La peggior partita dell'Italvolley femminile, da due mesi a questa parte, si conclude comunque con una vittoria 3-0. Basterebbe questa considerazione per comprendere il valore del successo maturato contro Porto Rico, che consente alle Azzurre di restare a punteggio pieno nel Gruppo A - al pari di Belgio e Paesi Bassi - e di non concedere neppure un set durante una partita in cui le difficoltà sono state comunque evidenti. La Nazionale soffre infatti tantissimo in ricezione, non beneficia di un timing perfetto tra Ofelia Malinov, preferita ad Alessia Orro al palleggio, e le schiacciatrici, oltre a sbagliare troppo dai nove metri, almeno nei primi due set.
Ciò nonostante, le "ragazze terribili" mostrano carattere e orgoglio nei momenti in cui 2° e 3° set sembrano ormai vinti dalle avversarie. Sul 15-20 del 2° set, matura infatti una grandissima rimonta, conclusasi sul 25-21 con un break di 10-1 propiziato dall'ottimo turno in battuta della rientrante Elena Pietrini - il problema fisico alla schiena è soltanto un ricordo, ma la schiacciatrice di Scandicci oggi soffre moltissimo in ricezione pur dando, a tratti, spettacolo da posto 4 - e dalle giocate di una monumentale Caterina Bosetti (10 punti con 4 muri). 19 punti e 60% in attacco per Paola Egonu, quest'ultima devastante nel 1° set (10 punti) ma poi calata alla distanza, complice un'intesa tutt'altro che ottimale con Malinov.

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La partita

Tante, troppe difficoltà, in una partita dal pronostico decisamente a senso unico. I Mondiali 2022 confermano però quanto la Pallavolo non sia sport leggibile a priori e, in esso, non esistano risultati "obbligati" o dovuti. Lo insegna anche la Serbia, che supera soltanto al tie-break le resistenze della modesta Bulgaria praticamente in contemporanea al 1° set dell'Italia. Azzurre che partono con tre elementi nuovi nel 6+1 iniziale visto che, oltre a Malinov, ci sono anche Pietrini (al posto di Miriam Sylla) e Marina Lubian, quest'ultima chiamata a sostituire Cristina Chirichella. Coach Mazzanti sceglie la via del cambiamento e, nel giro di qualche rally, scopre che l'azzardo non sempre potrebbe pagare i dividendi sperati. Sia chiaro, Malinov rimane una palleggiatrice di assoluto talento - migliore nel ruolo durante la rassegna iridata 2018 - ma, col tempo, sembra aver perso qualcosa nell'intesa con il terminale di riferimento di questa Italvolley, ovvero Egonu. L'opposto Azzurra paga tanti passaggi a vuoto dai nove metri, fondamentale che anche nella trionfale Volleyball Nations League non aveva dato i frutti sperati fino alle Finals, considerate la sua incredibile potenza e l'enorme versatilità del suo servizio, ma si trova spesso a dover attaccare palloni imperfetti, con poco arco (o "pancia"), che la costringono anche a cambiare tempi e modi della rincorsa. Se a ciò si aggiungono le difficoltà in ricezione di tutta la squadra, perfino di una Monica De Gennaro regina assoluta dei fondamentali di seconda linea, e l'andamento a corrente alterna del posto 4 Azzurro, allora si comprende bene come la vittoria col Porto Rico sia ben più complicata del 3-0 finale.

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Se il quoziente punti crolla da 1.973 all'attuale 1.412, costringendo le Azzurre a "inseguire" Paesi Bassi (1.807) e Belgio (1.600) pur con stesso numero di partite e set vinti, è anche a causa di un approccio tutt'altro che perfetto al match contro Porto Rico, nazionale che aveva perso due set 15-25 all'esordio contro Britt Herbots e compagne. La mancanza di reattività su alcune coperture o su determinati tocchi a muro della prima linea è sicuramente dettata dal fatto che l'Italvolley sta svolgendo un lavoro importante in sala pesi anche ad Arnhem, per arrivare al top della forma durante la seconda fase, quando le sfide (quasi certe) contro Brasile, Cina e Giappone varranno una buona fetta di potenziale medaglia. Eppure, il carico fisico-atletico non giustifica affatto le enormi lacune mostrate oggi in ricezione (6 ace subiti, con le portoricane che addirittura giocano salto-flot piedi per terra), i ritardi e la scompostezza nel lavoro a muro, l'insolita incapacità di prendere tra le mani l'inerzia di ogni set per comandarlo, senza doversi affidare a rimonte - per quanto d'autore - incredibili ed errori delle avversarie. La sfida contro il Belgio, in programma martedì 27 settembre, sempre alle ore 18:00 sul taraflex del Gelredome sarà allora utilissima per valutare le ambizioni di questa Nazionale. Una partita storta, peraltro vinta 3-0, capita a tutte le grandi squadre e, forse, proprio il risultato netto certifica la differenza (in positivo) dell'Italia rispetto alle altre squadre chiamate a una medaglia iridata: oltre alla già citata Serbia, la Turchia ha perso 2-3 contro la Thailandia all'esordio, mentre il Brasile non ha certo brillato nel successo (3-1) sulla Repubblica Ceca. Questo Mondiale è un torneo lungo, in cui i passi falsi non mancheranno affatto. Averne evitato uno oggi, potrebbe risultare sinonimo di grande mentalità, anche quando il 6+1 schierato non è quello ormai titolarissimo.

Il tabellino

Italia - Porto Rico 3-0 (28-26; 25-21; 26-24)
  • Italia: Lubian 7, Gennari n.e., Bonifacio n.e., Malinov 3, De Gennaro (L), Fersino (L) n.e., Orro 1, Bosetti 10, Chirichella n.e., Danesi 5, Pietrini 15, Nwakalor 1, Sylla n.e., Egonu 19. All. Mazzanti.
  • Porto Rico: Venegas (L), Santos, Enright 9, Rojas n.e., Nogueras n.e., Reyes 2, Abercrombie 17, Ortiz, Valentin, Collazo, Hernandez n.e., Pillar 2, Ocasio 2, Velez (L) n.e.. All. Morales.

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