L"era del Super14 si apre nel segno dei Crusaders. Nella prima finale del torneo a 14 squadre dopo l"allargamento del Super12, la squadra di Canterbury coglie il sesto successo su 8 finali disputate, imponendosi per 19-12 sugli Hurricanes di Tana Umaga, che non può festeggiare con il titolo il suo 33esimo compleanno.
Le condizioni meteorologiche non sono le migliori allo Jade Stadium, completamente avvolto da una fitta nebbia, che però non ha tenuto lontano il pubblico: sono in 35mila ad assistere ad un match che si apre col vantaggio degli Hurricanes. 3-0 per la squadra di Wellington grazie al penalty di Piri Weepu, ma la risposta dei campioni in carica dei Crusaders non tarda ad arrivare, e lo fa attraverso il piede preciso e spietato di Dan Carter, l'apertura degli All Blacks che segnerà in maniera indelebile questo match. Dopo il pareggio infatti arriva dal suo piede un altro penalty che manda i Crusaders all'intervallo in vantaggio per 6-3.
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Alla ripresa del gioco il punteggio rimpalla tra una punizione e l'altra, fino a che la meta di Laulala, al 62esimo, segna il break per i Crusaders. Carter, manco a dirlo, trasforma ed il team di Canterbury si ritrova avanti per 16-9. Gli Hurricanes accusano il colpo ed i Crusaders confermano la loro supremazia con un nuovo piazzato di Carter. E così il penalty di Gopperth serve solo a ridurre lo svantaggio del risultato finale di un match che incorona ancora una volta i rossoneri, più forti anche della nebbia che ha necessariamente condizionato la prima fase di gioco, ma non é riuscita ad arrestare la marea rossa.
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