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Aggressività e freddezza, le chiavi del successo di Jon Aguiar
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Pubblicato 07/01/2013 alle 13:33 GMT+1
"Non programmo più gli obiettivi anno per anno. C'è così tanta sorte nel poker che non si possono programmare i final table o una certa cifra da vincere. Si gioca al meglio e poi si spera che vada tutto bene"
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Ha appena fatto il suo ingresso della top 100 dei migliori poker player, dopo una proficua gavetta che lo ha portato nel 2012 a vincere oltre 600 mila euro. Si chiama Jon Aguiar, statunitense di origine portoghese. Un ragazzo come tanti che ha iniziato a giocare grazie a un compagno di stanza e a qualche serata casalinga con amici e che ora, dopo essersi tolto qualche soddisfazione, racconta come ci è riuscito: "Ho vinto 10 mila dollari nel primo anno di poker online e quando mi sono laureato ne avevo messi da parte 40 mila. Mi sono potuto permettere di non cercare subito un lavoro e di dedicarmi a tempo pieno al gioco". Un paio di mesi fa Aguiar ha conquistato il suo primo braccialetto al WSOP Europe Mixed Max event, dove è riuscito ad esaltare le sue qualità: "Non sono un giocatore emotivo. La maggior parte delle volte gioco in modo aggressivo e per gli heads up ho imparato tanto da amici come Ike Haxton, Scott Seiver, JC Alvarado e Tom Dwan". Tanti ragazzi provano ad approcciare il poker leggendo libri o studiando i campioni in tv.
A parte questo, Aguiar dà un consiglio: "La più grande abilità che si può acquisire nel poker è essere emotivamente 'piatti', ma è qualcosa che viene solo con il tempo. Quando uno smette di disperdere energie mentali per cose sulle quali non ha controllo, è più facile lasciar andare la mente e capire cosa succede al tavolo e quindi regolare il proprio gioco".
Una freddezza che Jon mantiene anche quando si parla dei prossimi traguardi: "Non programmo più gli obiettivi anno per anno. C'è così tanta sorte nel poker che non si possono programmare i final table o una certa cifra da vincere. Si gioca al meglio e poi si spera che vada tutto bene".
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