In Champions Cup dal 2018/19 andranno solo le formazioni che si sono classificate nei primi posti nei rispettivi campionati: le prime sei di Top 14 e Premiership e - udite, udite - le prime sette del Pro 12. In questo momento quindi né Benetton Rugby (10a) né Zebre Rugby (12a) avrebbero i requisiti per potervi partecipare
Le parole di Vincent Gaillard, direttore generale di EPCR afferma:
Il nuovo sistema di qualificazione contribuirà a sviluppare quello che stiamo pensando per il futuro. Vogliamo rafforzare sia la Challenge Cup che la Champions Cup. L’espansione verso altri territori, in termini di pubblico, è importante, ma vogliamo continuare anche ad organizzare partite di alto livello per i tifosi
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Questa invece la reazione del presidente Presidente federale Alfredo Gavazzi:
Da dirigente sportivo e da uomo d’azienda ho sempre considerato la meritocrazia un valore fondamentale, in campo come sul lavoro. La decisione di EPCR di prevedere la qualificazione automatica alla Champions Cup per le prime sette classificate del Guinness PRO12 non può che trovarmi dunque favorevole, tanto che non avrei nulla in contrario a che venisse posta in essere già dal 2017/2018. Di concerto con i nostri rappresentanti all’interno del Board di EPCR abbiamo convenuto di votare a favore di tale modifica, che troviamo pienamente coerente con il cammino di sviluppo intrapreso dalla FIR da un anno a questa parte, con l’arrivo di Conor O’Shea, e mirato a garantire una migliore e più strutturata collaborazione con Benetton Rugby e Zebre Rugby, con l’obiettivo, nel medio termine, di rendere le nostre due franchigie sempre più competitive tanto nel PRO12 che sul palcoscenico delle competizioni EPCR
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