Non poteva che terminare con un grande spettacolo un mondiale GTWC tanto spettacolare e ricco di colpi di scena. Nella 3h Barcellona l'ultimo dei verdetti pesanti incorona ancora Raffaele Marciello, che dopo la vittoria nella classifica generale di Valencia si prende, assieme a Gounon e Juncadella, il titolo di campione europeo Endurance con la sua Mercedes AMG #88 del team Akkodis. Il 5° posto finale dell'equipaggio di Stoccarda è sufficiente per tenere dietro Antonio Fuoco, ad un passo dal sogno con la Ferrari Iron Lynx #71: il pilota azzurro è stato ben coadiuvato da Pier Guidi e Rovera, ma ha dovuto inchinarsi al team tutto italiano Porsche Dinamic #54, vincitore di giornata grazie ad una splendida strategia e all'ottimo lavoro del trio Bachler/Picariello/Cairoli. Terza la Lamborghini Emil Frey Racing #63.
Finale più che degno di nota per Valentino Rossi: il Dottore, assieme Vervisch e Muller, centra il settimo piazzamento stagionale in top10 concludendo 6° e registrando un primo stint estremamente solido. Miglioramenti che spingeranno l'ex MotoGP a continuare in questa categoria: "Mi vedo qui anche il prossimo anno, sono soddisfatto di questa stagione".
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La cronaca della gara

Inizia alla grande la Ferrari #71 Iron Lynx: Alessandro Pier Guidi scatta alla perfezione e stacca presto il resto del gruppo, macinando curva dopo curva parziali da record e allungando presto sulla Lamborghini #63 di Aitken e la Porsche #54 di Bachler. Il pilota azzurro, fenomenale sul passo gara, dà subito un segnale forte alla Mercedes AMG #88, con Juncadella inguaiato nella lotta in quinta posizione alle spalle di due solidissime McLaren. Ottimo invece l'inizio di Valentino Rossi: il Dottore guadagna due posizioni in partenza e gestisce poi alla perfezione gli pneumatici ingaggiando una bella battaglia con Ghiotto tra la 9° e la 10° posizione. Spettacolo in fondo al gruppo regalato da Fisichella, che guadagna tantissime posizioni con una serie di sorpassi entusiasmanti e si riscatta dopo la sfortunata mattinata di qualifiche.
Al primo cambio di sedile succede praticamente di tutto: l'Audi #32 di Feller assesta un duro colpo alla Mercedes Akkodis di Gounon con un super sorpasso inferto proprio ad inizio stint. Difficile anche il cambio per il team #46, con Muller che tocca la Porsche di Roda: contatto complicato da giudicare e risolto senza alcuna penalità inflitta. Lo svizzero del team WRT diventa poi assoluto protagonista scavalcando con un gran sorpasso la #159 di un mai domo Maldonado su McLaren, che nonostante le gomme usate tiene dietro per diversi giri la #88 complicando terribilmente la lotta per il mondiale. Ferrari #71 invece perfetta anche con Rovera, che mantiene lo stesso passo di Pier Guidi creando una voragine tra primo e secondo posto.
A gara in corso, mentre gli altri si davano battaglia, un soddisfatto Valentino Rossi ha detto la sua sul percorso stagionale in una categoria del tutto nuova, in cui ha tuttavia a più riprese ben figurato: "Sono contento, è stato il mio miglior stint della stagione, il più lungo. Avevo un buon passo con le gomme nuove, ho guadagnato due posizioni e poi sono rimasto con i top driver. Successivamente, con la gomma usata, sono rimasto in battaglia con Ghiotto, è stato bello, mi sono divertito ed è motivo di grande soddisfazione per me. Chiudo facendo quello che volevo: stare sui tempi dei migliori. Il campionato? E' più o meno quello che mi aspettavo, devi migliorare a stagione in corso e serve esperienza. Mi preoccupava soprattutto la parte endurance, ma sono contento della stagione e del team. Tornerò il prossimo anno? Sì, ci sarò".
Nella seconda metà dello stint centrale aumentano le difficoltà per la #71, con Rovera che impiega tantissimo tempo in un paio di doppiaggi e vede risalire pericolosamente la Lamborghini #63 con Costa e la Porsche #54 con un super Alessio Picariello. Concluso anche l'ultimo sorpasso su Scholze il pilota azzurro della Ferrari si difende con le unghie e con i denti, sostenendo la pressione dei due rivali praticamente appaiati fino ai pit stop.
Il momento decisivo è però dietro l'angolo: appena prima del pit Costa passa Rovera in pista, mentre Picariello opta per anticipare la sosta: una mossa che si rivelerà fenomenale nel timing, visto che la #54 del team Dinamic rientra al comando della corsa. Fuoco riesce intanto superare la Lamborghini e ad assestarsi secondo con la Iron Lynx #71, terzo al cambio pilota c'è perciò Bortolotti su Lamborghini #63. L'ultimo stint inizia alla grande per Cairoli su Porsche, che rischia grosso durante il doppiaggio di Nielsen ma riesce a sbrogliare la matassa restando al comando. Sfortuna clamorosa, invece, per il team Iron Dames: la Ferrari #83 era favoritissima per la vittoria del titolo Gold, ma con Frey alla guida si è piantata per problemi al cambio dicendo di fatto addio al sogno mondiale. Finiscono in lacrime le ragazze ai box: un ritiro che fa malissimo.
La safety car elimina i distacchi e regala un'ultima mezz'ora al cardiopalma: la ripartenza viene gestita alla perfezione da Cairoli, che guadagna un secondo su Fuoco e lancia la sua Porsche Dinamic #54 al comando a meno di mezzora dalla fine. La #71 lotta al limite delle proprie possibilità fino alla fine, ma a trionfare con ampio merito è il team italiano considerato anche che la seconda vettura della stessa marca, la Herbert, ha chiuso in 30a posizione. Al trio della Mercedes Akkodis #88 Marciello/Gounon/Juncadella basta la 5a piazza per conquistare il titolo nel mondiale Endurance, il secondo per l'italo-svizzero dopo la conquista ella classifica generale. Svanisce così sul più bello il sogno iridato di uno straordinario Fuoco: la sua Ferrari tornerà più agguerrita che mai il prossimo anno.

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