Giochi Olimpici

Lo sport come strumento di pace e comprensione tra i popoli: la visione che creò le Olimpiadi

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Olympics,1896, A General view of the Olympic stadium, (Athens)

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DaDaniele Fantini
23/06/2020 A 06:07 | Aggiornato 23/06/2020 A 06:07
@d_fantini

126 anni fa, il barone Pierre de Coubertin fondava il Comitato Olimpico Internazionale a Parigi: nel giro di due anni, lo spirito dei Giochi dell'antica Grecia sarebbe risorto con le Olimpiadi di Atene del 1896, trasformando il ruolo politico e sociale dello sport.

Il 23 giugno 1894, dopo un congresso tenuto all'Università parigina della Sorbona, il barone francese di origini italiane Pierre de Coubertin getta le basi per la fondazione del Comitato Olimpico Internazionale. Quel gesto, frutto di una particolare concatenazione di eventi storici, politici, sociali e culturali, avrebbe rapidamente trasformato la concezione dello sport, trasformandolo in uno strumento internazionale per promuovere la pace e la comprensione tra i popoli, concetti che, ancora oggi, formano l'ossatura delle Olimpiadi, il più grande e importante evento mondiale.

Il monumento eretto in onore di Pierre de Coubertin in occasione delle Olimpiadi di Tokyo.

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Le idee di de Coubertin mettono radici nel contesto generale di una Francia appena uscita dalla guerra franco-prussiana del 1870-71, una pesantissima sconfitta costata quasi 140.000 morti, oltre 140.000 feriti e quasi 500.000 prigionieri. Secondo il barone, l'impreparazione fisica dei soldati aveva avuto conseguenze molto negative nello sviluppo del conflitto e, per risollevare il morale della nuova generazione e prepararla a un'altra eventualità del genere, de Coubertin pensa di riformare il sistema educativo francese attribuendo allo sport e all'educazione fisica un ruolo più centrale. L'ispirazione nasce da un viaggio tra i college britannici e statunitensi, dove de Coubertin rimane affascinato dalla cura dell'educazione sportiva e, in particolare, dai valori fondatori del rugby.

La riscoperta di Olimpia riaccende la passione per l'antichità classica

La cerimonia tradizionale dell'accesione della fiaccola olimpica si tiene di fronte al Tempio di Hera, tra le rovine dell'antica città di Olimpia.

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Contemporaneamente, tra il 1875 e il 1881, un gruppo di archeologi tedeschi guidato da Ernst Curtius riprende i primi scavi del 1829 nella zona di Olimpia, in Grecia: il ritrovamento di una grande quantità di reperti riaccende l'interesse e l'entusiasmo per il mondo dell'antichità classica e i suoi eventi sportivi, rappresentati nella loro massima espressione dalle Olimpiadi.

L'idea di unire lo sport a un progetto mondiale di pace, volto a portare i giovani a confrontarsi sul campo piuttosto che in battaglia, assieme al desiderio di resuscitare l'antico spirito olimpico viene accolta con grande clamore, tanto da permettere l'organizzazione, in soli due anni, della prima edizione delle Olimpiadi moderne: come sede viene scelta Atene, capitale della Grecia e cuore pulsante dell'età classica.

Atene 1896: le prime Olimpiadi dell'età moderna

Lo stadio Panathinaiko di Atene gremito: nonostante la presenza di soli atleti amatoriali, le Olimpiadi del 1896 attirano un pubblico enorme.

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La prima edizione prevede 43 competizioni in 9 discipline (atletica leggera, ciclismo, ginnastica, lotta, nuoto, scherma, sollevamento pesi, tennis e tiro a segno) con la partecipazione di 285 atleti di 14 nazionalità differenti (la Grecia è la più rappresentata con 169, seguono Germania, USA, Francia, Regno Unito, Ungheria, Danimarca, Austria, Svizzera, Australia, Bulgaria, Cile, Egitto, Italia e Svezia). I Giochi, tornati in Grecia 1500 anni dopo la sospensione ordinata nel 393 dall'imperatore romano Teodosio, sono aperti soltanto ad atleti maschi non professionisti (eccezion fatta per la scherma), ma raccolgono comunque un enorme successo di pubblico: lo spirito olimpico torna in vita, destinato a diventare sempre più forte nel corso degli anni.

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