Eurosport
Italia, bilancio in rosso
Di
Pubblicato 21/03/2005 alle 17:22 GMT+1
[21/03/05] - Gli azzurri al torneo 2005 hanno meritato il cucchiaio di legno per le 5 sconfitte subite che ridimensionano il rugby italiano.
Eurosport
Credit Foto Eurosport
La cucchiata di legno rimediata nel Sei Nazioni 2005 lascerà segni evidenti nel rugby italiano. Era dal torneo 2002 che la spedizione azzurra non rimaneva a bocca asciutta in termine di vittorie. Dall'ultima stagione di Brad Johnstone, ct neozelandese come John Kirwan. E proprio il ciclo dell'ex all blacks potrebbe essere giunto al termine, nonostante il contratto lo leghi alla nazionale fino al 2007. Il Consiglio di Lega, l'8 di aprile, svelerà il destino del selezionatore della nazionale, sostenuto comunque dai giocatori.
Il bilancio di questo torneo è stato effettivamente disastroso, 5 sconfitte su 5, 179 punti subiti e solo 55 all'attivo. Un passivo di 124 punti, mai così grave dal 2000, quando però gli azzurri sconfissero, a sorpresa, la Scozia nell'esordio al massimo torneo europeo della palla ovale. E per il primo anno di partecipazione andava già bene così.
Dopo cinque edizioni è giusto però pretendere di più, sia in termini di gioco che di risultati. Invece gli azzurri sono andati in meta solo 5 volte, di cui tre per intercetto (bellissima la fuga di Robertson contro la Francia) e hanno palesato gravissime difficoltà nei calci piazzati. Manca un calciatore di ruolo, che non deve essere per forza un cecchino come Dominguez, ma un giocatore dalle discrete, solo discrete, percentuali realizzative. Ma De Marigny e Orquera non hanno mai tarato il mirino, mentre Peens contro la Francia si è riscattato.
Oltre che ai calci, essenziali quando le partite sono combattute, l'Italia ha palesato gravi carenze nel gioco alla mano. Soprattutto nelle fasi in attacco troppe volte gli italiani hanno commesso in avanti ingenui tali da compromettere buone manovre, anche prolungate condotte dagli azzurri. La grande difesa, il vero cuore degli uomini di Kirwan, è ancora la caratteristica positiva di Bortolami e compagni, però ha dei limiti di tenuta fisiche. Buona parte delle mete le abbiamo subite negli ultimi 20 minuti, quando match durissimi avevano esaurito le forze dei nostri giocatori ma non quelle degli avversari.
Certamente l'alto numero di azzurri infortunati ha influenzato l'andamento del torneo, ma la sensazione è che l'Italia sia, al momento, posta un gradino più in basso di Francia, Scozia, Galles, Inghilterra, ma allo stesso tempo più in alto delle altre nazionali europee che giocano a rugby. Insomma vale la pena di scontrarsi con i più forti, ma senza alcun timore reverenziale.
Contro la Scozia si poteva vincere, contro l'Irlanda si poteva provare a spaventarli, gli altri erano sinceramente inavvicinabili, ma si dovevava dare di più. Perchè il rugby italiano merita di più, e i fischi incassati alla fine del match contro la Francia sono stati un brutto segnale. Speriamo che valgano da sveglia.
Contenuti correlati
PubblicitÃ
PubblicitÃ