e Bezzecchi che ha perso la posizione. Ci si aspetta che la morbida al posteriore di Martinator decada, ciò però non accade e lo spagnolo continua a spingere. Crolla invece Marquze che in breve si fa passare da Aleix e Miller. Bravo Jack a superare l'Aprilia di Espargaro poco dopo per salire in sesta piazza.
- Si arriva a metà gara. Martin sempre primo con 3 secondi di vantaggio su Binder, poi Di Giannantonio. Bagnaia e Zarco recuperano e arrivano su Diggia, che a sua volta recupera sulla KTM di Brad. Bravissimo Fabietto a incollarsi a Binder, mentre anche Zarco è vicinissimo a Pecco. Dietro sesto Miller in solitaria, settimo Alex Marquez in rimonta, poi Aleix, Marc Marquez e Bezzecchi. I tempi sono maturi e Di Giannantonio attacca e passa Binder, mentre al giro 21 Zarco supera Pecco.
- Martin amministra e tiene due secondi di vantaggio su Diggia. Terzo Binder, poi Zarco e Bagnaia che fatica. Crolla Miller che si fa passare da Alex Marquez e da Aleix. Nono Bezzecchi, poi Marquez. Dal nulla Brad attacca e passa Di Giannantonio che va un po' in crisi e si fa beffare anche da Zarco.
- Ultimi giri. Binder con la dura prova a chiudere il gap con Martin che nel finale accusa un calo di gomme incredibile, ma è Zarco a fare la voce grossa e prima passa Brad, poi all'ultimo giro recupera su Martin che non ne ha più e va a vincere. Martinator in crisi nera non ne ha più e così passano Pecco secondo, Diggia terzo e Binder quarto. Buon sesto posto del Bez che ha la meglio nel finale sul gruppone con Miller settimo, Aleix e Alex Marquez.
La statistica chiave
Primo successo in carriera per Zarco, primo podio nella classe regina per Fabio Di Giannantonio. Prima volta a Phillip Island che una Ducati vince senza Casey Stoner.
La dichiarazione
Francesco BAGNAIA: "Sapevo che quelli davanti stavano spingendo, forse troppo. Così sono stato attentissimo per tutta la corsa. Avevo visto Martin in crisi, Zarco nell'ultima parte era troppo forte. Sono molto felice, un altro weekend dove abbiamo lavorato bene e guadagnato punti".
Il tweet da non perdere
Il migliore
Johann ZARCO: Primo successo in carriera del francese, arrivato forse nel momento più impronosticabile, date le prestazioni non all'altezza nelle ultime settimane. Dietro a Pecco per molti giri, attacca nel finale e regala al team Pramac la vittoria in una giornata non facile per la squadra dopo il crollo di Martin. Mai arrendersi, neanche a 33 anni.
Il peggiore
Jorge MARTIN: Può essere il peggiore in pista uno che è stato primo per 26 su 27 giri, dominando in lungo e in largo? Certo, se sbaglia clamorosamente la scelta di gomme. Facile parlare dopo, è però vero che tutti erano consci dell'enorme consumo di gomme a Phillip Island, per cui la soft veramente non aveva senso. Martinator invece ci prova, peccando un po' di superbia. La scelta non paga e si trasforma nel secondo errore di fila dopo quello in Indonesia. E così si ritrova a -27 nella generale, quando poteva essere davanti e anche di un bel po', data la velocità e la forma di questo periodo.
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